Brescia, finto poliziotto porta via i gioielli: arrestato mentre esce dalla casa
Un sedicente poliziotto al telefono, la richiesta di raccogliere e pesare i gioielli e, poco dopo, un falso perito alla porta per ritirarli. La truffa del finto poliziotto a Brescia è stata interrotta dalla Squadra Mobile, che ha arrestato un italiano di 40 anni mentre usciva dall’abitazione della vittima con un sacchetto contenente monili in oro.
L’intervento, avvenuto nei giorni scorsi e reso noto domenica 30 agosto dalla Questura di Brescia, è partito dalla segnalazione del padre della donna. L’uomo aveva riferito alla Centrale Operativa che la figlia era stata contattata telefonicamente da una persona che si presentava come appartenente alla Polizia.
Secondo la ricostruzione della Questura, il falso agente aveva raccontato alla donna che un’automobile intestata al padre sarebbe stata fermata con a bordo persone ritenute responsabili di una rapina. Con questo pretesto aveva chiesto di verificare che i preziosi posseduti in casa non facessero parte della presunta refurtiva.
La donna era stata invitata a elencare gli oggetti, pesarli e inserirli in un sacchetto. Un presunto perito sarebbe poi passato dall’abitazione per effettuare il controllo.
Truffa del finto poliziotto a Brescia, la telefonata fa scattare l’intervento
L’agente della Centrale Operativa ha intuito il possibile raggiro e ha chiesto al padre della vittima di mantenere aperta la conversazione con il sedicente poliziotto, assecondandone nel frattempo le richieste. Contemporaneamente sono stati avvisati gli investigatori della Squadra Mobile.
Gli agenti si sono quindi appostati nei pressi dell’abitazione. Dopo una breve attesa hanno visto arrivare un uomo che, una volta al citofono, si è presentato come il “perito” incaricato di ritirare i preziosi.
Pochi minuti dopo è uscito rapidamente dalla casa con il sacchetto contenente i monili. I poliziotti sono intervenuti e lo hanno bloccato, nonostante, secondo quanto riferisce la Questura, l’uomo abbia opposto una violenta resistenza. I gioielli sono stati recuperati.
Gli accertamenti successivi hanno permesso agli investigatori di ricostruire anche quanto sarebbe accaduto all’interno dell’abitazione. Secondo la Polizia, il quarantenne avrebbe chiesto alla donna di mostrargli un documento d’identità. Approfittando di quel momento di distrazione, avrebbe afferrato il sacchetto con i preziosi e tentato di allontanarsi.
Arrestato per furto in abitazione pluriaggravato
Portato negli uffici della Questura, il quarantenne è stato arrestato per furto in abitazione pluriaggravato e messo a disposizione dell’Autorità giudiziaria.
È un passaggio rilevante nella ricostruzione del caso: la Questura presenta l’episodio nel quadro delle truffe realizzate con la tecnica del “finto poliziotto”, mentre il reato contestato all’uomo al momento dell’arresto è quello di furto in abitazione pluriaggravato.
La Polizia riferisce inoltre che il quarantenne aveva a proprio carico numerosi precedenti di polizia per reati della stessa indole. Questo dato non equivale, da solo, a una condanna per i fatti contestati nell’episodio attuale.
Dopo l’arresto, il questore di Brescia Paolo Sartori ha emesso nei suoi confronti un foglio di via obbligatorio, con divieto di ritorno nel Comune di Brescia per tre anni.
«La prontezza e la professionalità dell’agente della Centrale Operativa, che ha intuito immediatamente la truffa, e il tempestivo intervento degli investigatori della Squadra Mobile hanno consentito di interrompere l’azione criminosa, arrestare il responsabile e recuperare i preziosi sottratti alla vittima», ha dichiarato Sartori.
L’avvertimento della Polizia: mai consegnare gioielli a sedicenti incaricati
La Questura richiama anche una regola essenziale per riconoscere questo tipo di raggiri: le Forze dell’Ordine non chiedono di consegnare denaro, gioielli o altri beni di valore per verificarli, metterli al sicuro o accertarne la provenienza.
Allo stesso modo, non vengono inviati privati cittadini o sedicenti periti nelle abitazioni per ritirare preziosi.
In presenza di telefonate o richieste sospette, l’indicazione è di interrompere il contatto e segnalare subito l’accaduto al 112 NUE oppure attraverso l’app YouPol della Polizia di Stato. Nel caso reso noto dalla Questura, proprio la segnalazione tempestiva ha permesso agli investigatori di organizzare l’intervento prima che l’uomo riuscisse ad allontanarsi con i gioielli.
(Immagine di copertina: Questura di Brescia)
