Palazzolo-Adro, nuova viabilità: la variante esclusa dalla VAS, avanza l’iter

Passo avanti per la nuova viabilità tra Palazzolo sull’Oglio e Adro, pensata per collegare l’area produttiva di San Pancrazio alla rete stradale esterna evitando, secondo gli elaborati progettuali, che il futuro traffico generato dall’Ambito di Trasformazione 11 attraversi parte dell’abitato. Il 25 agosto 2026 la variante puntuale al PGT di Palazzolo è stata esclusa dalla procedura di Valutazione Ambientale Strategica, al termine della verifica avviata nei mesi scorsi.

Il provvedimento non equivale all’approvazione definitiva della nuova strada. Stabilisce invece che, sulla base del Rapporto preliminare e dei pareri acquisiti, la variante non deve essere sottoposta alla procedura completa di VAS. Le prescrizioni e le indicazioni emerse durante l’istruttoria dovranno però essere recepite negli elaborati progettuali destinati all’Accordo di Programma tra i due Comuni.

La proposta nasce dalla richiesta presentata da Asca Costruzioni Spa, proprietaria delle aree comprese nell’Ambito di Trasformazione 11, a destinazione prevalentemente produttiva e collocato nella frazione di San Pancrazio, vicino al confine con Adro e all’autostrada A4. Palazzolo aveva riconosciuto l’interesse pubblico dell’intervento il 5 febbraio; il Comune di Adro aveva poi espresso il proprio assenso all’avvio dell’Accordo di Programma il 12 marzo. Il procedimento per la variante al PGT e per la verifica ambientale è stato formalmente aperto il 18 giugno.

Come sarà la nuova viabilità tra Palazzolo e Adro

Gli elaborati allegati consentono ora di definire con maggiore precisione il progetto preliminare della strada. L’intervento interessa una vicinale di servizio che parte da via G.B. Vezzoli e prosegue verso nord-est lungo il margine della zona produttiva di San Pancrazio e dell’AdT11. Oggi il primo tratto, lungo circa 65 metri, è pavimentato; seguono circa 300 metri di strada bianca. La larghezza passa dagli attuali circa 7 metri del tratto iniziale a meno di 5 metri nella parte sterrata.

Il progetto prevede la riqualificazione di un tratto complessivo di circa 350 metri, con una piattaforma stradale larga 13 metri e interamente pavimentata. Sono previste due corsie da 3,50 metri ciascuna, banchine laterali da un metro e marciapiedi larghi 1,50 metri su entrambi i lati. Cambierebbe anche l’intersezione con via G.B. Vezzoli, attraverso una nuova organizzazione delle precedenze e delle immissioni.

Sul versante di Adro l’intervento comprende invece l’adeguamento e la riqualificazione della viabilità esistente. Il sistema dovrebbe poi raccordarsi con la SP17B e, attraverso la rete provinciale, con la direttrice della 469 e con la viabilità verso l’A4. La variante urbanistica riguarda Palazzolo perché parte delle aree interessate dall’allargamento è attualmente classificata nel Piano delle Regole come “E2 agricola di salvaguardia”.

L’obiettivo: tenere il traffico produttivo fuori da San Pancrazio

Uno degli elementi centrali della documentazione riguarda proprio il traffico. Lo schema oggi previsto dal PGT per l’AdT11 colloca l’accesso principale da ovest, attraverso la ricucitura con via Bornico e via Miola. Secondo il Rapporto preliminare, questa configurazione potrebbe portare una parte della futura domanda di traffico dell’insediamento produttivo sulla viabilità urbana di San Pancrazio, in particolare su via Firenze, con conseguenze anche in termini di rumore ed emissioni.

La soluzione proposta sposta invece l’accesso principale sul margine orientale del comparto, utilizzando la strada vicinale potenziata e via G.B. Vezzoli. Gli elaborati sostengono che in questo modo il traffico diretto verso la rete provinciale e autostradale potrebbe raggiungerla senza attraversare i centri abitati, mentre il collegamento occidentale resterebbe utilizzabile come accesso secondario.

Si tratta, però, di valutazioni contenute nella documentazione progettuale e ambientale: non sono ancora disponibili dati definitivi sui volumi di traffico che effettivamente utilizzeranno la nuova infrastruttura una volta completato lo sviluppo dell’area produttiva.

Archeologia e ambiente: le indicazioni da recepire

L’istruttoria ha coinvolto numerosi enti. Durante la Conferenza di verifica del 23 luglio, la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio ha evidenziato che l’opera interessa un’area nella quale sono già noti ritrovamenti archeologici. Per questo ha richiesto una Valutazione preventiva del rischio archeologico, da effettuare prima degli interventi di scavo e movimento terra.

Regione Lombardia, sul fronte della polizia idraulica, non ha rilevato elementi ostativi rispetto alla documentazione esaminata, ricordando però le norme da rispettare in caso di interferenze o modifiche ai corsi d’acqua. Successivamente sono arrivati anche i contributi di Acque Bresciane, ATS Brescia, Arpa Lombardia e Provincia di Brescia.

Il decreto del 25 agosto recepisce l’esito complessivo dell’istruttoria e raccomanda espressamente che prescrizioni, osservazioni e modalità di recepimento contenute nei pareri vengano trasferite negli elaborati progettuali da allegare all’Accordo di Programma.

La procedura ambientale, quindi, ha superato un passaggio importante, ma la strada non è ancora cantierabile. Restano da completare l’iter urbanistico e l’Accordo di Programma tra Palazzolo sull’Oglio e Adro, oltre agli ulteriori adempimenti progettuali richiesti. Nei documenti pubblicati non risultano ancora definiti costo complessivo, calendario dei lavori e data di apertura della nuova viabilità.