Cerveno, carabiniere forestale trovato morto in casa: aveva 59 anni

Tragedia a Cerveno, in Valle Camonica. Un carabiniere forestale di 59 anni, fino a pochi mesi fa comandante della stazione dei Carabinieri forestali di Cedegolo, è stato trovato senza vita nell’abitazione dei genitori.

Secondo quanto ricostruito, l’uomo avrebbe lasciato una lettera indirizzata ai colleghi, nella quale avrebbe spiegato il momento personale che stava attraversando e le ragioni del gesto. Gli accertamenti svolti dai militari dell’Arma territoriale della Compagnia di Breno avrebbero escluso il coinvolgimento di altre persone.

Il magistrato di turno ha concesso il nullaosta per la restituzione della salma alla famiglia, che potrà così organizzare l’ultimo saluto.

Il militare, da tempo separato e padre di tre figli, negli ultimi anni aveva dedicato molte energie all’assistenza degli anziani genitori. Proprio le esigenze della famiglia d’origine lo avevano portato a chiedere un periodo prolungato di aspettativa. Tra pochi mesi avrebbe raggiunto la pensione.

Il ritrovamento e gli accertamenti

A intervenire nell’abitazione sono stati i colleghi dell’Arma territoriale della Compagnia di Breno, chiamati a effettuare i rilievi e a ricostruire l’accaduto.

La lettera lasciata dal 59enne è stata acquisita dagli investigatori e ha contribuito a chiarire il contesto personale nel quale sarebbe maturata la tragedia.

Dagli accertamenti non sarebbero emersi elementi riconducibili all’intervento di terzi. La vicenda viene quindi ricondotta alla sfera personale del militare, che per anni aveva prestato servizio nel territorio camuno all’interno dell’organizzazione forestale dell’Arma.

La notizia ha scosso la Valle Camonica e il mondo dei Carabinieri forestali, dove il 59enne era conosciuto per il lungo percorso professionale e per il ruolo ricoperto alla stazione di Cedegolo.

Una vita tra servizio e famiglia

Negli ultimi anni la vita del militare era stata segnata da un impegno familiare sempre più intenso.

Separato e padre di tre figli, aveva scelto di dedicare molte energie all’assistenza dei genitori anziani. Un compito che, come spesso accade nelle famiglie, può diventare totalizzante e caricare una persona di responsabilità emotive e pratiche molto pesanti.

Proprio per seguire da vicino la situazione familiare, il carabiniere forestale aveva chiesto un periodo prolungato di aspettativa.

Mancavano pochi mesi alla pensione, un passaggio che per molti rappresenta una soglia delicata: la fine di una lunga fase professionale, il cambio di abitudini, il bilancio di una vita di servizio e, talvolta, il peso di fragilità personali accumulate nel tempo.

Il tema dei suicidi in divisa

La tragedia di Cerveno riporta in primo piano il tema del disagio psicologico tra chi indossa una divisa.

Si tratta di un fenomeno complesso, spesso silenzioso, che riguarda non soltanto il singolo episodio ma anche la capacità delle istituzioni di intercettare per tempo segnali di sofferenza, isolamento, stress o difficoltà personali.

Secondo i dati richiamati dall’Osservatorio Permanente Interforze, tra il 2010 e il 2018 erano stati registrati 252 suicidi tra operatori delle Forze dell’ordine, con un’incidenza di 9,8 casi ogni 100mila appartenenti, quasi il doppio rispetto ai 5 casi ogni 100mila abitanti rilevati nella popolazione generale.

Nel 2026 è stata segnalata anche la nascita di un Nucleo d’ascolto interforze, promosso da appartenenti ed ex appartenenti ai Corpi militari e civili, con l’obiettivo di creare una rete informale di supporto e contrastare lo stigma legato alla richiesta di aiuto.

Una sofferenza che non deve restare invisibile

Parlare di questi episodi richiede rispetto, misura e attenzione.

Dietro ogni tragedia c’è una storia personale, familiare e professionale che non può essere ridotta a un gesto o a una statistica. Allo stesso tempo, ogni caso richiama la necessità di rafforzare gli strumenti di ascolto, prevenzione e accompagnamento.

Il lavoro nelle Forze dell’ordine comporta responsabilità, esposizione allo stress, contatto con situazioni difficili e, spesso, una cultura del dovere che può rendere più complicato chiedere aiuto.

Per questo il tema della salute mentale in divisa è sempre più centrale: non come segno di debolezza, ma come parte essenziale della sicurezza, della dignità del lavoro e della tutela delle persone che servono lo Stato.

A Cerveno resta il dolore per la morte di un uomo di 59 anni, padre, figlio e militare. Una vicenda che colpisce la comunità camuna e che invita, ancora una volta, a non lasciare sola la sofferenza.

 

 

(Immagine di copertina generata con AI)