Adro, è morta Michela Tengattini: era stata investita in bicicletta

Michela Tengattini è morta giovedì 6 agosto, tredici giorni dopo il grave incidente avvenuto ad Adro. La trentaquattrenne di Capriolo era stata investita da un’automobile mentre percorreva in bicicletta via San Pancrazio.

L’incidente risale alla sera di venerdì 24 luglio. La donna stava tornando verso Capriolo quando una Volkswagen Golf, che procedeva nella stessa direzione, l’ha travolta. L’impatto era avvenuto poco prima delle 21.

I soccorritori avevano trovato Michela priva di conoscenza. Dopo le prime cure sul posto, la trentaquattrenne era stata trasferita in codice rosso all’Ospedale Civile di Brescia. Le sue condizioni erano apparse subito molto gravi.

Con lei si trovavano il compagno e la figlia di tre anni, che viaggiavano poco più avanti ed erano rimasti illesi. Dopo quasi due settimane di ricovero e cure, giovedì 6 agosto è stato dichiarato il decesso.

Secondo quanto riportato dalle testate che hanno seguito il caso, prima della morte è stata autorizzata la donazione degli organi.

Gli accertamenti sul conducente dell’auto

I rilievi dell’incidente sono stati affidati ai Carabinieri. Alla guida della Golf si trovava un cinquantaduenne residente nella Bergamasca, risultato positivo alla cocaina durante gli accertamenti eseguiti dopo l’investimento.

In seguito alla morte della trentaquattrenne, la posizione giudiziaria dell’automobilista si è aggravata. Secondo le informazioni disponibili, l’uomo è ora indagato per omicidio stradale. Gli accertamenti dovranno ricostruire con precisione la dinamica e definire le eventuali responsabilità.

La notizia ha colpito profondamente Capriolo e Adro. Nei giorni successivi all’incidente, la comunità si era riunita anche in preghiera per Michela e per i suoi familiari.

La salma è stata composta nella casa del commiato Eredi Foglia di Capriolo. La veglia funebre è fissata per venerdì 7 agosto alle 17. I funerali saranno celebrati sabato 8 agosto, alle 15, nella chiesa parrocchiale di Capriolo.

 

 

(Immagine di copertina: Prima Brescia)