Villa Carcina, arrestato un 56enne per bracconaggio: sequestrati armi e trappole, salvati 23 uccelli

Un uomo di 56 anni è stato arrestato a Villa Carcina, in Valtrompia, durante un controllo antibracconaggio dei Carabinieri. I militari lo hanno sorpreso nei pressi della sua abitazione mentre recuperava alcuni uccelli rimasti intrappolati in reti da cattura vietate.

L’intervento ha portato al sequestro di un fucile semiautomatico, 95 cartucce, una pistola ad aria compressa e diversi strumenti utilizzati per la cattura degli uccelli. Nel corso delle operazioni sono stati recuperati 23 esemplari vivi, mentre tre pettirossi sono stati trovati morti.

L’uomo, già sottoposto all’affidamento in prova ai servizi sociali per una precedente condanna, non poteva detenere armi o munizioni. Il Tribunale di Brescia ha convalidato l’arresto, disponendo nei suoi confronti la misura cautelare degli arresti domiciliari.

Operazione Pettirosso 2026: il controllo antibracconaggio a Villa Carcina

L’intervento è stato condotto dai Carabinieri della Sezione Operativa Antibracconaggio e Reati in Danno agli Animali (SOARDA), con il supporto del Gruppo Carabinieri Forestale di Brescia.

L’attività rientra nell’Operazione Pettirosso 2026, il piano di controlli straordinari nelle valli bresciane contro la cattura illegale degli uccelli migratori durante il periodo autunnale.

Secondo quanto ricostruito dai militari, il 56enne è stato sorpreso mentre recuperava alcuni esemplari di avifauna particolarmente protetta dalle reti collocate nelle pertinenze della propria abitazione.

Le successive perquisizioni hanno consentito di individuare ulteriori armi, munizioni e attrezzature vietate dalla normativa venatoria.

Sequestrati un fucile, 95 cartucce e undici reti da uccellagione

Durante i controlli, i Carabinieri hanno sequestrato un fucile semiautomatico funzionante, 95 cartucce di vario calibro e una pistola ad aria compressa.

Sono stati inoltre rinvenuti undici reti da uccellagione, tra mezzanelli e reti a nebbia, un richiamo acustico elettronico e una gabbia trappola.

Gli accertamenti hanno fatto emergere anche la situazione giudiziaria dell’uomo, già condannato in via definitiva a quattro anni di reclusione per riciclaggio.

Il 56enne stava scontando la pena attraverso l’affidamento in prova ai servizi sociali ed era destinatario di un divieto di detenzione di armi e munizioni.

Tre pettirossi morti, recuperati 23 uccelli ancora vivi

Il controllo ha permesso di recuperare 26 uccelli, tre dei quali già morti.

Si tratta di tre pettirossi, che, secondo quanto riferito nella ricostruzione dell’intervento, avevano riportato lesioni mentre erano intrappolati nelle reti.

Gli altri 23 esemplari, appartenenti sia a specie cacciabili sia a specie protette e non cacciabili, sono stati recuperati vivi e presi in custodia per le successive operazioni di cura o liberazione.

Il materiale sequestrato e il ritrovamento degli animali costituiscono gli elementi raccolti dai militari nell’ambito dell’indagine.

Arresto convalidato dal Tribunale di Brescia: disposti i domiciliari

Al termine dell’intervento, il 56enne è stato accompagnato alla Compagnia Carabinieri di Gardone Val Trompia per gli accertamenti e gli adempimenti di legge.

Tra i reati contestati figurano detenzione abusiva di armi e munizioni, furto venatorio, uccisione di animali e cattura illecita di avifauna protetta.

Il riferimento al furto venatorio riguarda la natura giuridica della fauna selvatica, considerata patrimonio indisponibile dello Stato.

Nel successivo giudizio con rito direttissimo, il Tribunale di Brescia ha convalidato l’arresto e disposto la misura cautelare degli arresti domiciliari.

Le contestazioni dovranno essere valutate nelle successive fasi del procedimento, nel rispetto della presunzione di innocenza.

(Immagine di copertina: Carabinieri Tutela Forestale)