Violenza domestica, stalking e cyberbullismo: a Brescia firmato il Protocollo Zeus
Un nuovo strumento per prevenire e contrastare la violenza domestica, gli atti persecutori, la violenza di genere e il cyberbullismo. È stato sottoscritto questa mattina, nella sede della Questura di Brescia, il Protocollo Zeus, frutto della collaborazione tra la Questura di Brescia e il C.I.P.M. Lombardia Orientale, il Centro Italiano per la Promozione della Mediazione.
A firmare l’intesa sono stati il Questore della Provincia di Brescia Paolo Sartori e la presidente del C.I.P.M. Lombardia Orientale di Brescia, Maria Silvana Patti. Alla sottoscrizione erano presenti anche il dirigente della Divisione Anticrimine della Questura, Francesco Morselli, e Stefania Mariotto del C.I.P.M.
L’accordo prevede specifici percorsi trattamentali e di recupero rivolti agli autori di condotte violente o persecutorie, con l’obiettivo di intervenire sui comportamenti e contribuire a prevenire il rischio di recidiva.
Il Protocollo Zeus e l’ammonimento del Questore
Il Protocollo Zeus punta a rafforzare l’attività di prevenzione attraverso una collaborazione strutturata tra la Polizia di Stato e il C.I.P.M.
In particolare, quando il Questore applica la misura di prevenzione personale dell’ammonimento, i soggetti ritenuti responsabili di atti violenti o persecutori potranno essere indirizzati verso i percorsi predisposti dal C.I.P.M.
L’obiettivo è intervenire prima che determinate condotte possano evolvere o ripetersi, attraverso un lavoro specifico sulla consapevolezza e sulla responsabilità individuale.
Il progetto prevede infatti che le persone coinvolte possano essere accompagnate in un percorso seguito da una équipe multidisciplinare, chiamata a lavorare sui comportamenti aggressivi, sulle dinamiche relazionali e sulla gestione della rabbia.
Lavorare sui comportamenti per prevenire la recidiva
Uno degli aspetti centrali dell’intesa riguarda proprio la prevenzione della recidiva.
I percorsi rivolti ai cosiddetti “maltrattanti” hanno l’obiettivo di favorire una maggiore consapevolezza rispetto al disvalore delle condotte messe in atto e alle conseguenze che possono avere sulle altre persone.
Il lavoro mira inoltre a sviluppare strumenti per gestire rabbia e aggressività e per interrompere quei meccanismi che possono alimentare la violenza all’interno delle relazioni.
La partecipazione ai percorsi assume anche un rilievo nell’ambito della disciplina dell’ammonimento. Le modifiche legislative introdotte nel 2023 hanno infatti previsto specifiche condizioni per poter chiedere, dopo tre anni, la revoca dell’ammonimento, con una valutazione che tiene conto anche dei risultati ottenuti attraverso i percorsi di recupero.
Le parole del Questore Sartori
Il Questore di Brescia Paolo Sartori ha sottolineato il valore preventivo dell’accordo.
«Il Protocollo Zeus rappresenta un fondamentale strumento che introduce un efficace percorso di recupero e di acquisizione della consapevolezza del disvalore dei propri comportamenti predisposto per i cosiddetti “maltrattanti”, con la prospettiva di farli uscire dal ciclo della violenza e di renderli capaci di gestire la rabbia e l’aggressività nei confronti dei più deboli», ha evidenziato Sartori.
Il Questore ha poi richiamato l’importanza della collaborazione tra le diverse realtà impegnate sul fronte della prevenzione della violenza.
Una rete tra istituzioni e territorio
«La Polizia di Stato rappresenta, in questo senso, uno snodo fondamentale di una rete composta da Istituzioni, Enti locali, Centri antiviolenza ed Associazioni di volontariato che si impegnano ogni giorno per affermare un’autentica parità di genere, contro stereotipi e pregiudizi», ha aggiunto Sartori.
Il Protocollo Zeus si inserisce quindi in una rete di interventi che coinvolge istituzioni e realtà specializzate del territorio, con l’obiettivo di rafforzare la prevenzione e intervenire anche sugli autori delle condotte violente.
Per Brescia, la sottoscrizione dell’accordo rappresenta un ulteriore strumento a disposizione della rete territoriale per affrontare fenomeni come stalking, violenza domestica e di genere e cyberbullismo, affiancando all’azione di prevenzione della Questura specifici percorsi di trattamento e recupero.
