Gottolengo, muore a 52 anni cadendo da un ponteggio. I sindacati: «Basta appelli alla sicurezza che rimangono inascoltati»
Un’altra morte sul lavoro scuote la provincia di Brescia. Flavio Bertacchini, muratore di 52 anni residente a Caino e dipendente della LAFEDE S.r.l., ha perso la vita nella mattinata di mercoledì 14 ottobre in un cantiere a Gottolengo, nella Bassa bresciana. L’uomo è precipitato da un ponteggio durante le attività lavorative. Secondo le prime ricostruzioni, la caduta sarebbe avvenuta da un’altezza di circa un metro e mezzo-due metri.
L’allarme è scattato nella tarda mattinata. Sul posto sono intervenuti i soccorritori, ma ogni tentativo di rianimazione si è rivelato inutile. Sono intervenuti anche i carabinieri e i tecnici di Ats, incaricati degli accertamenti sugli infortuni sul lavoro.
La dinamica resta da chiarire. Gli investigatori dovranno ricostruire le circostanze della caduta e verificare le cause dell’accaduto, senza escludere alcuna ipotesi prima della conclusione degli accertamenti.
La notizia ha suscitato la reazione di FenealUil Brescia, Filca-Cisl Brescia e Fillea-Cgil Brescia, che hanno espresso cordoglio e vicinanza alla famiglia e ai colleghi del lavoratore. Nel comunicato diffuso dopo la tragedia, le organizzazioni sindacali tornano a denunciare il problema degli infortuni mortali nei cantieri e chiedono che alle dichiarazioni sulla sicurezza seguano interventi concreti.
«Basta appelli che rimangono inascoltati»
Il messaggio dei sindacati è netto: la sicurezza sul lavoro non può restare una priorità soltanto nelle dichiarazioni pubbliche, ma deve tradursi in misure effettive, controlli e prevenzione quotidiana.
«Ogni volta chiediamo più prevenzione, più controlli e maggiore attenzione. Ogni volta ci viene risposto che la sicurezza è una priorità. Poi un altro lavoratore muore. Basta appelli che rimangono inascoltati: servono decisioni e interventi concreti», dichiarano FenealUil, Filca-Cisl e Fillea-Cgil Brescia.
Parole che riportano al centro una questione che riguarda l’intero comparto delle costruzioni: come rendere realmente efficaci le misure di tutela, soprattutto durante le lavorazioni che espongono gli operai al rischio di caduta dall’alto.
Per le organizzazioni sindacali, la tragedia di Gottolengo non può essere archiviata come un episodio isolato. Il cordoglio per la vittima, sottolineano, deve accompagnarsi a un impegno verificabile per impedire che altri lavoratori perdano la vita mentre svolgono il proprio mestiere.
Cadute dall’alto, un rischio che richiede prevenzione
Nel comunicato, i sindacati richiamano l’attenzione sulle cadute dall’alto, indicate come una delle principali cause degli infortuni mortali in edilizia. Il dato riportato dalle organizzazioni — il 58,3% degli infortuni mortali nelle costruzioni — sottolinea la gravità del fenomeno, ma necessita di una verifica puntuale della fonte statistica, del periodo di riferimento e della popolazione considerata prima di essere presentato come dato ufficiale.
Il principio resta quello della prevenzione: nei cantieri le attività devono essere organizzate in modo da ridurre i rischi, con formazione adeguata, protezioni efficaci e controlli sulle condizioni operative.
«Le norme sulla sicurezza non sono indicazioni facoltative. Organizzazione delle lavorazioni, formazione, protezioni e controlli devono essere garantiti in ogni fase del lavoro, soprattutto nelle operazioni più pericolose come il montaggio e lo smontaggio dei ponteggi», sottolineano le tre sigle.
Si tratta di attività che richiedono particolare attenzione nella pianificazione e nell’esecuzione, perché comportano rischi specifici per chi opera in quota. Saranno gli accertamenti delle autorità competenti a stabilire che cosa sia accaduto nel cantiere di Gottolengo e se siano emerse eventuali irregolarità o responsabilità.
Appalti e subappalti, i sindacati chiedono responsabilità chiare
Un altro punto sollevato da FenealUil, Filca-Cisl e Fillea-Cgil riguarda l’organizzazione della filiera edile. La frammentazione delle lavorazioni tra imprese, appalti e subappalti, sostengono i sindacati, non deve tradursi in una dispersione delle responsabilità relative alla tutela dei lavoratori.
«La legalità deve attraversare tutta la filiera. Appalti e subappalti non possono frammentare o confondere le responsabilità, né trasformare la sicurezza nella voce su cui risparmiare. Ognuno deve rispondere della tutela di chi lavora», affermano nel comunicato.
La richiesta è quella di un sistema in cui le responsabilità siano individuate con chiarezza e le misure di prevenzione siano garantite durante tutte le fasi del cantiere. Un richiamo che assume particolare rilevanza dopo l’ennesimo incidente mortale, mentre proseguono le verifiche per ricostruire le circostanze della morte di Bertacchini.
Le organizzazioni chiedono che la sicurezza sia considerata un elemento essenziale dell’organizzazione del lavoro, non un adempimento formale né un costo da comprimere.
Il cordoglio e la richiesta di un cambiamento concreto
Dietro la cronaca dell’incidente c’è la perdita di una persona, con una famiglia e colleghi che devono fare i conti con una morte improvvisa. È proprio da questo aspetto che parte il messaggio conclusivo dei sindacati, che invitano a non lasciare che l’attenzione pubblica si esaurisca dopo le prime ore di cordoglio.
«Oggi il Bresciano piange un altro lavoratore. Quello che chiediamo è che dopo il cordoglio, domani non si torni alla normalità come se nulla fosse accaduto, ma che questa ennesima tragedia sia davvero il punto per un cambiamento reale».
La vicenda di Gottolengo riporta così in primo piano il tema della sicurezza nei luoghi di lavoro e la necessità di rafforzare prevenzione, controlli e formazione. Sul piano giudiziario e tecnico, saranno le autorità competenti a chiarire la dinamica e a verificare eventuali responsabilità. Sul piano sindacale, la richiesta è già esplicita: trasformare l’ennesimo lutto in un’occasione per intervenire concretamente, affinché andare al lavoro non significhi mettere a rischio la propria vita.
FenealUil Brescia, Filca-Cisl Brescia e Fillea-Cgil Brescia rinnovano infine la propria vicinanza alla famiglia di Flavio Bertacchini e ai colleghi, chiedendo che la sicurezza nei cantieri torni al centro delle decisioni e delle azioni di tutti i soggetti coinvolti.
