Strade bresciane, cinque vittime in una settimana: tre pedoni travolti, due sulle strisce
È un bilancio drammatico quello delle strade bresciane negli ultimi sette giorni: cinque persone hanno perso la vita in incidenti stradali avvenuti in diversi punti della provincia. Un bilancio che colpisce anche per il numero di pedoni coinvolti: tre le vittime, due delle quali travolte mentre attraversavano sulle strisce pedonali.
La sequenza delle tragedie è iniziata martedì 8 settembre con due decessi. A Vestone è morta Graziella Scaglia, 79 anni, residente a Lavenone, rimasta gravemente ferita due settimane prima. A Gussago, nella stessa giornata, ha perso la vita Mario Clerici, 81 anni, storico sindacalista della Cisl bresciana ed esponente del Partito Democratico locale.
Il giorno successivo, mercoledì 9 settembre, un altro investimento mortale a Sant’Eufemia, dove è stata travolta Katia Morichetti, 51 anni. Sempre il 9 settembre è morta in ospedale Anna Maria Bozzetti, 86 anni, vittima di un incidente sulla Tangenziale Ovest di Brescia. L’ultima tragedia, domenica 13 settembre, a Darfo Boario Terme, dove ha perso la vita Daniele Gabossi, 22 anni, caduto dalla propria moto.
Graziella Scaglia, quindici giorni di agonia dopo l’investimento a Vestone
Graziella Scaglia era stata investita il 25 agosto, intorno alle 11.15, lungo la provinciale 237 del Caffaro, nel tratto urbano di via Marconi, a Vestone, all’altezza dell’ufficio postale.
La donna, residente a Lavenone, stava attraversando la strada quando era stata travolta da un Suv sul quale viaggiava una famiglia proveniente dal Cremonese. In quel momento sulla zona imperversava una forte pioggia, con condizioni di visibilità ridotte. L’impatto era stato particolarmente violento e la 79enne aveva riportato gravissimi traumi, soprattutto alla testa e al volto.
Dopo il trasferimento agli Spedali Civili di Brescia, Graziella Scaglia era rimasta ricoverata in terapia intensiva per due settimane. È morta la mattina dell’8 settembre.
La famiglia ha ricordato una donna attiva e amante della montagna. La figlia Luisa ha raccontato: «Era una grande sportiva e amava la montagna».
Gli accertamenti sulla dinamica sono stati affidati alla Polizia Locale della Valle Sabbia, che ha verificato anche la posizione della donna rispetto alle strisce pedonali e acquisito le immagini delle telecamere della zona.
A Gussago la morte di Mario Clerici
Poche ore dopo, a Gussago, un’altra tragedia. Mario Clerici, 81 anni, è stato travolto mentre attraversava sulle strisce pedonali in via Alcide De Gasperi, nei pressi di un supermercato.
Clerici stava tornando a casa dopo aver fatto la spesa. Mancavano poche centinaia di metri alla sua abitazione. Secondo una prima ricostruzione, l’uomo è stato investito da un’utilitaria condotta da una donna che procedeva in direzione Gussago. L’impatto è stato violentissimo e per l’81enne non c’è stato nulla da fare, nonostante i tentativi di rianimazione dei sanitari.
La moglie, Maria Serina, ex sindaca di Gussago, ha assistito alla tragedia ed è rimasta sotto choc.
Clerici era una figura molto conosciuta nel territorio. Aveva trascorso oltre quarant’anni nella Cisl bresciana, ricoprendo anche incarichi di vertice, e dopo il pensionamento aveva continuato il proprio impegno nella vita politica e amministrativa di Gussago.
Dal mondo politico e sindacale sono arrivati numerosi messaggi di cordoglio. Il vicepresidente del Consiglio regionale lombardo Emilio Del Bono lo ha ricordato come uno degli uomini che hanno contribuito a rendere «Brescia diversa e migliore».
Anche il senatore bresciano Alfredo Bazoli ha ricordato Clerici definendo la notizia della sua morte «una notizia che mi lascia senza fiato» e ricordando il suo impegno civile e umano.
Katia Morichetti travolta sulle strisce a Sant’Eufemia
Il 9 settembre la tragedia si è spostata a Sant’Eufemia, in via Sant’Orsola. Katia Morichetti, 51 anni, stava attraversando la strada sulle strisce insieme al marito quando è stata investita da una Jeep Renegade.
La donna è arrivata agli Spedali Civili di Brescia in condizioni disperate. I sanitari hanno tentato le manovre di rianimazione, ma le ferite riportate nell’impatto erano troppo gravi. Morichetti è morta il giorno successivo.
Il conducente della Jeep, sotto choc, ha riferito alla Polizia Locale «di non essersi accorto di nulla». La dinamica dell’incidente è al vaglio degli investigatori.
È stato il secondo investimento mortale in provincia nell’arco di appena 24 ore, dopo quello di Mario Clerici a Gussago.
Lo schianto sulla Tangenziale Ovest
Sempre il 9 settembre è arrivato il quarto decesso della settimana. Anna Maria Bozzetti, 86 anni, ha perso il controllo della propria automobile sulla Tangenziale Ovest di Brescia.
La vettura è finita violentemente contro la cuspide dello spartitraffico. La donna è stata soccorsa e trasferita agli Spedali Civili in condizioni disperate, ma è deceduta in ospedale.
Anche in questo caso sono in corso gli accertamenti per ricostruire con precisione la dinamica dell’incidente.
A Darfo muore a 22 anni Daniele Gabossi
L’ultima vittima è Daniele Gabossi, 22 anni, di Piancogno. Il giovane è morto domenica 13 settembre in un incidente avvenuto intorno alle 12.30-13 in via Trento a Darfo Boario Terme, sulla strada che collega Angone a Piancogno.
Gabossi stava rientrando a casa dopo aver pranzato dalla nonna, a Erbanno, quando ha perso il controllo della moto. La due ruote è finita contro il marciapiede e successivamente contro un muretto. Non risultano coinvolti altri veicoli.
I soccorritori hanno tentato per oltre un’ora di rianimare il ragazzo, ma le ferite erano troppo gravi. I rilievi sono stati affidati ai carabinieri della Compagnia di Breno, chiamati a ricostruire l’esatta dinamica dell’incidente.
Daniele Gabossi lavorava come tornitore in un’azienda meccanica di Esine e viveva da qualche tempo da solo. La notizia ha profondamente colpito le comunità di Piancogno, Piamborno, Esine e Darfo. I funerali sono stati fissati per martedì 15 settembre nella chiesa parrocchiale di Erbanno.
Cinque vittime in sette giorni: un bilancio che riaccende l’allarme
Cinque morti in una sola settimana restituiscono l’immagine di una provincia segnata da una nuova sequenza di tragedie sulle strade. Particolarmente significativo il dato relativo ai pedoni: tre vittime, con due investimenti avvenuti sulle strisce pedonali.
Con la morte di Daniele Gabossi, secondo i dati riportati dal Giornale di Brescia, il numero delle vittime della strada nel Bresciano dall’inizio dell’anno è salito a 53.
Un bilancio che torna a porre con forza il tema della sicurezza stradale, della tutela degli utenti più vulnerabili e della necessità di mantenere alta l’attenzione, soprattutto nei centri abitati e nei punti di attraversamento pedonale.
