Sanità, a Brescia i primi accessi vascolari direttamente a domicilio per gli over 65 fragili

La cura arriva direttamente a casa dei pazienti più fragili. A Brescia sono state eseguite nei giorni scorsi le prime due procedure domiciliari previste dal progetto “Over 65” dell’ASST Spedali Civili di Brescia. Gli operatori dell’Unità Accessi Vascolari, diretta dal dottor Stefano Benvenuti, hanno raggiunto direttamente a domicilio due pazienti fragili di età superiore ai 65 anni per effettuare il posizionamento di altrettanti cateteri venosi centrali ad inserzione periferica, i cosiddetti PICC.

Si tratta di un servizio pensato per ridurre gli spostamenti verso l’ospedale delle persone anziane e fragili che necessitano di un accesso venoso centrale, portando una prestazione specialistica direttamente nell’ambiente domestico del paziente.

Le prime due procedure direttamente a casa

A occuparsi degli interventi è stato un infermiere dell’Unità Accessi Vascolari con pluriennale esperienza nel posizionamento di questo tipo di dispositivi. Le procedure sono state effettuate con il supporto di un’Infermiera di Famiglia e di Comunità, in un modello assistenziale che mette in collegamento le competenze ospedaliere con quelle presenti sul territorio.

Entrambi i posizionamenti sono stati completati senza complicanze. Le procedure hanno avuto esito positivo e, secondo quanto riferito dall’ASST Spedali Civili, hanno incontrato la piena soddisfazione dei pazienti e delle loro famiglie.

Il progetto rappresenta quindi un ulteriore passo verso un modello di assistenza sempre più vicino al domicilio, soprattutto per quelle persone per le quali raggiungere una struttura ospedaliera può rappresentare una difficoltà.

«Un passaggio fondamentale per la continuità assistenziale»

«Desidero ringraziare tutti i nostri operatori che hanno creduto sin dall’inizio nel progetto e che hanno consentito che questa importante iniziativa potesse finalmente diventare realtà con il supporto della Regione Lombardia», ha dichiarato Enrico Burato, Direttore Socio Sanitario della ASST Spedali Civili di Brescia.

Burato sottolinea che non si tratta di un’iniziativa occasionale, ma di un progetto inserito in una più ampia strategia di presa in carico del paziente fragile.

«Ovviamente non è un intervento spot, ma un passaggio fondamentale nell’ottica di garantire al paziente un’assoluta continuità assistenziale grazie al lavoro congiunto delle strutture di Cure Primarie, Geriatria, Cure Palliative, Emodialisi, Nutrizione Clinica, Radiologia, Ematologia, Pneumologia, Oncologia e dell’Unità Accessi Vascolari», ha aggiunto il Direttore Socio Sanitario.

L’obiettivo è dunque quello di integrare il lavoro delle diverse strutture e professionalità coinvolte nella presa in carico, evitando che il paziente debba necessariamente recarsi in ospedale ogni volta che necessita di una prestazione specialistica.

Una rete che interessa 500 mila persone

Il progetto si inserisce nell’attività dell’ASST Spedali Civili sul territorio di competenza dei quattro distretti di Brescia, Brescia Ovest, Brescia Est e Valle Trompia.

Complessivamente si tratta di un bacino di circa 500 mila residenti, dei quali circa 120.500 hanno più di 65 anni.

Numeri che danno la dimensione del potenziale bacino di utenza di servizi dedicati alla popolazione anziana e fragile. L’obiettivo è costruire progressivamente una rete assistenziale capace di portare alcune prestazioni direttamente vicino alle persone che ne hanno maggiore necessità.

«Sempre più vicini alle persone»

Il progetto “Over 65” si inserisce in una strategia che punta a rafforzare l’assistenza territoriale e domiciliare.

«La ASST Spedali Civili di Brescia vuole essere sempre più vicina alle persone promuovendo iniziative che consentano ai pazienti fragili di ridurre gli spostamenti verso i presidi ospedalieri», ha spiegato Burato.

In questa prospettiva, un ruolo importante viene attribuito alle Case di Comunità, alla Telemedicina e ai nuovi servizi domiciliari, con l’obiettivo di costruire percorsi di cura maggiormente personalizzati.

«Per questo stiamo puntando sul ruolo delle Case di Comunità, della Telemedicina e su servizi innovativi come questo che permettono un percorso di cura personalizzato», ha concluso il Direttore Socio Sanitario.

Assistenza domiciliare e innovazione

Il posizionamento di un PICC direttamente a domicilio rappresenta un esempio concreto di come alcune prestazioni tradizionalmente legate al contesto ospedaliero possano essere integrate, quando le condizioni cliniche lo consentono, in un percorso assistenziale più vicino alla quotidianità del paziente.

Per le persone anziane e fragili, ridurre gli accessi in ospedale significa infatti anche limitare gli spostamenti, le difficoltà logistiche e il carico organizzativo che spesso coinvolge anche i familiari.

Le prime due procedure del progetto “Over 65” segnano quindi l’avvio operativo di un servizio che punta a rafforzare la continuità tra ospedale, servizi territoriali e domicilio. Un modello nel quale la tecnologia e le competenze specialistiche vengono portate sempre più vicino alle persone, con una presa in carico che guarda non soltanto alla singola prestazione, ma alla continuità dell’intero percorso di cura.