Giorgio Cuscito debutta in italiano con “L’amore da vicino”: undici canzoni tra poesia, sentimenti e ricerca musicale

Dopo quindici anni di ricerca sonora in lingua inglese, Giorgio Cuscito inaugura un nuovo capitolo del proprio percorso artistico con “L’amore da vicino”, il suo primo album di canzoni in italiano, disponibile dal 16 ottobre 2026 sulle piattaforme digitali e in formato fisico, CD e LP da collezione. Pubblicato da Vrec Music Label e distribuito da Audioglobe, il disco è realizzato con il contributo del Nuovo IMAIE e si presenta anche attraverso un artwork ispirato all’immaginario naif degli anni Trenta.

Cantautore, poeta e performer pugliese, Cuscito sceglie un linguaggio musicale essenziale, nel quale la chitarra acustica assume un ruolo centrale e lascia spazio alle parole, alle sfumature emotive e ai silenzi. Un cambiamento significativo per un artista che negli anni ha costruito la propria identità attraverso la sperimentazione e l’esperienza con i Violent Scenes, formazione art rock della quale è voce, compositore e autore dei testi, con quattro album all’attivo.

Undici ritratti per raccontare le diverse forme dell’amore

“L’amore da vicino” raccoglie undici brani scritti tra il 2013 e il 2025, concepiti come altrettanti ritratti umani. L’amore viene raccontato nelle sue molteplici declinazioni, dalle esperienze più quotidiane alle dimensioni più profonde e difficili da definire. Le canzoni diventano così persone, frammenti di esistenza nei quali riconoscersi, tra assenze, memoria, solitudine e ricerca di un’identità.

Nella scrittura di Cuscito convivono sensibilità differenti. Alla tradizione della canzone d’autore italiana, con riferimenti come Luigi Tenco e Piero Ciampi, si affiancano le suggestioni del francese Léo Ferré, del brasiliano Caetano Veloso, del cantautore britannico Nick Drake e del trombettista e cantante jazz Chet Baker.

Non si tratta soltanto di un cambio di lingua, ma di una nuova modalità espressiva: dopo anni dedicati alla ricerca sonora in inglese, l’artista sceglie l’italiano per avvicinare la propria scrittura alla dimensione intima dei sentimenti. Ne nasce un lavoro che punta sulla misura, sull’essenzialità degli arrangiamenti e sulla centralità della parola, senza rinunciare alla profondità della ricerca musicale.

“Marmo”, il volto dell’identità e il peso della memoria

Tra i brani più rappresentativi del progetto c’è “Marmo”, accompagnato da un videoclip diretto da Antonio Stea. Il filmato nasce da un archivio di immagini raccolte negli ultimi anni con una videocamera VHS-C: paesaggi, momenti di vita quotidiana e scene di solitudine vengono sottratti al loro contesto originario e ricomposti in una nuova memoria visiva.

Il risultato è un racconto per frammenti, nel quale le immagini analogiche diventano parte integrante dell’atmosfera del brano. Anche sul piano dei contenuti, “Marmo” occupa una posizione centrale nel disco, affrontando due temi ricorrenti nella poetica di Cuscito: le forme e la non-origine dell’essere.

L’artista descrive così una delle immagini più significative della canzone: «Incontro il mio volto indefinibile nello specchietto retrovisore. Ne diviene copia, statua ferma come quella del David che tutto vede e nulla assapora.»

È una riflessione sull’identità e sulla difficoltà di riconoscersi, in cui il volto diventa una rappresentazione immobile, separata dall’esperienza diretta della vita. La figura della statua richiama qualcosa che conserva una forma, ma rischia di perdere il contatto con ciò che si prova e si attraversa. Un’immagine che si inserisce nel percorso di un artista abituato a muoversi tra musica, poesia e arti visive.

Due singoli hanno anticipato l’album

Prima dell’uscita del disco, il pubblico ha potuto conoscere il progetto attraverso due singoli: “Manchi solo tu” e “Una finestra”. I brani hanno introdotto il nuovo universo espressivo di Cuscito, anticipando un lavoro nel quale la dimensione personale si intreccia con interrogativi più ampi sull’esperienza umana.

Accanto agli undici brani del percorso discografico, trovano spazio anche due riletture di opere firmate da autori di riferimento per la sensibilità del cantautore: “Michelangelo Antonioni” di Caetano Veloso ed “E parlo ancora di te” di Ivano Fossati. Due omaggi che dialogano con la tradizione musicale italiana e internazionale e che contribuiscono a delineare le coordinate culturali del progetto.

Registrazione in Puglia e produzione indipendente

L’album è stato registrato allo SLAP Studio di Castellana Grotte, in provincia di Bari, con Sebastiano Lillo e Paolo Palmieri. La lavorazione in studio accompagna la scelta di una veste sonora contenuta ed essenziale, pensata per valorizzare la scrittura e l’interpretazione senza sovraccaricare i brani di elementi superflui.

Il progetto conferma il legame di Cuscito con il territorio pugliese, dove vive e lavora a Gioia del Colle. Qui è anche produttore e direttore artistico del collettivo Stand Alone Complex, realtà coerente con una ricerca che supera i confini tra discipline e considera l’arte uno strumento di relazione.

La sua attività, infatti, non si limita alla canzone: nel corso degli anni ha composto musiche per il cinema e il teatro, partecipato a reading e progetti interdisciplinari, musicato e interpretato testi di Paul Éluard, Cesare Pavese, Gottfried Benn e Pier Paolo Pasolini e realizzato sonorizzazioni per mostre e installazioni d’arte contemporanea.

Nel 2026 ha pubblicato anche la raccolta poetica “Nessuna solitudine”, edita da RP Libri, confermando la continuità tra la propria ricerca letteraria e quella musicale.

Dai Violent Scenes al tour europeo

Prima di intraprendere questa nuova fase da solista, Giorgio Cuscito ha sviluppato una parte importante del proprio percorso con i Violent Scenes, band art rock con cui ha pubblicato quattro dischi: “Know By Heart”, “Stimmung”, “Rebirth” e “Angels Are Mathematical”. Con il gruppo ha portato la propria musica su numerosi palchi in Italia e negli Stati Uniti, costruendo un’esperienza dal vivo che si affianca alla composizione e alla sperimentazione.

Oggi il cantautore è impegnato in un tour europeo, con tappe in Italia, Francia, Belgio e Germania. Un’occasione per portare dal vivo le nuove canzoni e presentare al pubblico una scrittura che mette al centro l’intimità, la fragilità e le contraddizioni dei sentimenti.

Con “L’amore da vicino”, Giorgio Cuscito sceglie dunque di avvicinarsi alla canzone italiana attraverso un percorso personale, lontano dalle formule più immediate e fondato sull’incontro tra parola, musica e immagine. Un esordio discografico che riunisce quindici anni di ricerca e li traduce in undici storie, con l’obiettivo di osservare l’amore non da una distanza ideale, ma nella sua dimensione più concreta, quotidiana e umana.

“L’amore da vicino” è disponibile dal 16 ottobre 2026 in digitale, CD e LP da collezione. Per informazioni sul booking: booking@vrec.it.

Etichetta: Vrec Music Label. Distribuzione: Audioglobe. Ufficio stampa: FREECOM – info@freecomhub.it.