Giuseppe Zanardelli, 200 anni dalla nascita: a Rezzato un incontro tra politica, riforme e massoneria
Giuseppe Zanardelli, a duecento anni dalla nascita, torna al centro di un approfondimento sulla storia politica italiana. Domenica 25 ottobre 2026, dalle 15, Villa Fenaroli a Rezzato ospiterà un convegno dedicato allo statista bresciano, protagonista del Risorgimento e della stagione liberale dell’Italia postunitaria.
L’incontro affronterà tre aspetti della sua vicenda: il rapporto con Brescia, l’appartenenza alla massoneria e il contributo alle riforme dello Stato italiano. A moderare sarà Alessandro Cecchi Paone, mentre gli interventi saranno affidati a Luca Curatti, presidente del Collegio dei Maestri Venerabili della Lombardia, e allo storico e politologo Roberto Chiarini.
Nato a Brescia nel 1826, Zanardelli attraversò oltre mezzo secolo di storia nazionale. Partecipò ai moti risorgimentali del 1848, ricoprì diversi incarichi ministeriali e nel 1901 divenne presidente del Consiglio.
Il suo nome resta legato soprattutto al Codice penale del 1889, che abolì la pena di morte e segnò un passaggio decisivo nella legislazione italiana.
Giuseppe Zanardelli e le riforme dell’Italia liberale
Il convegno offrirà l’occasione per rileggere una carriera politica che andò ben oltre la riforma del diritto penale.
Zanardelli contribuì al dibattito sull’allargamento del diritto di voto, sostenne una concezione liberale delle garanzie individuali e, negli anni Novanta dell’Ottocento, si oppose ai tentativi di restringere le libertà costituzionali.
Eppure, secondo Roberto Chiarini, la sua figura occupa oggi uno spazio limitato nella memoria collettiva.
«Il Risorgimento e l’Italia postunitaria non hanno mai riscosso grande interesse presso il largo pubblico», osserva lo storico, sottolineando come gran parte della classe dirigente liberale sia stata progressivamente dimenticata.
Una dimenticanza che, nel caso di Zanardelli, appare particolarmente significativa.
«Stiamo parlando di una figura assolutamente centrale nella storia della seconda metà dell’Ottocento italiano», ricorda Chiarini.
Lo studioso ha recentemente pubblicato Una biografia di Giuseppe Zanardelli, edita dall’Istituto nazionale per la storia del Risorgimento, e il podcast Sulle tracce di Giuseppe Zanardelli – Un viaggio bresciano.
La sua ricerca restituisce anche un aspetto meno conosciuto dello statista: la popolarità raggiunta nel Mezzogiorno.
«Quando era in vita godeva di una straordinaria popolarità persino al Sud», racconta Chiarini. Una notorietà tale da procurargli l’appellativo di «il più meridionale dei settentrionali».
Il rapporto con Brescia, la massoneria e il libero pensiero
Un’altra parte dell’incontro sarà dedicata alla dimensione massonica di Zanardelli e al suo rapporto con il liberalismo laico.
L’approfondimento collocherà questa esperienza nel clima culturale dell’Ottocento, quando la massoneria rappresentava uno degli ambienti nei quali circolavano idee legate al libero pensiero, alla tolleranza e al progresso civile.
Il riferimento sarà anche alla storia bresciana, dove la presenza massonica risale al Settecento e attraversa il periodo napoleonico, il Risorgimento e i primi decenni dell’Italia unita.
Per Carmelo Isaya, della Loggia Fraglia Ed Stolper di Brescia, ricordare Zanardelli significa interrogarsi anche sul rapporto tra principi e responsabilità individuale.
«Una comunità è autenticamente civile quando il progresso non lascia indietro nessuno e quando la libertà dei singoli si accompagna alla tutela della dignità dei più fragili e dei meno abbienti», sottolinea Isaya.
Il convegno “La figura di Giuseppe Zanardelli, uomo di Stato, massone e protagonista del liberalismo italiano”inizierà domenica 25 ottobre alle 15 a Villa Fenaroli, a Rezzato.
