Area camper al Nistoi, il Comitato chiede il referendum: «Decidano i cittadini di Pisogne»
La mobilitazione contro il progetto dell’area camper al Nistoi, a Pisogne, non si ferma. Dopo la raccolta di oltre 800 firme consegnate nelle scorse settimane in municipio, il Comitato dei cittadini contrario all’intervento e le associazioni ambientaliste annunciano un nuovo passo: chiedere che siano direttamente i cittadini di Pisogne a esprimersi attraverso un referendum consultivo.
A sostenere l’iniziativa sono il Comitato dei cittadini, Legambiente, Italia Nostra, il Gruppo ricerca Avifauna di Brescia e LIPU di Bergamo e Brescia. I promotori annunciano l’avvio degli adempimenti necessari per presentare formalmente la richiesta, facendo riferimento allo strumento previsto dallo Statuto comunale.
Il quesito dovrà essere formulato in modo chiaro e sottoposto alle verifiche di ammissibilità previste dalle norme comunali. L’obiettivo dichiarato è arrivare a una consultazione nella quale i cittadini di Pisogne possano esprimersi direttamente sul progetto.
«Siano i cittadini a decidere»
«Non chiediamo che a decidere siano il Comitato, le associazioni ambientaliste o l’Amministrazione comunale – spiegano i promotori –. Chiediamo che su una scelta che incide profondamente sul territorio e sul futuro del Nistoi siano i cittadini ad esprimersi direttamente».
La richiesta arriva dopo mesi di confronto sul progetto per la realizzazione di una nuova area destinata alla sosta dei camper e dei servizi collegati, in località Nistoi.
L’intervento è stato portato avanti attraverso una procedura di partenariato pubblico-privato, con il ricorso allo strumento della finanza di progetto. Un aspetto che rappresenta uno dei punti contestati dalle associazioni e dal Comitato.
Le ragioni della contrarietà
Nel motivare la propria opposizione, i promotori della richiesta di referendum mettono innanzitutto al centro le caratteristiche dell’area interessata.
«Il nostro non è un capriccio – sostengono –. Si tratta di un progetto che utilizza un’area verde e protetta, un’area a rischio idrogeologico e un importante habitat dell’ecosistema».
Tra le criticità indicate dal Comitato ci sono anche i collegamenti con la viabilità locale, ritenuti non adeguati, e la presenza nelle immediate vicinanze di un camping che, secondo i promotori, avrebbe già disponibilità per la sosta dei camper.
Un’altra contestazione riguarda la scelta del project financing. Secondo il Comitato e le associazioni ambientaliste, non sarebbe necessario ricorrere a un partenariato pubblico-privato per un’attività che viene considerata prevalentemente di carattere imprenditoriale.
Si tratta delle valutazioni espresse dai soggetti contrari all’intervento. L’Amministrazione comunale ha invece difeso il percorso seguito, sostenendo che nel corso dell’iter siano state effettuate le valutazioni previste sotto il profilo paesaggistico e ambientale.
Oltre 800 firme contro il progetto
La richiesta di referendum arriva dopo una serie di iniziative promosse negli ultimi mesi.
La protesta si è concretizzata anche nella raccolta di firme contro la realizzazione dell’area camper. Sono state oltre 800 le sottoscrizioni consegnate al Comune, a testimonianza, secondo il Comitato, della contrarietà di una parte della popolazione al progetto.
Ora la mobilitazione punta a fare un ulteriore passo: trasformare la protesta in una richiesta formale di consultazione popolare.
«La domanda è semplice: i cittadini di Pisogne vogliono oppure no l’area camper al Nistoi? Lasciamo che siano loro a dirlo. La democrazia partecipativa non può essere evocata soltanto quando fa comodo: se lo Statuto comunale prevede uno strumento per consultare la popolazione, è il momento di utilizzarlo», affermano i promotori.
La richiesta dovrà superare le verifiche previste
Il referendum, al momento, è dunque un’iniziativa annunciata dal Comitato e dalle associazioni. La richiesta dovrà essere formalizzata e seguire l’iter previsto dalle regole comunali, compresa la verifica dell’ammissibilità del quesito.
Non è quindi ancora possibile considerare il referendum come già indetto. La prima tappa sarà la presentazione ufficiale della richiesta e la verifica da parte degli organismi competenti.
Il progetto dell’area camper, nel frattempo, ha continuato il proprio percorso amministrativo. La procedura di finanza di progetto è stata portata avanti dal Comune e l’intervento è arrivato a una fase avanzata del relativo iter.
Il confronto tra Amministrazione, Comitato e associazioni ambientaliste entra quindi in una nuova fase. Da una parte c’è un progetto che ha proseguito il proprio iter amministrativo, dall’altra la richiesta di sottoporre la questione direttamente ai cittadini.
Il Comitato e le associazioni annunciano ora che procederanno con tutti gli adempimenti necessari per presentare formalmente la richiesta di referendum. La parola, nelle intenzioni dei promotori, dovrebbe così passare dalle parti coinvolte direttamente nella discussione alla popolazione di Pisogne.
