Valcamonica, Masneri chiede fondi straordinari per la viabilità: «La strada del Faeto va riaperta prima del freddo»

La strada intercomunale del Faeto è ancora chiusa dopo essere diventata, durante l’emergenza maltempo, la principale alternativa alla statale 42 tra Edolo e Malonno. Il sindaco di Edolo Luca Masneri chiede ora risorse straordinarie per ripristinarla e mette un limite temporale: intervenire entro i primi giorni di ottobre, prima che le temperature rendano problematici i lavori di asfaltatura.

La questione nasce dalle conseguenze dell’ondata di maltempo che ha colpito l’Alta Valcamonica ad agosto. L’esondazione dei torrenti Rabbia e Vallaro aveva interessato in particolare Sonico e Vione, provocando evacuazioni e problemi alla viabilità. Anche la Polizia Provinciale era stata impiegata nelle operazioni di emergenza.

Tra le criticità si era aggiunto l’allagamento della SS42 tra Sonico e Malonno, con la conseguente necessità di deviare parte dei flussi sulle strade locali.

In quel quadro, il collegamento Faeto-Malonno-Edolo aveva assunto un ruolo decisivo. «Oggi abbiamo un’unica strada alternativa alla Ss42 realmente esistente e percorribile», ha spiegato Masneri intervistato da Fabrizio Prestini per Teletutto. Per il sindaco, quindi, prima di immaginare nuove infrastrutture occorre «tutelare e mantenere efficiente quella che abbiamo».

Strada del Faeto chiusa, il Comune quantifica danni per 366mila euro

Il Comune di Edolo ha presentato una richiesta di risarcimento danni per 366mila euro. La cifra è quella indicata dal sindaco e riguarda le conseguenze subite dalla strada durante i giorni dell’emergenza.

Masneri sostiene che sul collegamento siano transitate circa 10mila automobili in 48 ore. «Quella strada è stata demolita dal passaggio di circa 10mila auto in sole 48 ore. Oggi è chiusa e ciò dimostra quanto sia fragile il nostro sistema viabilistico», ha dichiarato.

Il dato dei 10mila transiti e la quantificazione economica dei danni sono quindi riferiti dal primo cittadino. Nel materiale disponibile non risultano, al momento, conteggi tecnici indipendenti allegati alla dichiarazione.

Il primo obiettivo è la riapertura. Masneri ha riferito della disponibilità a sostenere finanziariamente l’intervento da parte del presidente della Comunità Montana Corrado Tomasi e del presidente della Provincia Emanuele Moraschini.

Il passaggio successivo sarà la verifica dei tecnici del Dipartimento nazionale della Protezione Civile, attesi per valutare direttamente le condizioni della strada e gli interventi necessari.

La tempistica è uno dei punti centrali. «Da noi dopo ottobre non è più possibile procedere con le asfaltature e quindi abbiamo l’urgenza di intervenire entro la prima settimana di ottobre», sottolinea il sindaco.

Masneri: «L’emergenza viabilistica non va finanziata con i fondi dell’idroelettrico»

Accanto alla richiesta per il Faeto, Masneri apre anche il tema delle risorse regionali. La sua richiesta è che Regione Lombardia intervenga con fondi straordinari, possibilmente già nell’ambito del bilancio di previsione dell’anno in corso.

«Se le risorse non dovessero arrivare ora, sarà difficile immaginare un intervento anche il prossimo anno», sostiene il sindaco.

Masneri contesta invece l’ipotesi di utilizzare per questi danni le risorse derivanti dall’idroelettrico. «I fondi dell’idroelettrico sono risorse spettanti al territorio per una questione precisa, l’emergenza viabilistica è un’altra cosa e richiede interventi straordinari», afferma.

Nel suo intervento cita anche il caso della Valtellina, sostenendo che lì Regione Lombardia abbia garantito sia le risorse collegate all’idroelettrico sia quelle destinate alle emergenze. Su questo punto la posizione riportata resta quella espressa dal sindaco di Edolo.

Il tema della fragilità della rete stradale montana non nasce con l’ultima emergenza. La stessa Provincia di Brescia, illustrando gli interventi conseguenti alle calamità del 2023 e 2024, aveva evidenziato come frane, erosioni e cedimenti abbiano interessato numerose strade delle valli bresciane, con ripercussioni sulla continuità dei collegamenti.

Nel frattempo è stato completamente ripristinato il sistema di allarme e sorveglianza della Val Rabbia, a monte dell’abitato di Sonico. Per la strada del Faeto, invece, il prossimo passaggio decisivo sarà il sopralluogo tecnico e la definizione delle risorse necessarie per puntare alla riapertura prima dell’arrivo del freddo.