Fiormaggi 2026, premiati i migliori formaggi di malga della Valle Camonica: tutti i vincitori
Cinque categorie premiate, un riconoscimento speciale e i produttori degli alpeggi camuni protagonisti della serata conclusiva. Fiormaggi 2026 ha incoronato i migliori formaggi di malga della Valle Camonica, chiudendo l’edizione del concorso con una cena di gala al ristorante Giardino di Breno.
Il concorso, organizzato da Loretta Tabarini, presidente dell’associazione PromAzioni360, con il sostegno e il patrocinio della Comunità Montana di Valle Camonica e del Comune di Breno, è dedicato alle produzioni casearie ottenute nelle malghe del territorio.
A contendersi i riconoscimenti sono stati formaggi realizzati con latte fresco vaccino, ovino o caprino, proveniente da animali allevati al pascolo brado o semibrado.
La giuria, composta da esperti del settore, maestri assaggiatori, giornalisti e critici enogastronomici, ha individuato i vincitori nelle diverse categorie.
Fiormaggi 2026, ecco i produttori e le malghe premiate
Per la categoria Silter DOP, il riconoscimento è andato all’azienda agricola Pedena di Giacomo Romelli, della malga Bazena di Breno.
Il premio per il Nostrano stagionato è stato assegnato all’azienda agricola di Gabriele Pedretti, della malga Valdajone di Bienno.
Nella categoria Nostrano fresco si è imposta l’azienda di Martino Furloni, della malga Laione Gaver di Breno.
Per la Formagella, la giuria ha premiato l’azienda agricola La Casera di Sonia Spagnoli, della malga Val Gabbio di Berzo Inferiore.
Il riconoscimento per la Formagella di capra è stato conquistato da Valentina Orsatti, della malga Val Bighiera di Vezza d’Oglio.
A questi cinque premi si è aggiunto il “coup de coeur”, il riconoscimento speciale destinato al formaggio capace di suscitare una particolare emozione durante la valutazione.
Ad aggiudicarselo è stato ancora Gabriele Pedretti, questa volta per il suo Nostrano fresco. Per il produttore della malga Valdajone si tratta quindi di un doppio riconoscimento nell’edizione 2026.
Gli studenti del CFP di Cemmo incontrano i maestri assaggiatori
Il concorso ha coinvolto anche un gruppo di studenti del CFP “Padre Marcolini” di Cemmo, a Capo di Ponte, accompagnati dal docente Sergio Bonomelli.
I ragazzi hanno assistito alla presentazione dei formaggi, incontrato i componenti della giuria e osservato le operazioni di selezione.
Un’esperienza pensata per avvicinare gli studenti alle competenze e alle figure professionali del settore agroalimentare.
«Per gli studenti è un’importante esperienza», ha spiegato Bonomelli, sottolineando anche il valore del contatto con un ambito nel quale i giovani potranno trovare opportunità lavorative.
Tra le novità dell’edizione 2026 figura la partecipazione, per la prima volta in giuria, di Massimo Arcalini, presentato dagli organizzatori come esperto di livello internazionale.
Arcalini ha definito Fiormaggi «un concorso di alta qualità in un territorio che conta su un settore lattiero-caseario importante».
La cena di gala a Breno chiude il concorso
La serata conclusiva si è svolta al ristorante Giardino di Breno, dove i partecipanti hanno potuto degustare i formaggi vincitori insieme ad altre specialità preparate con prodotti del territorio.
A presentare l’appuntamento è stata Giovanna Ruo Berchera, giornalista conosciuta anche per le sue partecipazioni a trasmissioni Rai come La Prova del Cuoco e Geo.
La cena ha rappresentato il momento conclusivo di un percorso che mette a confronto produzioni provenienti da diverse malghe della Valle Camonica.
L’iniziativa punta a dare visibilità al lavoro degli allevatori e dei casari, valorizzando le caratteristiche dei formaggi legate agli alpeggi e alle materie prime utilizzate.
Attilio Cristini: «È tangibile l’orgoglio degli agricoltori e dei casari»
A richiamare l’attenzione sull’evoluzione del concorso è stato anche Attilio Cristini, già vicesindaco di Darfo Boario Terme, che ha ricordato la nascita di Fiormaggi nel 2020.
«È tangibile l’orgoglio degli agricoltori e dei casari, di gran lunga maggiore rispetto al passato», ha osservato Cristini.
Secondo l’ex amministratore, questo cambiamento emerge anche nel rapporto tra i produttori e le persone che frequentano gli alpeggi.
«Lo si nota anche quando vengono offerti formaggi direttamente nelle malghe, e non è raro trovare ospitalità in quota», ha aggiunto.
Cristini ha inoltre sottolineato il valore della partecipazione continuativa alla manifestazione e alla cena conclusiva.
«La partecipazione è un modo per consolidare conoscenze e amicizie, creando un confronto costruttivo e stimolante».
Un’esperienza che, nelle sue parole, richiama anche quella di “Un Fiore nel Piatto”, il concorso nel quale gli chef si incontrano per preparare il menu destinato alla giuria.
Il collegamento tra le due iniziative riguarda il rapporto fra produzioni agricole, cucina e caratteristiche del territorio.
«La straordinaria biodiversità della Valle Camonica è una ricchezza che si riflette nella cucina», ha concluso Cristini, ricordando come questo patrimonio abbia contribuito alla nascita e alla crescita delle due manifestazioni.
Con la premiazione e la cena di gala si è conclusa l’edizione 2026 di Fiormaggi. Il materiale diffuso dagli organizzatori non indica ancora le date o le modalità di partecipazione della prossima edizione.
(Immagine di copertina: PromoAzione 360)
