Valanghe, dalla Lombardia una proposta di legge per rafforzare la prevenzione: Invernici richiama la sicurezza in Valle Camonica
Una disciplina nazionale per rendere più tempestivi gli interventi di prevenzione delle valanghe, con procedure definite, autorizzazioni e una formazione specifica per gli operatori. È quanto prevede la Proposta di legge al Parlamento n. 10, inserita all’ordine del giorno del Consiglio regionale della Lombardia per martedì 27 ottobre 2026.
L’iniziativa riguarda gli interventi di distacco artificiale delle masse nevose, utilizzati nella gestione del rischio valanghe. Il testo punta a definire regole più organiche per queste operazioni, con particolare attenzione alla sicurezza delle persone, dei centri abitati e dei collegamenti montani.
Per il territorio bresciano, il tema interessa soprattutto la Valle Camonica e le aree alpine dove la prevenzione del rischio valanghe è uno degli elementi da considerare nella gestione della viabilità durante la stagione invernale.
Il consigliere regionale di Fratelli d’Italia Diego Invernici, già sindaco di Pisogne, sottolinea la necessità di fornire agli amministratori locali strumenti e procedure adeguati per intervenire prima che una situazione di pericolo diventi un’emergenza.
Prevenzione delle valanghe: cosa prevede la proposta lombarda
La Proposta di legge al Parlamento n. 10 interviene sulla disciplina degli interventi di bonifica delle valanghe attraverso il distacco artificiale.
Tra gli aspetti indicati nel testo figurano procedure specifiche per l’impiego delle diverse tecnologie, una revisione delle modalità autorizzative e criteri uniformi per la formazione degli operatori.
L’obiettivo dichiarato è consentire interventi più tempestivi, all’interno di un quadro normativo nazionale che definisca responsabilità e condizioni operative.
Il provvedimento affronta anche il coinvolgimento delle autorità territoriali di protezione civile e prevede un percorso di abilitazione specifico per i tecnici incaricati delle operazioni.
Si tratta, al momento, di una proposta legislativa: le disposizioni illustrate non costituiscono nuove regole già entrate in vigore.
Valle Camonica e collegamenti montani: l’attenzione alla sicurezza
Il tema assume particolare rilievo per la provincia di Brescia, dove la presenza di passi alpini, strade montane e centri abitati richiede una gestione attenta delle condizioni di sicurezza.
Nel comunicato vengono richiamati i collegamenti del Gavia e del Mortirolo, l’area del Passo del Vivione e quella del Maniva. Sono territori nei quali la pianificazione della viabilità deve tenere conto anche dei rischi legati alla neve e alle condizioni dei versanti.
Il riferimento a queste località serve a evidenziare la rilevanza del tema per il Bresciano: il provvedimento non annuncia interventi specifici già programmati sui singoli passi.
«Chi amministra un Comune montano sa quanto sia importante poter prevenire le situazioni di pericolo, senza dover attendere che si trasformino in emergenze», afferma Diego Invernici.
Il consigliere richiama direttamente la Valle Camonica e le località alpine, sottolineando come la sicurezza dei collegamenti e dei centri abitati richieda attenzione costante.
«Quando sono in gioco l’incolumità delle persone e la possibilità di raggiungere un paese, le istituzioni devono mettere chi interviene nelle condizioni di operare con strumenti adeguati e regole chiare».
Invernici: «La prevenzione ha bisogno di competenze e coordinamento»
Nelle dichiarazioni diffuse in occasione dell’esame della proposta, Invernici insiste sulle responsabilità degli amministratori locali, chiamati a prendere decisioni in situazioni che possono coinvolgere la protezione civile, i tecnici e gli enti gestori delle strade.
«I sindaci sono spesso chiamati ad assumere decisioni difficili, confrontandosi con la protezione civile, i tecnici e gli enti che gestiscono le strade», osserva il consigliere regionale.
Da qui il sostegno a un’iniziativa che, secondo Invernici, nasce dalle esigenze dei territori montani e mira a rendere più chiaro il quadro nel quale devono operare i soggetti responsabili della sicurezza pubblica.
«La prevenzione ha bisogno di competenze, coordinamento e della possibilità di agire nei tempi necessari».
Il consigliere richiama anche il contributo degli amministratori, della protezione civile e degli operatori impegnati sul territorio, ritenuto essenziale per costruire un sistema di prevenzione adeguato alle esigenze delle comunità montane.
L’iter della proposta: dalla Regione al Parlamento
La proposta è stata inserita nell’ordine del giorno della seduta del Consiglio regionale della Lombardia del 27 ottobre 2026.
Il passaggio regionale rappresenta una fase dell’iter: il testo è destinato al Parlamento, al quale spetterà l’eventuale esame della disciplina nazionale.
Il materiale disponibile non conferma l’esito della seduta del 27 ottobre, né consente di indicare una data per il successivo esame parlamentare.
(In copertina: Consigliere Diego Invernici)
