Sicurezza a Brescia, il SIAP replica a Castelletti: «Competenze diverse, ma la politica non può chiamarsi fuori»

Il tema della sicurezza torna al centro del confronto pubblico a Brescia. Dopo le dichiarazioni della sindaca Laura Castelletti seguite alla spaccata avvenuta nella notte tra venerdì 28 e sabato 29 agosto in corso Martiri della Libertà, interviene il SIAP Brescia, Sindacato Italiano Appartenenti Polizia. Il punto sollevato dal sindacato non riguarda la distinzione formale delle competenze tra Stato e Comune, che viene riconosciuta, ma la responsabilità politica dell’amministrazione cittadina nelle politiche di sicurezza urbana.

La presa di posizione arriva dopo il confronto tra Castelletti e il questore Paolo Sartori e la richiesta della sindaca al prefetto Andrea Polichetti di convocare il Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica. L’iniziativa è stata assunta dopo il colpo al compro oro di corso Martiri e con l’obiettivo di fare il punto anche sugli episodi registrati durante l’estate.

«La sicurezza e l’ordine pubblico sono responsabilità dello Stato e fanno capo alla Prefettura e alla Questura», aveva dichiarato Castelletti, precisando che il Comune è pronto a svolgere il proprio ruolo attraverso la Polizia Locale e gli strumenti di propria competenza.

È proprio su questo passaggio che si concentra la replica del SIAP.

Il SIAP: «Nessuno chiede alla sindaca di sostituirsi al Questore»

«Nessuno chiede alla Sindaca di fare il Questore», sostiene il sindacato nella comunicazione diffusa sui social. Il SIAP riconosce che le competenze sono differenti, ma aggiunge che «le responsabilità politiche non si accendono e spengono a comando».

La distinzione istituzionale, del resto, resta netta anche nella ricostruzione proposta dal sindacato. Stato e Prefetto hanno competenza sull’ordine e sulla sicurezza pubblica, mentre il Questore dirige sul piano tecnico-operativo i servizi di ordine e sicurezza pubblica nell’ambito provinciale. Il Comune dispone invece di strumenti che incidono sulla sicurezza urbana, dalla Polizia Locale alla videosorveglianza, fino all’illuminazione, al contrasto del degrado e alle politiche sociali e di prevenzione.

Il sindaco del Comune capoluogo partecipa inoltre al Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica. L’articolo 54 del Testo unico degli enti locali attribuisce al sindaco, nella veste di ufficiale del Governo, specifiche funzioni e prevede anche il concorso alla cooperazione della Polizia Locale con le forze statali secondo le direttive di coordinamento.

Il SIAP porta quindi il confronto su un piano politico. Secondo il sindacato, distinguere correttamente le competenze non significa escludere il Comune dal giudizio sui risultati delle politiche adottate in città.

Dal Cosp alle telecamere, il confronto sulle politiche di sicurezza

Nelle grafiche diffuse, il SIAP richiama una serie di dichiarazioni rilasciate negli ultimi anni dalla stessa Castelletti. Il sindacato mette a confronto gli interventi nei quali la prima cittadina ha rivendicato investimenti e un «cambio di passo» sulla sicurezza con quelli nei quali ha sottolineato la competenza primaria dello Stato.

Il messaggio politico del SIAP è sintetizzato in una domanda: «Quando la sicurezza funziona, il merito è del Comune. Quando fallisce, la colpa è sempre di altri?». Il sindacato conclude sostenendo che «coerenza significa prendersi la responsabilità di discutere i risultati».

Il confronto avviene, però, all’interno di un sistema nel quale Comune e autorità statali già collaborano su più livelli. Il 15 luglio scorso il Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica si è riunito in Prefettura proprio per esaminare la situazione della sicurezza urbana nel capoluogo. Erano presenti Castelletti, l’assessore alla Sicurezza Valter Muchetti e i vertici provinciali delle forze di polizia. In quella sede l’attenzione si era concentrata anche sui parchi pubblici cittadini.

Un altro esempio è il protocollo “Mille occhi sulle città”, rinnovato nel novembre 2025 e sottoscritto dal prefetto, dalla sindaca e dai soggetti coinvolti nel sistema di vigilanza. L’accordo punta a rafforzare lo scambio informativo tra forze di polizia, Polizia Locale e istituti di vigilanza.

La spaccata in corso Martiri riapre il dibattito

A riaccendere il confronto è stata la spaccata avvenuta nella notte tra il 28 e il 29 agosto al compro oro di corso Martiri della Libertà. Dopo l’episodio Castelletti ha incontrato il Questore e chiesto un nuovo passaggio in Comitato provinciale per una valutazione complessiva della situazione cittadina.

Il SIAP considera corretta proprio la richiesta di convocare il tavolo istituzionale: nelle grafiche diffuse afferma che la sindaca «ha fatto bene» a sollecitare il Cosp. La contestazione riguarda quindi non la decisione di coinvolgere Prefettura e Questura, ma la lettura delle rispettive responsabilità.

Il sindacato accompagna la critica con le proprie rivendicazioni. Chiede organici adeguati, strutture e mezzi, tutela degli operatori e investimenti, sostenendo che la sicurezza debba essere affrontata attraverso la collaborazione tra istituzioni «ciascuno per le proprie competenze».

Il nuovo Comitato chiesto dalla sindaca sarà dunque il passaggio istituzionale nel quale tornare a valutare il quadro della sicurezza cittadina e le eventuali misure da adottare.

 

(Immagine di copertina: Questura di Brescia | archivio)