Acqua, innovazione e sostenibilità: a Ghedi agricoltura, ricerca e istituzioni a confronto

Si è tenuto questa mattina, presso l’Auditorium di BCC Agrobresciano, il convegno “Acqua: risorsa, innovazione e sostenibilità”, promosso da BCC Agrobresciano in collaborazione con Condifesa Lombardia Nord-Est e FuturAgri.

L’iniziativa si inserisce nel percorso di sostenibilità che da anni orienta l’operato di BCC Agrobresciano, impegnata a contribuire agli obiettivi ESG del Gruppo Cooperativo Iccrea attraverso iniziative concrete sul territorio. Il convegno ha posto al centro una questione strategica per l’economia locale: l’acqua, risorsa essenziale ma sempre più carente, mettendo a confronto conoscenze scientifiche, innovazione, politiche ambientali ed esperienze imprenditoriali.

Ad aprire i lavori è stato Osvaldo Scalvenzi, Presidente di BCC Agrobresciano, che ha salutato i numerosi studenti, Soci e Clienti della Banca, imprenditori agricoli e rappresentanti delle istituzioni presenti.

«Ringrazio Condifesa Lombardia Nord-Est e FuturAgri per aver scelto di organizzare insieme a noi questo convegno e gli importanti relatori che hanno accettato il nostro invito – ha dichiarato Scalvenzi –. Solo insieme è possibile dare la giusta attenzione a un tema fondamentale come la carenza idrica. Basta osservare il nostro territorio: negli anni ’80 a Ghedi avevamo 300 fontanili, oggi quelli rimasti si contano sulle dita di una mano e solo due hanno acqua tutto l’anno. La falda acquifera, che alla fine degli anni ’70 si trovava a un metro e venti di profondità, oggi è scesa sotto i cinque metri».

Una questione che, ha sottolineato Scalvenzi, non riguarda soltanto l’agricoltura: «Molte imprese del nostro territorio, in settori diversi, hanno bisogno di una risorsa sempre più scarsa e preziosa. L’acqua riguarda l’economia di un’intera comunità, il suo lavoro e il suo futuro. Come Banca del territorio sentiamo questa responsabilità da vicino».

È quindi intervenuto Giovanni Martinelli, Presidente di Condifesa Lombardia Nord-Est, sottolineando il valore del confronto tra i diversi attori coinvolti.

«Accanto al nostro ruolo tecnico nella tutela delle imprese agricole, sentiamo la responsabilità di favorire il dialogo tra agricoltori, ricerca e istituzioni. L’acqua è una risorsa fondamentale, che attraversa ogni settore e la cui disponibilità presenta criticità con cui già oggi dobbiamo confrontarci. Per questo è essenziale coinvolgere anche le nuove generazioni: dal confronto tra mondo accademico, istituzioni e chi lavora ogni giorno nelle aziende, insieme alle proposte innovative dei giovani, possono nascere soluzioni per gestire questa risorsa con maggiore consapevolezza e lungimiranza».

Il confronto è entrato nel vivo con Alessandro Iengo, Direttore di Condifesa Lombardia Nord-Est, che ha evidenziato come gestione dell’acqua, innovazione e prevenzione del rischio climatico siano condizioni essenziali per il futuro dell’agricoltura.

«L’alternanza tra piogge intense e siccità prolungate richiede di integrare conoscenza scientifica, esperienza sul campo, tecnologie e strumenti di tutela del reddito. Condifesa accompagna le imprese prima, durante e dopo gli eventi avversi attraverso prevenzione, monitoraggio, formazione, informazione tecnica e strumenti assicurativi e mutualistici. FuturAgri, nostro servizio tecnico e braccio operativo, sostiene questo lavoro con sperimentazione, consulenza e diffusione di soluzioni innovative».

Tre, secondo Iengo, le priorità: rafforzare prevenzione e monitoraggio, rendere accessibile l’innovazione tecnologica e sviluppare la mutualità garantendone la sostenibilità finanziaria. In questo percorso assume un ruolo importante anche la collaborazione con il mondo del credito, per facilitare investimenti e accesso alle risorse nel rispetto delle specificità delle attività agricole.

Dalla ricerca alle tecnologie per l’irrigazione

Il convegno è proseguito con gli interventi di Giacomo Alessandro Gerosa, professore dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Brescia – Dipartimento di Matematica e Fisica, dedicato al tema “Troppo e troppo poco. Il cambiamento climatico che ci attende”, e della professoressa dell’Università degli Studi di Milano – Dipartimento di Idraulica e Agraria, sul tema “Tecnologie innovative per un’irrigazione che si adatta ai cambiamenti climatici”.

Al centro degli approfondimenti, il rapporto tra variabilità climatica e disponibilità idrica e le possibilità offerte dall’innovazione. L’analisi dei dati climatici e idrologici, insieme all’impiego di tecnologie irrigue innovative, può infatti contribuire a una gestione preventiva della risorsa e alla continuità delle produzioni.

Tra gli strumenti affrontati, irrigazione di precisione, sensori, dati meteorologici, immagini satellitari, sistemi di supporto alle decisioni, telecontrollo, automazione e fertirrigazione mirata. Soluzioni che richiedono competenze agronomiche, assistenza tecnica e una collaborazione sempre più stretta tra ricerca, imprese, consorzi e istituzioni.

Presente anche Giorgio Maione, Assessore all’Ambiente e Clima di Regione Lombardia, a conferma del confronto con le istituzioni su un tema di primaria importanza per l’economia lombarda e bresciana.

Dalla ricerca si è quindi passati all’esperienza sul campo con la testimonianza di Giacomo Lussignoli, imprenditore agricolo di Ghedi, che ha portato il punto di vista di chi quotidianamente deve confrontarsi con la disponibilità e la gestione dell’acqua nell’attività agricola.

Circa 175 studenti presenti

Particolarmente significativa la partecipazione delle nuove generazioni, con circa 175 studenti provenienti dalle Scuole Pastori di Brescia, dall’Istituto Dandolo di Bargnano, dall’Istituto Dandolo di Lonato e dall’Accademia Symposium. Presenti inoltre imprenditori agricoli della provincia di Brescia, Soci e Clienti di BCC Agrobresciano e Sindaci dei Comuni limitrofi.

Le conclusioni sono state affidate a Giuliano Pellegrini, Direttore Generale di BCC Agrobresciano.

«Gli interventi di questa mattina hanno evidenziato quanto il tema della scarsità della risorsa idrica sia urgente e richieda interventi congiunti per favorire l’adattamento dell’agricoltura al cambiamento climatico, prevenendo il rischio produttivo. Servono analisi dei dati climatici e idrologici e tecnologie irrigue innovative, ma soprattutto cooperazione tra agricoltori, tecnici, ricercatori, istituzioni, consorzi, assicurazioni e banche. E servono i giovani, oggi così numerosi nel nostro Auditorium, perché queste scelte riguardano il loro futuro».

Pellegrini ha quindi ricordato il ruolo di BCC Agrobresciano, realtà prossima ai 130 anni dalla fondazione e presente nella provincia di Brescia con 21 filiali, sottolineando l’impegno della Banca sui fronti ambientale, sociale e della governance.

«Le testimonianze di oggi ci hanno dimostrato quanto siano impegnative le sfide che ci attendono, ma scegliamo di affrontarle ponendoci come partner strategico per le nostre imprese e come riferimento solido per la nostra Comunità. Sentiamo il dovere di guardare lontano e vogliamo farlo insieme alle Istituzioni, agli Enti e alle Imprese che vivono il nostro Territorio, perché il valore che costruiamo oggi è quello che lasceremo a chi verrà dopo di noi».

A moderare il convegno è stato il giornalista Luca Riva.