Legambiente Brescia: «La Variante al PGT è una minaccia per il Parco delle Colline?»
A seguito della messa disposizione della documentazione della proposta della VARIANTE AL PGT abbiamo iniziato ad esaminare la grande mole di elaborati cercando di capire il “disegno” di fondo che ha guidato gli estensori del progetto.
Certamente ci sono alcuni aspetti generali che ci lasciano perplessi, ma al momento desideriamo richiamare l’attenzione su una modifica che potrebbe avere pesanti e negative ripercussioni sull’ambiente naturale.
Il PGT vigente, sul limite e all’interno del perimetro del PLIS del Parco delle Colline, riporta vaste aree colorate in rosa identificate come “Rap – Tessuto a prevalente destinazione residenziale in ambito di elevato valore paesistico-ambientale”.
Per la delicatezza ambientale di queste aree, che rappresentano il contatto fra la zona urbanizzata e il Parco, il PGT vigente vieta qualsiasi nuova costruzione e consente esclusivamente l’ampliamento degli edifici uni e bifamiliari per un massimo del 20% della superficie di pavimento esistente e comunque con un limite di 50 mq.
Vengono fissati inoltre altri parametri restrittivi sull’uso del suolo per il singolo lotto che deve essere per il 60% della superficie permeabile e che almeno il 60% della superficie permeabile sia a verde.
La Variante del PGT, ha introdotto all’art. 60 del Piano delle Regole, per le aree denominate “AMBITI RADI APERTI”, in gran parte coincidenti con le aree Rap del PGT vigente, un’importante capacità edificatoria.
La destinazione di queste aree è essenzialmente residenziale (ville e villette) con un indice di edificabilità massimo di 0,3 mq di SL (superficie lorda di pavimento) per ogni mq di superficie del lotto.
L’art. 60 inoltre prevede la possibilità di rendere impermeabile fino al 60% del lotto.
È evidente come questa nuova norma costituisca una minaccia per decine di ettari di aree collocate sul bordo e/o all’interno del Parco delle colline ed identificate come “AMBITI RADI APERTI”.
Non siamo in grado di valutare quanti lotti possano essere interessati da queste nuove disposizioni perché servirebbe una ricerca catastale molto specifica, certamente la possibilità edificatoria così elevata attribuita ad aree ambientalmente fragili costituisce la premessa per gravi danni all’ambiente naturale.
Come esempio proponiamo quanto può accadere nella Valle dei Gelsi di Urago Mella (vedere scheda allegata) che nei mesi scorsi è stata al centro di polemiche, anche da parte del CdQ, per un intervento edilizio concesso sulla base del PGT vigente e di una interpretazione delle distanze dell’edificato dal confine del PLIS.
Con l’art. 60 della Variante al PGT l’intera Valle dei Gelsi potrebbe essere edificata con la cancellazione di un luogo fondamentale da un punto vista paesaggistico e dei servizi ecosistemici forniti al nucleo antico di Urago Mella.
Tutto ciò premesso, chiediamo all’Amministrazione Comunale la cancellazione dei poteri edificatori contenuti nell’articolo 60 del Piano delle Regole e la conferma di quanto previsto per quelle aree del PGT vigente.
Facciamo appello ai consiglieri comunali perché nella loro azione tengano conto di quanto sopra riportato.
