Addio a Marco Abbiati, il basket bresciano perde uno dei suoi protagonisti

Il basket bresciano piange Marco Abbiati, scomparso oggi, mercoledì 16 settembre, all’età di 58 anni. Cremonese di nascita e bresciano d’adozione, Abbiati era una figura conosciuta e stimata nel mondo della pallacanestro: prima giocatore e poi dirigente, ha accompagnato per dieci anni una delle fasi più importanti della storia recente del basket cittadino.

Era malato da tempo e si è spento alla casa di cura San Camillo di Cremona. La notizia ha colpito profondamente l’ambiente della pallacanestro bresciana, nel quale Abbiati aveva costruito rapporti e legami professionali durante un lungo percorso iniziato sul parquet e proseguito dietro la scrivania.

Dieci anni al fianco della Leonessa

Il capitolo più importante della sua carriera dirigenziale è stato quello vissuto a Brescia. Nel 2011 Abbiati entrò nel Basket Brescia Leonessa come direttore sportivo, incarico che avrebbe mantenuto fino al 2021, accompagnando anche la successiva evoluzione societaria in Pallacanestro Brescia. Nelle ultime stagioni si occupò anche dell’attività di scouting.

La sua presenza attraversò quindi un decennio decisivo per il club biancoblù. La stessa società, ripercorrendo la propria storia, ricorda Abbiati tra gli uomini che contribuirono alla costruzione della squadra nella stagione 2012-13, al fianco dell’allora tecnico Alberto Martelossi.

Dalla promozione in Serie A all’Europa

Sono gli anni della crescita della Leonessa, fino alla storica promozione in Serie A nel 2016. Due anni più tardi arrivò anche la prima partecipazione del club all’EuroCup, altro passaggio significativo nella storia della pallacanestro bresciana.

Il nome di Abbiati è legato anche alle scelte che contribuirono a costruire quelle squadre. Matteo Bonetti, ripercorrendo la storia del club, ha ricordato tra gli episodi decisivi la scelta di David Moss, arrivato a Brescia nell’estate del 2015 e poi protagonista della promozione in Serie A.

Un lavoro spesso lontano dai riflettori, fatto di scouting, mercato, rapporti con giocatori e staff e costruzione degli organici, ma determinante per accompagnare la società dalla seconda serie del basket italiano ai massimi livelli.

Il ricordo della società

Nel maggio 2021, quando si concluse la collaborazione tra Abbiati e Pallacanestro Brescia, il club aveva affidato a una nota ufficiale il ringraziamento per i dieci anni trascorsi insieme.

L’allora amministratore delegato Mauro Ferrari lo aveva descritto come una persona «seria, riservata e rispettosa». La presidente Graziella Bragaglio aveva invece sottolineato come Abbiati avesse messo a disposizione della società «la propria esperienza e l’approfondita conoscenza maturata in campo sportivo e dirigenziale», definendolo «una risorsa preziosa e un punto di riferimento» per tutte le stagioni condivise.

Lo stesso Abbiati, nel momento dell’addio, aveva rivolto un ringraziamento alla società, ai giocatori, ai collaboratori, ai tifosi e alla città che lo aveva accolto. «Un grande ringraziamento ai tifosi tutti e alla città di Brescia che mi ha accolto e voluto bene fin dall’inizio e mi ha fatto sentire a casa», aveva dichiarato.

Una figura rimasta nel cuore del basket bresciano

Anche negli anni successivi alla sua uscita dalla società, il suo nome è rimasto legato alla storia recente della Leonessa. Nel 2023, dopo la conquista della Coppa Italia da parte della Germani, Matteo Bonetti dedicò pubblicamente parte della vittoria proprio alle persone che avevano contribuito alla crescita del basket bresciano, citando anche Abbiati, che in quel periodo stava già affrontando problemi di salute.

Ora la notizia della sua morte riporta alla memoria quel lungo percorso professionale e umano. Marco Abbiati lascia un ricordo legato soprattutto agli anni in cui il basket bresciano è tornato a crescere, conquistando la Serie A e affacciandosi per la prima volta sul palcoscenico europeo.

Una parte importante della storia recente della pallacanestro cittadina passa anche dal suo lavoro dietro le quinte.