Turismo a Brescia, 3.881 imprese artigiane e oltre 12mila addetti
Il turismo bresciano coinvolge 3.881 imprese artigiane e 12.398 addetti. La filiera comprende ristorazione, agroalimentare, moda, trasporto, servizi, produzione manifatturiera e attività culturali. Per il trimestre tra luglio e settembre 2026, inoltre, le aziende del settore prevedono 5.270 nuovi ingressi lavorativi, il 7,8% in più rispetto allo stesso periodo dello scorso anno.
I dati emergono dall’Osservatorio MPI di Confartigianato Lombardia. Con il 12,4% dell’intero artigianato provinciale collegato alla domanda turistica, Brescia occupa il secondo posto regionale dopo Milano sia per numero di imprese sia per addetti.
La componente più numerosa comprende 1.036 attività manifatturiere e di servizio. Seguono 647 ristoranti e pizzerie, 631 imprese agroalimentari e 627 aziende dell’abbigliamento e delle calzature.
Completano il quadro 422 attività dedicate al trasporto delle persone, 270 bar, caffè e pasticcerie, 178 imprese editoriali e 69 realtà culturali, ricreative e dell’intrattenimento.
Turismo a Brescia, previste 5.270 assunzioni in estate
Tra luglio e settembre le imprese bresciane dell’alloggio, della ristorazione e dei servizi turistici prevedono 5.270 assunzioni. Rappresentano il 14,4% dei 36.490 ingressi programmati nel settore in Lombardia.
La crescita bresciana del 7,8% supera il dato regionale, fermo al 3,7%. Si muove inoltre in direzione opposta rispetto alla flessione nazionale dello 0,5%. Brescia risulta seconda in Lombardia per nuovi ingressi previsti, dietro Milano.
Resta però il problema del reperimento del personale. A livello lombardo, il 52,8% delle figure richieste dalle imprese turistiche viene considerato difficile da trovare. La quota supera di quasi cinque punti quella riferita al complesso delle assunzioni regionali.
Confartigianato indica quindi formazione, collegamenti, promozione coordinata e incontro tra imprese e lavoratori come priorità per sostenere la crescita del comparto.
I visitatori stranieri rappresentano il 72% delle presenze
Un altro elemento rilevante riguarda il turismo internazionale. Nel 2025 gli stranieri hanno generato il 72% delle presenze registrate in provincia, contro una media lombarda del 68,1%. Brescia è terza in regione dopo Como e Lecco.
Secondo Confartigianato, la provincia può intercettare anche il fenomeno dell’“undertourism”. Il termine indica la scelta di mete meno congestionate e di esperienze legate alle comunità, alle botteghe e ai luoghi di produzione.
«Il turista di oggi non cerca più soltanto un luogo da fotografare, ma vuole comprenderlo, viverlo e incontrare chi lo rende unico», sottolinea Eugenio Massetti, presidente di Confartigianato Imprese Brescia e Lombardia.
Massetti richiama la varietà dell’offerta provinciale, che comprende laghi, montagne, valli, borghi, città d’arte, Franciacorta e Garda. A questa si affianca una rete di imprese che conserva produzioni, tradizioni e competenze.
«L’artigianato trasforma il soggiorno in un’esperienza», aggiunge il presidente, citando prodotti tipici, laboratori, botteghe, ristorazione, opere artistiche e servizi alla persona.
Per Massetti, la crescita delle assunzioni conferma la volontà del comparto di svilupparsi. Tuttavia, la difficoltà nel reperire lavoratori potrebbe diventare un ostacolo strutturale. La prospettiva indicata è quella di un turismo distribuito sul territorio, capace di sostenere anche le località più piccole e meno conosciute.
(Immagine di copertina: Visit Brescia)
