Qualità dell’aria, a Brescia tornano i blocchi: ecco quali veicoli non possono circolare
Da ottobre a marzo tornano le misure per contrastare l’inquinamento atmosferico. A Brescia e nei territori interessati dalle disposizioni regionali sono nuovamente operative le limitazioni alla circolazione dei veicoli più inquinanti, insieme alle misure temporanee che possono scattare in caso di accumulo di PM10.
Il provvedimento è in vigore dal 1° ottobre 2026 al 31 marzo 2027 per quanto riguarda le misure temporanee legate all’inquinamento, mentre le limitazioni strutturali alla circolazione sono previste durante tutto l’anno per determinate categorie di veicoli. Il Comune di Brescia ha pubblicato il quadro aggiornato delle disposizioni, che interessa automobilisti, motociclisti e anche chi utilizza impianti di riscaldamento a biomassa.
I veicoli che non possono circolare
La limitazione ordinaria riguarda, dal lunedì al venerdì, esclusi i festivi infrasettimanali, nella fascia 7.30-19.30, i veicoli più inquinanti.
Per le autovetture e gli altri autoveicoli sono interessati gli Euro 0 ed Euro 1, mentre per i diesel il blocco riguarda le classi Euro 2, Euro 3 ed Euro 4 nei territori interessati dalle limitazioni. Sono inoltre sottoposti a specifiche restrizioni i motoveicoli e ciclomotori a due tempi: gli Euro 0 sono fermi tutto l’anno, 24 ore su 24, mentre gli Euro 1 sono soggetti al blocco dal lunedì al venerdì, dalle 7.30 alle 19.30, nel periodo compreso tra il primo ottobre e il 31 marzo.
Una precisazione riguarda i tanto discussi diesel Euro 5. Per il calendario aggiornato del Comune di Brescia, il divieto per le autovetture scatterà dal 1° ottobre 2027; per altre categorie di veicoli l’entrata in vigore è prevista successivamente, nel 2028. Il rinvio è legato alle modifiche normative intervenute a livello nazionale e regionale.
Le strade dove il blocco non vale
Non tutte le strade sono interessate dalle limitazioni. A Brescia il fermo non si applica, tra le altre, alle autostrade e alla Tangenziale Sud, classificata come strada di interesse regionale R1.
Sono inoltre esclusi alcuni collegamenti tra autostrade, tangenziale e parcheggi in corrispondenza delle stazioni del trasporto pubblico e della metropolitana. Tra questi figurano la Tangenziale Ovest, via Oberdan, la Tangenziale Montelungo e specifici collegamenti verso i parcheggi delle stazioni metro, compresi Poliambulanza e Prealpino.
Questo significa che il divieto non coincide automaticamente con l’impossibilità di attraversare l’intera città: occorre verificare il percorso e le strade interessate dalla specifica limitazione.
Che cos’è il Move-In
Per alcuni veicoli soggetti alle limitazioni è possibile aderire al progetto Move-In, che sostituisce il blocco basato su giorni e orari con un limite chilometrico annuale.
Il veicolo viene monitorato attraverso una scatola nera collegata a un sistema satellitare e può circolare fino al raggiungimento del quantitativo di chilometri assegnato. Una volta esaurito il bonus chilometrico, il mezzo non può più essere utilizzato nelle aree e nelle condizioni previste dal sistema.
Il Comune conferma quindi Move-In come alternativa alle limitazioni temporali ordinarie, fermo restando che durante le misure temporanee di emergenza per il PM10 le deroghe previste sono più ristrette.
Se aumenta il PM10 scattano ulteriori divieti
La situazione può diventare più restrittiva quando i livelli di PM10 rimangono oltre la soglia consentita per più giorni consecutivi.
Il meccanismo prevede un livello 1 dopo almeno due giorni consecutivi di superamento del limite giornaliero e un livello 2 dopo almeno sette giorni. Le misure vengono attivate e comunicate sulla base dei dati validati da ARPA Lombardia e si applicano anche il sabato, la domenica e nei giorni festivi.
Con il livello 1 vengono estese le limitazioni anche ad altre categorie di veicoli, compresi i diesel Euro 0, 1, 2, 3 e 4 e i benzina o alimentati a gas Euro 0 e 1, nella fascia 7.30-19.30.
Scattano inoltre il divieto di tenere il motore acceso durante la sosta, il divieto di combustioni all’aperto e ulteriori restrizioni sull’utilizzo di generatori di calore domestici a biomassa. La temperatura media negli edifici viene inoltre limitata a 19 gradi, con una tolleranza di 2 gradi.
Il livello 2 e le deroghe
Se l’accumulo di PM10 prosegue, con il livello 2 si aggiungono ulteriori restrizioni, in particolare sull’utilizzo di generatori domestici a biomassa legnosa: in presenza di un sistema di riscaldamento alternativo, sono consentiti soltanto quelli che rispettano i requisiti della classe 5 stelle.
Esistono comunque numerose esclusioni e deroghe. Sono ad esempio esclusi determinati veicoli elettrici e ibridi, mezzi delle forze dell’ordine, veicoli di soccorso, alcuni mezzi del trasporto pubblico, veicoli destinati al trasporto di persone con disabilità e mezzi impiegati per specifici servizi pubblici.
Tra le deroghe rientrano anche i veicoli utilizzati per accompagnare persone sottoposte a terapie indispensabili e indifferibili, purché sia disponibile la relativa certificazione, e quelli con almeno tre persone a bordo, quindi in regime di car pooling.
Attenzione anche a stufe, camini e fuochi all’aperto
Le misure per la qualità dell’aria non riguardano soltanto le automobili. Durante l’attivazione dei livelli emergenziali vengono introdotte restrizioni anche per gli impianti domestici alimentati a biomassa legnosa e per le combustioni all’aperto.
In particolare, con il livello 1 è vietata qualsiasi combustione all’aperto, compresi falò, barbecue e altre attività analoghe, mentre per gli impianti a biomassa con un sistema di riscaldamento alternativo sono previste soglie minime di prestazione emissiva.
Il messaggio per gli automobilisti bresciani è quindi chiaro: dal primo ottobre sono tornate le limitazioni invernali, ma non tutti i veicoli sono coinvolti e non tutte le strade sono soggette ai blocchi. Per sapere se un mezzo può circolare è necessario incrociare classe ambientale, alimentazione, giorno, fascia oraria e, quando attive, le eventuali misure temporanee legate al PM10.
