Sonico, quattro giorni di emergenza dopo la frana: riaperta la SS42, smobilitano i Vigili del Fuoco

Quattro giorni di interventi, evacuazioni, rimozione di detriti e collegamenti garantiti attraverso una valle rimasta di fatto divisa in due. Con la riapertura della SS42 a Sonico, avvenuta intorno alle 12 di domenica 23 agosto, è iniziata la progressiva smobilitazione del dispositivo straordinario dei Vigili del Fuoco attivato dopo la colata detritica che dal 20 agosto ha colpito la Valcamonica.

L’emergenza era cominciata con i gravi fenomeni franosi che avevano interessato il territorio di Sonico. Detriti e massi avevano investito la viabilità principale e locale, provocando anche l’interruzione della Statale 42 e compromettendo i collegamenti tra la media e l’Alta Valcamonica.

Fin dalle prime ore era stato quindi organizzato un dispositivo di soccorso articolato. Le priorità riguardavano l’assistenza alla popolazione, la messa in sicurezza delle aree coinvolte e il mantenimento dei collegamenti con i territori temporaneamente isolati.

Sul posto hanno operato squadre del Distaccamento dei Vigili del Fuoco di Darfo Boario Terme, dei distaccamenti volontari della Valcamonica e della sede centrale di Brescia. Sono stati impiegati anche funzionari tecnici, personale specializzato e mezzi per il movimento terra.

Dalle evacuazioni alla rimozione dei detriti

Nella prima fase dell’emergenza le operazioni si sono concentrate sull’evacuazione delle persone presenti nelle zone maggiormente esposte. Parallelamente sono state messe in sicurezza le aree interessate e verificate le possibili vie di accesso.

Una parte rilevante dell’attività ha riguardato la rimozione del materiale trascinato dalla colata. I mezzi movimento terra dei Vigili del Fuoco sono stati utilizzati per liberare le vie interessate e contribuire a ripristinarne la percorribilità. Sono state effettuate anche operazioni per il recupero di beni all’interno delle aree interdette.

La chiusura della Statale e delle altre vie di collegamento ha richiesto un ulteriore intervento. I Vigili del Fuoco hanno garantito la scorta tecnica, attraverso la zona interessata dalla frana, ai mezzi di soccorso e ai veicoli diretti verso l’Alta Valcamonica con risorse di prima necessità.

Nei giorni successivi è proseguita anche la gestione dei transiti autorizzati nella zona rossa. Le Forze dell’Ordine hanno invece presidiato i varchi di ingresso e uscita.

Per mantenere efficienti le comunicazioni durante l’emergenza è stato inoltre installato un ponte radio. Il sistema ha consentito il collegamento fra le squadre impegnate sul territorio e la Sala Operativa del Comando provinciale di Brescia.

Sonico, monitorata dall’alto l’intera colata franosa

Alle attività a terra si sono affiancate le ricognizioni aeree. Il personale SAPR, specializzato nell’impiego dei droni, ha effettuato rilievi progressivi lungo l’intero sviluppo del fenomeno.

I controlli si sono estesi dal fondovalle fino alle aree di distacco, con l’obiettivo di mappare il fronte franoso e il percorso seguito dalla massa di detriti e massi.

Il coordinamento delle operazioni è stato affidato al Posto di Comando Avanzato dei Vigili del Fuoco, dal quale sono state gestite le risorse operative e specialistiche. Da qui è stato mantenuto anche il raccordo con gli altri enti impegnati sul territorio.

Il passaggio decisivo è arrivato domenica 23 agosto. Intorno alle 12 la SS42 è stata riaperta al traffico, ristabilendo il principale collegamento stradale con l’Alta Valcamonica.

La riapertura ha consentito di avviare la progressiva riduzione delle risorse aggiuntive che i Vigili del Fuoco avevano destinato all’emergenza.

Dal 20 al 23 agosto hanno lavorato sul territorio, insieme ai Vigili del Fuoco, i Comuni interessati, la Protezione Civile, Anas, Guardia di Finanza, Carabinieri, Polizia di Stato e le diverse componenti del volontariato mobilitate durante l’emergenza.

 

(Immagine di copertina: Vigili del Fuoco)