Brescia, porte chiuse con l’aria condizionata: chiesta un’ordinanza anti-sprechi

Brescia potrebbe dotarsi di un’ordinanza per obbligare negozi, locali ed edifici aperti al pubblico a tenere chiuse le porte quando è accesa l’aria condizionata. La richiesta arriva da Basta Veleni e Rete Ambiente Lombardia, che il 12 agosto hanno inviato una lettera aperta alla sindaca Laura Castelletti e all’assessora all’Ambiente.

Al momento si tratta quindi di una proposta delle due associazioni e non di un provvedimento già adottato dal Comune. L’obiettivo dichiarato è ridurre le dispersioni di aria fresca e il conseguente consumo di energia durante le giornate più calde.

Secondo i promotori, lasciare aperti gli ingressi dei locali climatizzati costringe gli impianti a lavorare maggiormente. Nella lettera vengono richiamati anche gli effetti sul microclima urbano, il carico sulla rete elettrica nei momenti di maggiore richiesta e il calore espulso all’esterno dagli apparecchi di raffrescamento.

Porte chiuse con l’aria condizionata, cosa chiedono le associazioni

La richiesta riguarda esercizi commerciali, attività di somministrazione di alimenti e altri edifici accessibili al pubblico. Per questi spazi Basta Veleni e Rete Ambiente Lombardia chiedono che la chiusura delle porte diventi obbligatoria quando gli impianti di climatizzazione sono in funzione.

Nel documento viene richiamato anche il Dpr 74 del 2013, che disciplina l’esercizio degli impianti termici. Per la climatizzazione estiva, la norma stabilisce che la temperatura media negli ambienti raffrescati non debba essere inferiore a 26 gradi, con una tolleranza di due gradi verso il basso. Lo stesso decreto specifica che il mantenimento della temperatura deve avvenire evitando sprechi di energia.

La lettera affronta inoltre il tema della differenza tra temperatura interna ed esterna. Le associazioni richiamano la necessità di limitare sbalzi eccessivi soprattutto nei periodi di caldo intenso.

Chiesto anche uno studio sul teleriscaldamento

Basta Veleni e Rete Ambiente Lombardia estendono la richiesta anche al sistema di teleriscaldamento cittadino. In particolare, chiedono al Comune uno studio sul calore presente sotto il manto stradale in corrispondenza delle tubazioni della rete A2A.

Secondo quanto sostenuto dalle associazioni nella lettera, la dispersione termica potrebbe contribuire ad aggravare il surriscaldamento urbano anche durante l’estate. Si tratta, tuttavia, di una valutazione formulata dai promotori: proprio per questo viene richiesta un’analisi specifica.

Le ragioni dell’iniziativa saranno illustrate pubblicamente giovedì 13 agosto alle 15, sotto il porticato di Palazzo Loggia, durante una conferenza stampa convocata dalle due associazioni.