Brescia, le immagini di Livia e Giulietta entrano nell’Archivio di Casa della Memoria

Gli Amici di Bottonaga hanno donato le stampe originali delle illustrazioni realizzate da Marta Goglio per i due volumi dedicati a Livia Bottardi Milani e Giulietta Banzi Bazoli, vittime della strage di Piazza della Loggia. Manlio Milani: «Un linguaggio importante soprattutto per le nuove generazioni»

 

Dalle pagine di due pubblicazioni nate per raccontare alle nuove generazioni le vite di Livia Bottardi Milani e Giulietta Banzi Bazoli all’Archivio di Casa della Memoria. Le immagini realizzate per “Livia, una di noi” e “Giulietta, una di noi” entrano nel patrimonio documentale dedicato alla memoria della strage di Piazza della Loggia.

La consegna è avvenuta lunedì 31 agosto. Il presidente dell’Associazione culturale Amici di Bottonaga, Arturo Dallari, accompagnato dall’illustratrice Marta Goglio e dai consiglieri Maurizio Zanini e Benedetta Piccinini, ha consegnato le stampe originali delle immagini a Casa della Memoria.

Ad accoglierli c’erano il presidente Manlio Milani e l’assessore del Comune di Brescia Marco Fenaroli.

«Siamo contenti, come Amici di Bottonaga, di fare questo dono alla Casa della Memoria perché è una realtà importante per la città e per la storia di Brescia», ha spiegato Dallari durante la consegna.

Un gesto che porta con sé anche una motivazione personale. Il presidente degli Amici di Bottonaga ha ricordato il proprio legame con la memoria delle vittime del 28 maggio 1974.

«Dedicare il mio tempo ai caduti di Piazza Loggia è la mia forma di restituzione. Io quel giorno non potevo essere in piazza perché ero militare, però condivido gli ideali che li avevano portati lì. Voglio tenere viva la testimonianza di persone che erano in piazza per sostenere degli ideali e che purtroppo hanno perso la vita».

Livia e Giulietta raccontate prima di tutto come persone

Il percorso degli Amici di Bottonaga dedicato alla strage ha scelto un approccio preciso: avvicinare ragazzi e ragazze alle vittime partendo dalle loro vite, dalla quotidianità, dagli affetti e dall’impegno civile.

“Livia, una di noi” era stato realizzato nel 2024, in occasione del cinquantesimo anniversario della strage, con i testi di Maurizio Zanini e le illustrazioni di Marta Goglio. Il progetto, promosso dagli Amici di Bottonaga con diverse realtà cittadine, raccontava Livia Bottardi Milani, insegnante, attivista sindacale e impegnata nel sociale.

Il percorso è poi proseguito con “Giulietta, una di noi”, dedicato a Giulietta Banzi Bazoli e realizzato ancora con i testi di Zanini e le immagini di Goglio.

Proprio l’illustratrice ha raccontato la responsabilità avvertita nel tradurre vicende tanto dolorose attraverso un linguaggio visivo volutamente semplice.

«È stata una sfida. Il mio timore era quello di banalizzare il dolore e il dramma della strage con illustrazioni molto semplici e a tratti infantili. In realtà è successo esattamente l’opposto».

La chiave, spiega Goglio, è stata cercare le persone dietro i nomi diventati parte della memoria collettiva della città.

«Restituire Giulietta, e anche Livia, come persone prima ancora che come vittime ha creato una nuova soglia d’accesso alla storia della strage, estremamente efficace per un ragazzo o una ragazza delle medie. Raccontando la quotidianità, gli affetti, la scuola e il rapporto con gli studenti si traccia un ritratto estremamente reale».

Un modo diretto per affrontare una storia complessa: «L’illustrazione, così semplice e immediata, ha un grande potere: avvicinare con semplicità a storie estremamente complesse».

Manlio Milani: «La vita è irripetibile per ognuno di noi»

È proprio il rapporto tra memoria e nuove generazioni uno degli aspetti sottolineati dal presidente di Casa della Memoria, Manlio Milani.

«Un ringraziamento all’autrice e all’Associazione Amici di Bottonaga per questa straordinaria iniziativa, che speriamo nel tempo possa portare alla rappresentazione e alla memoria di tutte le otto vittime della strage».

Milani ha posto l’accento sulla scelta del fumetto e dell’illustrazione come strumenti capaci di andare oltre la semplice ricostruzione storica.

«Mi piace soprattutto sottolineare il linguaggio del fumetto, perché ha permesso all’autrice di entrare nella personalità delle persone uccise. Questo non è poco».

Il presidente di Casa della Memoria lega questo racconto a una riflessione più ampia sul valore della vita e sugli effetti della violenza.

«La vita va rispettata perché è irripetibile per ognuno di noi. È una memoria che diventa, nello stesso tempo, un modo per ricordare agli altri che la violenza distrugge le vite delle persone».

Le immagini donate potranno avere anche una funzione educativa. Milani ha infatti anticipato la possibilità di utilizzarle nei percorsi rivolti agli studenti: «Credo che le useremo molto negli incontri con le scuole, perché il fumetto ha una maggiore capacità di comunicazione, in modo particolare con le nuove generazioni».

Fenaroli: il contesto sociale e sindacale di quegli anni

Nel corso dell’incontro l’assessore Marco Fenaroli ha richiamato anche l’impegno sindacale di Livia Bottardi Milani e Giulietta Banzi Bazoli e il contesto sociale nel quale maturò la partecipazione alla manifestazione del 28 maggio 1974.

Fenaroli ha ricordato, in particolare, le battaglie che in quegli anni coinvolgevano il mondo della scuola e del lavoro, dal tema della gratuità dei libri di testo all’esperienza delle “150 ore”, attraverso la quale numerosi lavoratori poterono tornare a studiare e conseguire un titolo di studio.

Un percorso di partecipazione e confronto che, secondo l’assessore, contribuì anche alla risposta della città nelle ore e nei giorni successivi alla strage: una «risposta pacifica e democratica» maturata attraverso anni di discussione nelle scuole, nelle fabbriche e nei quartieri.

Con la consegna del 31 agosto, il lavoro realizzato dagli Amici di Bottonaga acquista così una nuova dimensione. Le immagini nate per raccontare Livia e Giulietta ai ragazzi non restano soltanto dentro i libri: entrano nell’Archivio di Casa della Memoria e diventano parte di un patrimonio destinato a conservare e trasmettere la memoria della città.

 

(Immagine di copertina: Associazione Amici di Bottonaga)