Sicurezza a Brescia, Castelletti chiede i dati: «Le rassicurazioni non bastano più»

Numeri sui reati commessi a Brescia, un confronto dettagliato con il 2025 e indicazioni sulle eventuali misure che lo Stato intende adottare. È quanto chiede la sindaca Laura Castelletti a Prefettura e Questura, dopo una serie di episodi di cronaca che nelle ultime settimane hanno riacceso il confronto sulla sicurezza in città.

L’ultimo caso risale a martedì 8 settembre, quando un commerciante di via X Giornate è stato aggredito durante una rapina. L’uomo è rimasto ferito, mentre l’aggressore è stato fermato con l’intervento di alcune persone presenti e poi preso in consegna dalla Polizia.

«Vogliamo i dati sulla criminalità a Brescia. Le rassicurazioni generiche non bastano più», afferma Castelletti.

Il tema era già arrivato nei giorni scorsi al Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica. Il tavolo, riunito il 3 settembre in Prefettura, aveva esaminato la situazione nel capoluogo, con particolare attenzione anche ai parchi pubblici. Secondo quanto riferisce la sindaca, in quella sede la Prefettura avrebbe indicato un andamento della delittuosità sostanzialmente in linea con lo stesso periodo del 2025.

Ora Castelletti chiede di passare da una valutazione generale ai numeri.

Castelletti: «Servono dati certi e completi»

La richiesta riguarda l’andamento complessivo della criminalità e le singole tipologie di reato. La sindaca vuole conoscere i dati relativi, tra gli altri, a furti, rapine, aggressioni e danneggiamenti, oltre alla loro distribuzione sul territorio cittadino.

«Non bastano più valutazioni generali, servono i numeri, subito», sostiene Castelletti, che richiama anche il dato nazionale diffuso dal Viminale.

Nel primo semestre del 2026, infatti, il Ministero dell’Interno ha registrato in Italia una diminuzione complessiva dei reati del 10% rispetto allo stesso periodo del 2025: da 1.186.268 a 1.068.240. Sono diminuiti, tra gli altri, anche furti e rapine.

Il punto, per la sindaca, è capire quale sia invece la situazione specifica di Brescia. «A Brescia stanno diminuendo oppure siamo in controtendenza?», domanda. E ancora: «Vogliamo capire se ciò che stiamo vedendo nelle ultime settimane è una concentrazione episodica di fatti o il segnale di un fenomeno che sta cambiando».

Castelletti insiste sulla necessità di non misurare la sicurezza soltanto attraverso la percezione o la successione dei singoli fatti di cronaca: «Non è possibile continuare a discutere di sicurezza sulla base delle ipotesi, delle dichiarazioni o del singolo fatto di cronaca. Servono dati certi, completi».

La richiesta allo Stato e la replica alle opposizioni

La sindaca richiama anche la ripartizione delle competenze tra Comune e autorità statali.

«La responsabilità primaria dell’ordine e della sicurezza pubblica è dello Stato», afferma Castelletti. Se dai dati dovesse emergere una situazione critica, aggiunge, si aspetta che vengano concentrate su Brescia «risorse e strumenti».

Il Comune, sottolinea, continuerà a intervenire per quanto di propria competenza, a partire dall’attività della Polizia Locale. «Le responsabilità, però, non devono essere confuse, i ruoli sono chiari e stabiliti dalla legge».

Da qui tre domande rivolte direttamente a Prefettura e Questura: «Che cosa sta accadendo a Brescia? Quali sono i dati reali? E, alla luce degli episodi delle ultime settimane, quali misure intende adottare lo Stato?».

Castelletti respinge allo stesso tempo sia una lettura rassicurante sia quella allarmistica: «Non vogliamo minimizzare o alimentare allarmismi, ma abbiamo il diritto di conoscere la realtà e pretendiamo che venga affrontata. I dati ci sono. È il momento di renderli pubblici».

Nell’intervento entra infine anche il confronto politico. La sindaca risponde alle critiche dell’opposizione e invita le forze che sostengono il Governo a unirsi alla richiesta rivolta allo Stato, anziché trasformare il tema in uno «scarica barile».

Al momento non sono stati resi pubblici, nel dettaglio richiesto dalla sindaca, i dati cittadini su furti, rapine, aggressioni e danneggiamenti messi a confronto con lo stesso periodo del 2025. È proprio la pubblicazione di questi numeri il passaggio ora sollecitato da Castelletti.