Nave vieta il “gas esilarante” nei luoghi dei giovani: multe fino a 500 euro e sequestro delle bombole

Nave mette al bando il protossido d’azoto nei luoghi pubblici frequentati soprattutto dai giovani. Il sindaco Matteo Franzoni ha firmato il 10 settembre un’ordinanza che vieta la detenzione e l’utilizzo del cosiddetto “gas esilarante” in parchi, scuole, oratori e altre aree di aggregazione.

Per chi viola il provvedimento sono previste sanzioni amministrative da 25 a 500 euro, oltre al sequestro delle bombole. In caso di recidiva nell’arco di un anno, la sanzione raddoppia.

La stretta arriva dopo i ritrovamenti effettuati sul territorio dalla Polizia Locale e dai Carabinieri. In diverse aree pubbliche di Nave sono comparsi contenitori di varie dimensioni e palloncini utilizzati per inalare il gas.

L’ordinanza non riguarda gli impieghi legittimi del protossido d’azoto, utilizzato anche in campo medico e alimentare.

Bombole e palloncini trovati nei parchi di Nave

I ritrovamenti registrati negli ultimi mesi hanno fatto emergere un utilizzo ricreativo della sostanza anche nei luoghi di aggregazione.

Il protossido d’azoto viene infatti trasferito dalle bombole ai palloncini e successivamente inalato. L’effetto ricercato è rapido e di breve durata, con sensazioni di euforia e alterazione della percezione.

Proprio la breve durata può favorire inalazioni ripetute nella stessa occasione. L’Agenzia dell’Unione europea sulle droghe segnala tra i possibili effetti immediati vertigini, disorientamento, nausea, svenimento e perdita temporanea della coordinazione e dell’equilibrio.

I rischi aumentano con un uso frequente o in quantità elevate. L’agenzia europea documenta, nei casi più importanti, possibili danni al sistema nervoso legati anche all’inattivazione della vitamina B12, con disturbi sensitivi e motori.

Per questo il tema non riguarda soltanto l’abbandono di bombole e palloncini negli spazi pubblici, ma anche la tutela della salute.

Se il possessore è minorenne vengono informati i genitori

L’ordinanza di Nave dedica particolare attenzione ai più giovani. Se il possessore o l’utilizzatore è minorenne, la bombola viene sequestrata e destinata alla distruzione. Dell’accaduto vengono inoltre informati i genitori.

Accanto ai controlli, l’amministrazione intende affiancare iniziative di sensibilizzazione rivolte a famiglie, scuole e realtà educative.

Nave non è il primo Comune bresciano a intervenire. Provvedimenti contro l’uso ricreativo del protossido d’azoto negli spazi pubblici sono già stati adottati in altri centri della provincia. Tra questi figurano Gardone Val Trompia, Villa Carcina, Mazzano, Nuvolera, Nuvolento e Sarezzo.

La successione delle ordinanze mostra come il fenomeno non sia circoscritto a un singolo paese. In particolare, la Valtrompia è una delle aree dove più amministrazioni hanno scelto di intervenire con divieti locali.

A Nave, quindi, chi viene trovato in possesso o mentre utilizza il protossido d’azoto negli spazi interessati dal provvedimento rischia il sequestro del contenitore e una multa che può arrivare a 500 euro.

 

(Immagine di copertina generata con AI)