Il mercato digitale bresciano raggiunge 1,46 miliardi di euro (+3,9%); l’intelligenza artificiale entra nelle imprese, ma solo il 15% la utilizza in forme avanzate
Si è tenuta nella Sala Beretta di Confindustria Brescia, la seconda edizione di “Scenari Digitali”, l’appuntamento dedicato alle trasformazioni digitali che stanno ridefinendo il sistema produttivo bresciano, promosso dal settore Digitale di Confindustria Brescia in collaborazione con Anitec-Assinform, la principale associazione di settore delle aziende del digitale e dell’elettronica di consumo operanti in Italia, aderente a Confindustria.
All’evento, moderato dal giornalista Erminio Bissolotti, sono intervenuti Mario Bonomi, vice presidente di Confindustria Brescia con delega a Innovazione e Sviluppo Digital, Sergio Venturetti, presidente settore Digitale Confindustria Brescia, Massimo Dal Checco, presidente Anitec-Assinform, Rossella Macinante, BU Leader NetConsulting cube, Davide Fedreghini, Centro Studi di Confindustria Brescia e Marco Maria Lorusso, giornalista specializzato nel mondo ICT e digitale.
Nel corso dei lavori è stata presentata l’edizione 2026 della ricerca condotta dal Centro Studi di Confindustria Brescia in collaborazione con Anitec-Assinform e NetConsulting cube, che ha analizzato il settore digitale bresciano sia dal lato dell’offerta, rappresentato dalle imprese che erogano servizi digitali, sia da quello della domanda, costituito dalle aziende che li utilizzano. Complessivamente, l’indagine ha coinvolto 170 imprese, con 17mila addetti e 7,8 miliardi di euro di ricavi.
Tra le principali evidenze emerge una crescente attenzione delle imprese verso la trasformazione digitale, accompagnata tuttavia da difficoltà nell’integrazione delle nuove tecnologie nei processi aziendali e dalla persistente carenza di competenze specialistiche.
In particolare, per quanto riguarda la domanda di servizi digitali, la ricerca evidenzia che:
- Nel 2025 le spese destinate alle tecnologie ICT hanno rappresentato mediamente lo 0,8% del fatturato aziendale. Per il 2026 le imprese segnalano un generalizzato aumento dei budget, una tendenza riconducibile sia alla crescente attenzione verso la digitalizzazione sia all’incremento dei prezzi di beni e componenti ICT.
- Il 53% delle aziende utilizza l’intelligenza artificiale esclusivamente a livello individuale, senza coordinamento o regolamentazione aziendale. Un ulteriore 22% ha adottato soluzioni di IA a livello di singoli team, mentre solo il 15% delle imprese ha raggiunto forme più avanzate di integrazione della tecnologia nei processi e nell’organizzazione.
- Nel prossimo anno è attesa un’accelerazione nell’adozione dell’IA, con il 29% delle aziende che prevede un utilizzo a livello di team e il 28% un’integrazione nei processi aziendali.
- La carenza di competenze interne rappresenta il principale ostacolo all’adozione dell’intelligenza artificiale, seguita dalle difficoltà di integrazione con i sistemi esistenti, dai rischi legati a privacy e cybersecurity e dai costi di investimento e dalle incertezze sul ritorno dell’investimento.
- Il mismatch delle competenze digitali interessa il 58% delle imprese, che segnalano un divario tra le professionalità richieste e quelle disponibili sul mercato. Per affrontarlo, le aziende ricorrono prevalentemente a consulenti esterni (50%) e a percorsi strutturati di formazione interna (43%).
Sul fronte dell’offerta, il settore digitale bresciano conta circa 3.100 imprese e quasi 10mila addetti, con una struttura produttiva caratterizzata dalla prevalenza di realtà di piccole dimensioni: l’83% delle aziende ha non più di cinque addetti e l’80% registra un valore della produzione inferiore al milione di euro.
Le prospettive risultano tuttavia positive: l’88% delle imprese ICT associate a Confindustria Brescia prevede un incremento del fatturato nel 2026, con una crescita superiore al 10% nel 28% dei casi. L’intelligenza artificiale generativa e agentica assume inoltre un ruolo sempre più rilevante nell’offerta di servizi: progetti che comprendono queste tecnologie hanno rappresentato l’11% delle commesse acquisite negli ultimi dodici mesi, interessando l’83% delle aziende intervistate.
Secondo i dati presentati da NetConsulting cube, il mercato digitale della provincia di Brescia ha raggiunto nel 2025 un valore di 1.455,6 milioni di euro, in crescita del 3,9% rispetto all’anno precedente. Un andamento superiore al dato della Lombardia (+3,5%) e a quello nazionale (+3,4%).
Il segmento Business rappresenta il 60% del mercato, con un valore di 866,6 milioni di euro e una crescita del 5,3%. Particolarmente dinamici risultano i cosiddetti Digital Enablers, che raggiungono 526,1 milioni di euro (+12,4%). Tra questi, il Cloud si conferma il maggiore abilitatore, con 166,7 milioni di euro e un incremento del 17,8%, mentre l’intelligenza artificiale registra la crescita più sostenuta (+52,2%), raggiungendo un valore di 28,5 milioni di euro. In aumento anche gli investimenti in cybersecurity (+12,7%), per un valore complessivo di 47,1 milioni di euro.
L’industria si conferma il principale settore di domanda, con una spesa digitale di 473,1 milioni di euro (+4,6%).
Le previsioni indicano un’ulteriore crescita del mercato digitale bresciano nel 2026, con un incremento del 4,3% e un valore complessivo di 1.518,9 milioni di euro. Negli anni successivi è atteso un graduale rallentamento, che porterà comunque il mercato a raggiungere 1,7 miliardi di euro entro il 2029.
“Tra le varie tematiche digitali affrontate, l’edizione 2026 di Scenari Digitali mappa in particolare l’impatto dell’intelligenza artificiale nel Made in Brescia. Come sta entrando nelle imprese, quali opportunità sta creando e dove le aziende fanno più fatica – commenta Mario Bonomi, vice presidente di Confindustria Brescia con delega a Innovazione e Sviluppo Digital –. Il campione è ampio. 170 imprese, oltre 17.000 addetti, quasi 8 miliardi di ricavi. Con questi numeri possiamo guardare al digitale con concretezza per capire come l’intelligenza artificiale sta cambiando i processi, i prodotti e i modelli di business delle nostre aziende manifatturiere. E che cosa serve perché diventi un vantaggio competitivo reale e duraturo per tutto il territorio. Non solo per qualche impresa. Un anno fa, nella prima edizione di Scenari Digitali, avevo detto che comprare tecnologia non significa innovare. Con l’intelligenza artificiale è ancora più vero. Per avere risultati concreti servono infrastrutture adeguate e competenze specializzate. Servono modelli di governance, cioè regole chiare su chi decide e su come la tecnologia viene usata. E serve soprattutto una cultura dell’innovazione diffusa in tutta l’organizzazione. Come Confindustria Brescia vogliamo continuare a essere un punto di riferimento per le imprese: far circolare le conoscenze, mettere a confronto le esperienze, creare opportunità concrete. Anche per le piccole e medie imprese, che più di altre possono fare fatica davanti a questi cambiamenti.”
“Con la seconda edizione del rapporto sullo stato del Digitale della provincia di Brescia compiamo un importante passo avanti: per la prima volta possiamo andare oltre la fotografia del settore e iniziare a leggere le tendenze che caratterizzano la trasformazione digitale del nostro territorio – sottolinea Sergio Venturetti, presidente del settore Digitale di Confindustria Brescia –. Si tratta di un lavoro unico nel panorama provinciale italiano, che ci permette di monitorare l’evoluzione del digitale sia dal lato della domanda, attraverso le esigenze e le strategie delle imprese bresciane, sia da quello dell’offerta, valorizzando un comparto locale dinamico e innovativo. Quest’anno abbiamo inoltre dedicato particolare attenzione all’Intelligenza Artificiale, una trasformazione destinata a incidere sempre più profondamente sul nostro sistema produttivo e che intendiamo osservare con continuità nel tempo”.
“Il digitale continua a crescere e a rappresentare un fattore determinante per la competitività del nostro sistema produttivo. Nel 2025 il mercato digitale italiano ha raggiunto 84,4 miliardi di euro, con un incremento del 3,4% e con una stima di crescita prevista di 97,7 miliardi nel 2029 – dichiara Massimo Dal Checco, presidente di Anitec-Assinform –. In un territorio a forte vocazione manifatturiera come Brescia, comprendere come evolvono gli investimenti digitali è particolarmente importante per accompagnare la trasformazione delle imprese. Per questo Anitec-Assinform affianca al Rapporto nazionale approfondimenti sui mercati digitali territoriali, che consentono di leggere l’evoluzione del settore alla luce delle caratteristiche delle economie locali e delle esigenze delle imprese. L’obiettivo è favorire una trasformazione digitale capace di incidere sulla produttività e sulla competitività delle aziende“.
