Carcere di Verziano, scontro sull’ampliamento: FdI replica a Manzoni, lavori già avviati ma tempi da definire
L’ampliamento del carcere di Verziano, a Brescia, è al centro di un confronto politico tra Fratelli d’Italia e il vicesindaco Federico Manzoni. Secondo quanto riferito dai rappresentanti del partito, il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti avrebbe confermato che le opere attualmente in corso fanno parte del progetto complessivo. Resta però da definire il calendario dettagliato per la costruzione del nuovo padiglione.
A intervenire sono Cristina Almici, deputata bresciana di Fratelli d’Italia, e Diego Zarneri, coordinatore provinciale del partito. In una dichiarazione diffusa lunedì 19 ottobre 2026, i due esponenti riportano i contenuti di un riscontro che affermano di aver ricevuto direttamente dal Ministero.
La questione riguarda soprattutto la distinzione tra l’avvio delle opere preparatorie e l’inizio della costruzione del nuovo edificio. Due passaggi diversi, sui quali si concentra la polemica.
Carcere di Verziano, quattro interventi per l’ampliamento
Secondo la ricostruzione fornita da Almici e Zarneri, il progetto di ampliamento del carcere di Verziano è stato suddiviso in quattro interventi distinti.
La scelta, spiegano citando il riscontro ministeriale, servirebbe ad accelerare l’esecuzione delle opere e a limitare le interferenze con le attività dell’istituto penitenziario.
La prima fase riguarda la separazione dell’area destinata al cantiere dagli spazi utilizzati dal carcere. I lavori, concordati con la direzione dell’istituto, sarebbero già in fase di completamento.
Il percorso illustrato dai due esponenti prevede poi la bonifica dell’area, la realizzazione di nuove zone per il passeggio dei detenuti e, infine, la costruzione del nuovo padiglione.
Secondo Fratelli d’Italia, il Ministero avrebbe confermato la continuità tra queste fasi, senza interruzioni programmate tra un intervento e il successivo.
Si tratta, tuttavia, di informazioni ministeriali riportate nella dichiarazione del partito. Nel materiale disponibile non è allegato il documento originale del MIT.
Il confronto con Manzoni sui tempi del nuovo padiglione
La polemica nasce dalle posizioni attribuite al vicesindaco Federico Manzoni.
Secondo Almici e Zarneri, Manzoni avrebbe accusato il centrodestra di utilizzare l’ampliamento del penitenziario per finalità propagandistiche. Avrebbe inoltre prospettato l’avvio dei lavori alla fine del 2027.
Fratelli d’Italia contesta questa interpretazione, sostenendo che il progetto sia già entrato nella fase operativa.
«Il vicesindaco Federico Manzoni ha accusato il centrodestra di fare propaganda sull’ampliamento del carcere di Verziano», dichiarano Almici e Zarneri, definendo la polemica sterile.
Il punto centrale riguarda il significato attribuito all’espressione inizio dei lavori.
Per i due rappresentanti del partito, le opere preparatorie devono essere considerate parte integrante dell’ampliamento. La costruzione materiale del nuovo padiglione costituisce invece una fase successiva.
«Manzoni dovrebbe evitare di confondere l’avvio dell’intervento complessivo con l’inizio della costruzione del padiglione, perché sono due aspetti differenti», afferma Zarneri.
Rimane aperta la questione delle scadenze.
Almici riconosce infatti che il cronoprogramma puntuale della costruzione del nuovo padiglione deve ancora essere definito.
Di conseguenza, le informazioni diffuse non permettono di indicare una data certa per l’inizio della costruzione del nuovo edificio.
Investimento da circa 39 milioni di euro
L’intervento complessivo, secondo i dati riportati da Fratelli d’Italia, prevede un investimento di circa 39 milioni di euro.
Le risorse sono destinate all’ampliamento della capacità ricettiva dell’istituto e al miglioramento delle condizioni di lavoro del personale penitenziario.
Almici e Zarneri rivendicano l’impegno del Governo e sostengono che l’organizzazione del cantiere consentirà di procedere con maggiore continuità.
«Brescia ha bisogno di opere concrete, non di polemiche costruite sulle parole», concludono i due esponenti.
Il confronto politico resta dunque legato a due aspetti distinti: l’effettivo avanzamento delle opere preparatorie e i tempi di realizzazione del nuovo padiglione.
Per quest’ultimo passaggio manca ancora un calendario dettagliato. La sua definizione sarà determinante per valutare le successive tappe dell’ampliamento.
