A2A, sanzione da 5 milioni di Arera sul mercato elettrico: la società ricorre al Tar

L’Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente ha inflitto ad A2A una sanzione amministrativa da 5 milioni di euro per una violazione dell’articolo 5 del regolamento europeo REMIT, che vieta la manipolazione dei mercati energetici all’ingrosso. La multiutility ha respinto l’impostazione dell’Autorità e ha già annunciato che impugnerà il provvedimento davanti al Tar.

La decisione è contenuta nella delibera 279/2026/S/eel del 30 luglio 2026, pubblicata da Arera l’8 agosto, che chiude il procedimento sanzionatorio avviato nel luglio 2025 nei confronti di A2A. L’istruttoria riguardava il comportamento tenuto dalla società sul mercato elettrico nel corso del 2022.

Secondo Arera prezzi portati a un livello artificioso

Al centro del procedimento c’è la strategia di offerta adottata attraverso alcune unità produttive a ciclo combinato. Secondo la ricostruzione dell’Autorità, tale condotta avrebbe contribuito a fissare il prezzo di mercato a un livello artificioso, diverso da quello che sarebbe derivato da una normale interazione concorrenziale tra domanda e offerta.

L’indagine era partita dal monitoraggio del mercato all’ingrosso dell’energia elettrica relativo al 2022. Gli uffici di Arera avevano rilevato differenziali significativi tra i prezzi presentati sul Mercato del Giorno Prima e i costi variabili standard utilizzati come parametro di riferimento per alcune unità a ciclo combinato. Nel luglio 2025 questi elementi avevano portato all’apertura formale del procedimento nei confronti di A2A.

Secondo quanto riportato nel provvedimento, le offerte presentate dalla società sarebbero state respinte in un numero consistente di ore anche quando i relativi costi erano inferiori al prezzo di mercato. Arera ha ritenuto non sufficienti le motivazioni economiche e tecniche fornite dalla società per giustificare tale comportamento.

Nella determinazione della sanzione, fissata in 5 milioni di euro, l’Autorità ha considerato la gravità della violazione contestata e le possibili conseguenze sul mercato e sui consumatori.

La difesa di A2A e l’annuncio del ricorso

Nel corso del procedimento A2A ha contestato la ricostruzione dell’Autorità. La società ha sostenuto che la propria strategia di offerta fosse finalizzata a mantenere operative le unità produttive maggiori e a conservare quelle di dimensioni inferiori come riserva per il sistema.

La multiutility ha inoltre richiamato il quadro europeo sul funzionamento dei mercati elettrici liberalizzati, sostenendo che i prezzi debbano formarsi liberamente attraverso l’incontro tra domanda e offerta.

Dopo la conclusione del procedimento, A2A ha confermato la propria opposizione alla decisione.

«A2A prende atto del provvedimento con cui Arera ha concluso il procedimento DSAI/14/2025/EEL, accertando una violazione dell’articolo 5 del Regolamento Remit ed irrogando una sanzione amministrativa», ha dichiarato la società.

A2A ritiene che il provvedimento sia fondato su «un’interpretazione del Remit e delle Linee guida Acer che non tiene adeguatamente conto delle caratteristiche dei mercati elettrici liberalizzati e delle specifiche circostanze del caso».

La società ha quindi annunciato la scelta di rivolgersi alla giustizia amministrativa: «Per tali ragioni, la società impugnerà anche questo provvedimento, come i precedenti, affinché il Tar ne possa valutare le ragioni di legittimità». La decisione di presentare ricorso è stata confermata dalla società il 10 agosto.

A2A ha infine ribadito «il proprio costante impegno per la piena conformità al Regolamento Remit e per il rafforzamento della trasparenza, dell’integrità e dell’efficienza del mercato energetico all’ingrosso europeo».

Il provvedimento di Arera produce dunque i suoi effetti, ma la vicenda non è conclusa: il prossimo passaggio sarà il ricorso annunciato dalla multiutility, sul quale sarà chiamato a pronunciarsi il Tar.