Bovezzo, falsi eventi cinofili per chiedere soldi ai negozianti: scatta la denuncia

Una presunta manifestazione cinofila, la richiesta di acquistare cesti gastronomici per le premiazioni e, soprattutto, una somma di denaro per inserire il logo dell’attività commerciale sulla locandina dell’evento. È il meccanismo segnalato a Bovezzo da un commerciante, che dopo l’episodio del 17 settembre si è rivolto ai Carabinieri di Nave.

A denunciare quanto accaduto è stato Alex Paratore, titolare di un’attività gastronomica presente da alcuni anni a Collio e, dall’inizio del 2026, anche a Bovezzo con il nome El Botegher.

Secondo il racconto del commerciante, un uomo sarebbe entrato nel negozio intorno alle 13, poco prima della chiusura. Avrebbe ordinato alcuni cesti gastronomici spiegando che sarebbero stati utilizzati come premi durante una manifestazione cinofila. Poi la proposta: inserire il logo dell’attività sulla locandina dell’evento in cambio di 50 euro.

Paratore avrebbe accettato. L’uomo gli avrebbe quindi consegnato una ricevuta intestata all’Allevamento Loviselli e lasciato un numero di telefono. I dubbi sarebbero emersi successivamente, quando il commerciante avrebbe provato a contattare il recapito ricevuto.

Da qui la decisione di presentare denuncia ai Carabinieri di Nave. Della vicenda, secondo quanto riportato, è stata informata anche la Polizia locale di Bovezzo.

A Bovezzo altre due attività sarebbero state avvicinate

L’episodio denunciato non sarebbe stato l’unico tentativo nella zona. Nella stessa giornata l’uomo avrebbe raggiunto anche una barista e un’estetista, entrambe con attività a poca distanza.

Lo schema descritto sarebbe stato analogo: prodotti o cesti destinati a una presunta manifestazione cinofila e una richiesta compresa tra 30 e 50 euro per uno spazio pubblicitario sulla locandina.

In questi due casi, tuttavia, le richieste economiche non sarebbero state accettate.

Il caso di Bovezzo si inserisce in una serie di segnalazioni che, secondo il materiale disponibile, andrebbero avanti da almeno un anno e avrebbero interessato anche altre zone di Brescia e provincia.

Il nome dell’Allevamento Loviselli usato senza autorizzazione

Nella vicenda compare anche il nome di Damiano Loviselli, titolare dell’omonimo allevamento bresciano, che sarebbe però estraneo agli episodi segnalati.

Secondo quanto riferito, Loviselli avrebbe cominciato a ricevere segnalazioni già nel 2025. Alcuni commercianti di Ghedi lo avrebbero contattato chiedendogli quando sarebbe passato a ritirare cesti che, in realtà, non aveva mai ordinato.

Successivamente sarebbero emersi casi analoghi in altre aree, tra cui Brescia Due, e presso differenti attività commerciali.

Loviselli ha quindi pubblicato un appello sui social per raccogliere testimonianze e informazioni utili a identificare la persona che starebbe utilizzando il nome del suo allevamento. Secondo le segnalazioni raccolte, l’uomo si sarebbe presentato con il nome di Mattia Ferrari.

Il titolare dell’allevamento starebbe inoltre valutando la presentazione di un esposto alle autorità. Al momento, sulla base delle informazioni disponibili, l’identità dell’uomo non risulta accertata: per questo il nome utilizzato viene riportato esclusivamente come quello con cui si sarebbe presentato ai commercianti.

 

(Immagine di copertina: Carabinieri Cardone Valtrompia | repertorio)