Ironman di Cascais, Andrea Bonomelli sfida 226 chilometri per i ragazzi della Comunità Lautari

Una gara di oltre 226 chilometri, tra nuoto, ciclismo e corsa, con un obiettivo che va oltre il traguardo sportivo. Andrea Bonomelli, 37 anni, presidente della Comunità Lautari, parteciperà sabato 17 ottobre 2026 all’Ironman di Cascais, in Portogallo. Dedicherà la prova ai ragazzi che affrontano un percorso di recupero dalle dipendenze all’interno della comunità.

Il programma prevede 3,9 chilometri a nuoto, 180 chilometri in bicicletta e una maratona di 42,195 chilometri. Una distanza complessiva superiore ai 226 chilometri, che Bonomelli affronterà dopo nove mesi di preparazione.

«Non è soltanto una sfida sportiva. Voglio dedicare questa esperienza ai ragazzi della nostra comunità, che ogni giorno si mettono alla prova per cambiare vita».

Per il presidente della Lautari, la partecipazione alla competizione rappresenta un’occasione per condividere un messaggio di impegno e perseveranza.

«So quanto sia difficile affrontare un percorso del genere, quanto impegno richieda e quanta determinazione serva per non mollare nei momenti più complicati».

Andrea Bonomelli all’Ironman di Cascais dopo nove mesi di allenamenti

La preparazione è iniziata a gennaio, con un programma seguito da un allenatore personale.

Settimana dopo settimana, Bonomelli ha aumentato progressivamente i carichi di lavoro, alternando le tre discipline previste dalla gara.

Ha percorso centinaia di chilometri in bicicletta, nuotato per diverse migliaia di metri e affrontato lunghe sessioni di corsa. Il tutto cercando di conciliare gli allenamenti con gli impegni quotidiani.

«Ci sono stati allenamenti impegnativi, anche con temperature difficili, e momenti in cui la fatica si è fatta sentire. Ma fa parte della preparazione: bisogna imparare a conoscere i propri limiti e lavorare per superarli».

La bicicletta lo ha portato anche lungo diversi itinerari tra il Garda e il Mincio, affrontando salite e distanze crescenti.

Un lavoro costruito per arrivare alla partenza nelle condizioni necessarie ad affrontare una prova nella quale sarà importante distribuire le energie.

«L’Ironman richiede preparazione, disciplina e capacità di affrontare la fatica. Non basta partire con entusiasmo: bisogna avere un obiettivo, lavorare ogni giorno e accettare che ci siano momenti difficili».

Dallo sport al recupero dalle dipendenze: il messaggio della Comunità Lautari

La scelta di dedicare la gara ai ragazzi della Comunità Lautari nasce dal legame che Bonomelli individua tra l’impegno sportivo e i percorsi personali di cambiamento.

Il presidente della comunità considera lo sport uno strumento utile per imparare a stabilire obiettivi, rispettare gli impegni e riconoscere il valore della costanza.

«Nel nostro lavoro vediamo ogni giorno quanto sia impegnativo ricostruire un percorso di vita. Per questo credo che lo sport possa trasmettere valori utili anche a chi sta cercando di uscire da una situazione di difficoltà».

Bonomelli non presenta la propria partecipazione come un confronto diretto con le esperienze dei ragazzi, ma come un gesto di vicinanza e incoraggiamento.

La preparazione atletica gli ha richiesto mesi di lavoro. Per chi affronta un percorso di recupero, osserva, la determinazione deve accompagnare un impegno quotidiano che può attraversare momenti particolarmente complessi.

Da qui la decisione di portare idealmente con sé, sulle strade portoghesi, le persone accolte dalla comunità.

L’obiettivo a Cascais: arrivare al traguardo

Per Bonomelli, la priorità sarà completare la gara.

Dopo la frazione di nuoto e i 180 chilometri in bicicletta, dovrà affrontare l’intera distanza della maratona. La gestione dello sforzo sarà quindi uno degli aspetti decisivi della prova.

«Il mio obiettivo è arrivare in fondo. Ma vorrei soprattutto che questa esperienza fosse uno stimolo per i ragazzi della Lautari».

Il presidente della comunità insiste sul valore dei piccoli progressi, soprattutto quando l’obiettivo finale appare lontano.

«Quando hai davanti un traguardo che sembra irraggiungibile, la cosa più importante è cominciare a lavorare per raggiungerlo, un passo alla volta».

Il messaggio che intende trasmettere è racchiuso anche nelle parole con cui conclude il suo racconto: «Non sempre si riesce a fare tutto subito, ma non bisogna rinunciare prima di averci provato».

Sabato 17 ottobre, a Cascais, Bonomelli proverà a trasformare i mesi di preparazione in un traguardo sportivo. La dedica ai ragazzi della Comunità Lautari accompagnerà la sua partecipazione alla gara.

(In copertina: Andrea Bonomelli)