Ciclismo in lutto: si è spento Michele Dancelli, il campione bresciano che ha fatto la storia
[Mo.Ma] – Il mondo del ciclismo italiano piange una delle sue figure più amate e simboliche. Si è spento all’età di 83 anni Michele Dancelli, storico campione bresciano e vincitore della Milano-Sanremo del 1970, l’impresa che interruppe un digiuno lungo 17 anni per il ciclismo azzurro nella Classicissima di primavera. Dancelli, originario di Castenedolo, era ricoverato da tempo in una RSA del suo paese e solo pochi giorni fa aveva ricevuto l’Oscar delle Vecchie Glorie, riconoscimento che celebra i grandi protagonisti dello sport italiano.
La sua Milano-Sanremo resta una delle pagine più iconiche della storia del ciclismo. Il 19 marzo 1970, Dancelli scattò da lontano con una fuga coraggiosa e solitaria di oltre settanta chilometri, arrivando a Sanremo con un vantaggio netto sugli inseguitori. Un’azione che fece esplodere l’entusiasmo dei tifosi e che riportò l’Italia sul gradino più alto del podio dopo anni di dominio straniero, consegnandolo per sempre alla leggenda.
Nato nel 1942, Michele Dancelli fu professionista dal 1963 e protagonista assoluto di un’epoca straordinaria del ciclismo mondiale, correndo negli anni dei grandi duelli con campioni come Eddy Merckx e Felice Gimondi. Il suo palmarès racconta una carriera di altissimo livello: undici vittorie di tappa al Giro d’Italia, una tappa al Tour de France, successi in classiche prestigiose come la Freccia Vallone, oltre a numerosi trionfi in gare storiche del panorama nazionale.
Passista veloce, attaccante instancabile e corridore di grande temperamento, Dancelli era conosciuto per il suo stile generoso e spettacolare, sempre pronto a tentare l’azione anche quando sembrava impossibile. Proprio per questo era amatissimo dal pubblico, che ne riconosceva il coraggio e la voglia di correre senza calcoli.
Con la scomparsa di Michele Dancelli se ne va non solo un grande campione, ma un pezzo importante della storia sportiva bresciana e italiana. Restano le sue imprese, il ricordo di quella Sanremo leggendaria e l’orgoglio di aver visto un uomo della nostra terra scrivere una pagina indelebile del ciclismo.
Foto: Tuttobiciweb
