Bracconaggio tra Sebino e Valcamonica: armi sequestrate e 140 salmerini confiscati

Controlli antibracconaggio tra Sebino e Valcamonica hanno portato a sequestri, denunce e al recupero di 140 salmerini pescati illegalmente. Le operazioni sono state condotte nelle ultime settimane dalla Polizia Provinciale di Brescia, attraverso i Nuclei Ittico-Venatorio e Ambientale dell’aliquota Valle Camonica e Sebino.

Gli interventi hanno interessato Sale Marasino, Ono San Pietro e Corteno Golgi. Nel primo caso gli agenti hanno sorpreso un cacciatore durante un’attività notturna; in Media Valle Camonica è stato invece controllato un selecontrollore fuori dall’area autorizzata. In Alta Valle Camonica, infine, due pescatori sono stati trovati con 140 esemplari di salmerino, in gran parte sotto la misura minima consentita.

A Sale Marasino cacciatore fermato con visore notturno e silenziatore

A Sale Marasino la pattuglia del Nucleo Ittico-Venatorio e Ambientale stava svolgendo un servizio notturno legato al contrasto del prelievo illegale degli ungulati.

Secondo quanto riferito dalla Provincia di Brescia, gli agenti hanno individuato un cacciatore munito di fucile carico, visore notturno e silenziatore. L’attività venatoria sarebbe stata esercitata in orario notturno e durante il periodo di divieto generale, senza autorizzazioni.

Gli operatori hanno sequestrato l’arma, il silenziatore e il materiale ritenuto pertinente al reato, compresi alcuni coltelli. L’uomo è stato denunciato all’Autorità Giudiziaria per l’esercizio illegale dell’attività venatoria con mezzi vietati e per l’alterazione dell’arma.

La Provincia riferisce inoltre che la sua posizione è stata aggravata dal possesso di coltelli senza giustificato motivo. L’intervento avrebbe impedito l’abbattimento di un ungulato precedentemente individuato dal cacciatore.

A Ono San Pietro controlli sull’abbattimento selettivo del cinghiale

Un secondo intervento è stato effettuato a Ono San Pietro, nella Media Valle Camonica.

In questo caso la Polizia Provinciale stava verificando il rispetto delle autorizzazioni previste per le attività di selezione e controllo del cinghiale. Gli agenti hanno individuato un selecontrollore che si sarebbe spostato di circa due chilometri fuori dall’area indicata nell’autorizzazione.

L’arma è stata sequestrata. Il cacciatore e la persona che lo accompagnava sono stati denunciati all’Autorità Giudiziaria con la contestazione dell’attività venatoria durante il periodo di divieto generale.

Anche in questo episodio, secondo il comunicato della Provincia, l’intervento ha impedito l’abbattimento di esemplari di ungulato precedentemente avvistati.

A Corteno Golgi 140 salmerini pescati, molti erano sottomisura

Il terzo episodio riguarda l’Alta Valle Camonica. Nel territorio di Corteno Golgi gli agenti del Nucleo Ittico-Venatorio, impegnati nella tutela della fauna alpina in quota, hanno individuato due persone che stavano pescando in un laghetto alpino.

Al momento del controllo erano già stati prelevati 140 salmerini. La Provincia precisa che la maggior parte degli esemplari risultava sottomisura rispetto alla lunghezza minima prevista di 22 centimetri.

I due pescatori sono risultati anche privi della licenza di pesca. Dopo l’identificazione, la fauna ittica prelevata è stata confiscata.

Le attività di vigilanza della Polizia Provinciale proseguono sia sul fronte venatorio sia su quello ittico, con servizi dedicati nelle aree del Sebino e della Valle Camonica.