Incendio a Lonato, Arpa monitora la nube: campionatore per controllare la qualità dell’aria

Proseguono le verifiche ambientali dopo il vasto incendio divampato nel primo pomeriggio di domenica 12 luglio in un’azienda del settore del trattamento dei rifiuti a Castel Venzago, frazione di Lonato del Garda vicina al confine con Desenzano.

Le fiamme hanno interessato un capannone nel quale era custodito materiale plastico, generando una colonna di fumo nero visibile da numerosi Comuni del Basso Garda. I tecnici del Dipartimento di Brescia di Arpa Lombardia sono intervenuti per valutare le possibili conseguenze della combustione sulla qualità dell’aria.

In collaborazione con il Gruppo specialistico Contaminazione atmosferica e con il servizio meteorologico dell’Agenzia, è stata stimata la possibile area di ricaduta dei fumi. Sulla base della direzione e dell’intensità del vento, Arpa e Amministrazione comunale hanno individuato il punto più adatto nel quale collocare un campionatore ad alto volume.

Lo strumento servirà a raccogliere le sostanze presenti nell’aria durante e dopo il rogo. I filtri saranno poi analizzati in laboratorio per verificare l’eventuale presenza di microinquinanti prodotti dalla combustione della plastica. Al momento non sono stati diffusi risultati analitici e non è quindi possibile formulare valutazioni definitive sull’impatto ambientale.

L’incendio nel deposito di materiale plastico

L’allarme è scattato intorno alle 14.30 di domenica. Il fuoco si è sviluppato all’interno di un capannone dedicato allo stoccaggio di materiale plastico e ha rapidamente assunto proporzioni rilevanti.

La natura del materiale coinvolto ha alimentato le fiamme e prodotto una nube particolarmente scura e densa, avvistata anche dalle spiagge e dai centri abitati del Basso Garda.

Numerose squadre dei Vigili del fuoco sono state impegnate con autobotti e mezzi speciali. La priorità è stata circoscrivere il rogo, evitare che raggiungesse altre aree dell’impianto e raffreddare il materiale accumulato.

Le operazioni su depositi di plastica possono richiedere tempi prolungati perché i cumuli trattengono calore e possono nascondere focolai sotto la superficie. Arpa ha stimato una durata dello spegnimento superiore alle sei ore, elemento che ha reso necessario predisporre un monitoraggio specifico della qualità dell’aria.

Il modello per prevedere dove ricadranno i fumi

Per scegliere il punto di campionamento non è sufficiente collocare lo strumento vicino all’incendio. Occorre individuare l’area verso la quale la nube viene trasportata e nella quale potrebbero concentrarsi le ricadute.

Il servizio meteorologico e il Gruppo Contaminazione atmosferica hanno quindi elaborato una stima considerando vento, condizioni atmosferiche, caratteristiche del territorio e possibile evoluzione del pennacchio.

Arpa Lombardia utilizza sistemi modellistici capaci di simulare su base oraria la diffusione degli inquinanti e di integrare le informazioni meteorologiche con quelle provenienti dalla rete regionale di rilevamento.

L’individuazione del punto è avvenuta in raccordo con il Comune di Lonato, e in particolare con il sindaco, in modo che il campionatore fosse posizionato nell’area considerata più rappresentativa della ricaduta.

Come funziona il campionatore ad alto volume

Il campionatore aspira una grande quantità d’aria e trattiene su un filtro le particelle e i composti aerodispersi. Il materiale raccolto viene successivamente analizzato per cercare sostanze che non possono essere misurate immediatamente attraverso le normali centraline.

In casi analoghi, i parametri ricercati possono comprendere diossine, furani e idrocarburi policiclici aromatici. La scelta precisa delle analisi dipende però dai materiali bruciati e dalle valutazioni tecniche dell’Agenzia.

I primi filtri vengono generalmente lasciati in funzione per diverse ore, spesso fino a circa 24, per poi essere sostituiti e inviati in laboratorio. Le analisi richiedono quindi tempo e i risultati non sono disponibili in diretta. In precedenti emergenze regionali Arpa ha utilizzato la stessa procedura, installando campionatori nelle aree previste di ricaduta e raccogliendo i filtri il giorno seguente.

Il monitoraggio potrà proseguire anche dopo lo spegnimento, perché le attività di smassamento e raffreddamento possono continuare a produrre fumo.

Nessun risultato può essere anticipato

La presenza di una nube nera non consente, da sola, di determinare quali sostanze siano presenti né a quali concentrazioni.

Il colore del fumo segnala una combustione incompleta e la presenza di particolato, ma soltanto i campionamenti e le analisi permetteranno di valutare l’effettivo impatto sulla qualità dell’aria.

Per questo è necessario distinguere tra l’avvio del monitoraggio e l’esistenza di un’emergenza sanitaria già accertata. Al momento Arpa ha comunicato l’attivazione delle verifiche, ma non ha ancora diffuso valori né indicato eventuali superamenti.

Gli aggiornamenti ufficiali dovranno chiarire la durata del campionamento, i parametri analizzati e le conclusioni dei tecnici.

Le precauzioni per chi si trova sotto la nube

In attesa degli esiti, chi avverte odore acre o vede il fumo dirigersi verso la propria abitazione deve seguire le indicazioni delle autorità locali.

A titolo precauzionale è opportuno tenere chiuse porte e finestre, spegnere gli impianti che prelevano aria dall’esterno e limitare le attività all’aperto nelle zone direttamente interessate. Particolare attenzione va riservata a bambini, anziani e persone con patologie respiratorie.

Non è invece corretto estendere automaticamente le precauzioni a zone non interessate dalla ricaduta oppure diffondere interpretazioni autonome dei dati. La direzione della nube può infatti variare e deve essere valutata attraverso le informazioni meteorologiche e i rilievi sul posto.

I residenti sono invitati a consultare soltanto gli aggiornamenti del Comune, di Arpa Lombardia, dei Vigili del fuoco e delle autorità sanitarie.

Cause e conseguenze ancora da chiarire

Restano in corso anche gli accertamenti sull’origine dell’incendio e sui danni provocati all’impianto.

Soltanto dopo la completa messa in sicurezza sarà possibile accedere alle parti coinvolte, individuare il punto di innesco e verificare lo stato delle strutture. Non sono ancora disponibili comunicazioni definitive sull’eventuale coinvolgimento di persone.

Parallelamente dovrà essere controllata la gestione delle acque utilizzate per lo spegnimento, che potrebbero entrare in contatto con i residui della combustione. Anche questo aspetto rientra normalmente nelle valutazioni ambientali successive a un incendio in un impianto di trattamento dei rifiuti.

Attesi i risultati delle analisi

L’intervento di Arpa segna l’avvio della fase di monitoraggio, ma non conclude l’emergenza.

I filtri raccolti dal campionatore dovranno essere analizzati e confrontati con i valori di riferimento. Eventuali ulteriori misurazioni saranno decise in base alla durata del rogo, all’andamento dei fumi e ai primi risultati.

Fino alla diffusione degli esiti ufficiali, la situazione deve essere seguita con prudenza, evitando sia allarmismi sia rassicurazioni premature.

L’incendio è stato visibile per chilometri. Ora saranno i dati a stabilire se, e in quale misura, quella grande nube abbia inciso sulla qualità dell’aria del territorio lonatese e del Basso Garda.