Sant’Anna, il vecchio vigneto diventa didattico: recupero ambientale sulle colline di Brescia

Sulle colline di Sant’Anna prende forma un nuovo intervento di recupero ambientale, agricolo e paesaggistico. Il progetto riguarda l’area di Badia alta, nella zona ovest di Brescia, all’interno del Parco delle Colline, e punta a trasformare un vecchio vigneto ormai compromesso in uno spazio agricolo-didattico aperto ai percorsi di educazione ambientale.

L’area interessata si trova a nord di via Badia e fa parte di un sistema più ampio che comprende il bosco della collina di Sant’Anna e terreni agricoli comunali collocati sia a nord sia a sud della strada. Sono luoghi già inseriti nel PLIS, il Parco Locale di Interesse Sovracomunale delle Colline di Brescia, una delle aree verdi più importanti e frequentate della città.

Il Comune di Brescia, da tempo, ha scelto per questi terreni un modello di agricoltura sostenibile, orientato alla tutela della biodiversità e alla fertilità naturale del suolo. Una scelta portata avanti anche in accordo con l’Istituto agrario “Giuseppe Pastori”, che gestisce parte dell’area.

L’obiettivo è evitare monocolture e cicli intensivi di aratura, favorendo invece un equilibrio tra attività agricola, tutela del paesaggio, didattica e conservazione degli habitat naturali.

Il recupero del vecchio vigneto

Il cuore dell’intervento riguarda il vecchio vigneto di Badia alta, ormai compromesso e non più recuperabile nelle condizioni originarie.

Per questo motivo, grazie a una convenzione, l’area è stata affidata fino alla fine di dicembre 2028 all’azienda agricola Collem, incaricata di realizzare il progetto di recupero ambientale e paesaggistico predisposto dal Comune di Brescia.

L’area misura 2,247 ettari ed è composta da un grande prato spontaneo, alcune piante da frutto, un ex capanno di caccia circondato dal bosco e, nella parte meridionale, proprio il vigneto ormai deteriorato.

La prima fase dei lavori si è concentrata sulla rimozione del vecchio impianto vitato, che è stato estirpato e sostituito con un nuovo vigneto pensato anche per finalità educative.

Il nuovo impianto sarà allevato con due sistemi di coltivazione della vite. Il primo filare sarà a pergola, metodo più tradizionale, con funzione esclusivamente didattica. Gli altri filari saranno invece a cordone speronato, sistema più moderno, con una doppia funzione: didattica e produttiva.

La scelta consente di mostrare agli studenti e ai visitatori due modi diversi di coltivare la vite, mettendo a confronto tradizione e pratiche contemporanee.

Biodiversità, prati stabili e nuove piantumazioni

Il progetto non riguarda soltanto il vigneto.

L’azienda agricola incaricata si occuperà anche dello sfalcio dei prati due volte all’anno, con l’obiettivo di favorire il ripopolamento spontaneo di specie vegetali diverse e la formazione di un prato permanente di collina.

Si tratta di un passaggio importante per la biodiversità. I prati stabili, soprattutto in ambiente collinare, ospitano fioriture, insetti impollinatori, piccoli animali e specie vegetali che rischiano di scomparire quando il bosco avanza senza controllo o quando i terreni agricoli vengono abbandonati.

Nell’area erano presenti anche piante da frutto, in particolare mandorli e ciliegi, molti dei quali risultavano malati o morti. Per ricostruire il brolo della collina, l’azienda ha già provveduto alla piantumazione di sei ciliegi e sei mandorli.

Un altro intervento riguarda la Roggia Uraga, che scorre ai piedi della collina. Lungo la sponda nord sono state messe a dimora talee di salice da vimini, utili anche per la legatura delle viti nel sistema tradizionale.

Il recupero agricolo, quindi, non punta solo alla produzione, ma alla ricostruzione di un paesaggio rurale leggibile, coerente e utile anche dal punto di vista didattico.

L’ex capanno diventa aula all’aperto

Uno degli elementi più significativi del progetto riguarda l’ex capanno di caccia presente nell’area.

La struttura sarà recuperata dal Centro Operativo Difesa dell’Ambiente, Coda, e trasformata in un’aula didattica all’aperto. Lo spazio potrà accogliere scolaresche e gruppi impegnati nei percorsi di educazione ambientale promossi dal Parco delle Colline e dal Museo di Scienze Naturali di Brescia.

La collina di Sant’Anna è già una delle mete educative più frequentate per le attività dedicate al bosco, alla biodiversità e agli ecosistemi collinari. Il nuovo vigneto didattico aggiungerà un ulteriore tassello, permettendo di raccontare anche il rapporto tra agricoltura, paesaggio e sostenibilità.

L’aula all’aperto consentirà agli studenti di osservare direttamente il territorio, comprendere le trasformazioni del paesaggio e avvicinarsi a temi come la cura del suolo, la gestione dei prati, la coltivazione della vite e il ruolo delle piante da frutto negli ambienti rurali.

Un progetto tra città, scuola e natura

Il recupero di Badia alta ha un valore che va oltre l’intervento agricolo.

In una città come Brescia, dove le colline rappresentano una risorsa ambientale, paesaggistica e sociale, il progetto rafforza il legame tra area urbana e natura di prossimità. Sant’Anna, Badia e il Parco delle Colline sono luoghi attraversati da camminatori, famiglie, studenti e cittadini che cercano spazi verdi a pochi minuti dal centro.

Rendere didattico un vecchio vigneto significa restituire senso a un frammento di paesaggio rurale, evitando che venga cancellato dall’abbandono o dall’avanzata incontrollata del bosco.

La convenzione fino al 2028 garantirà la gestione ordinaria del vigneto, delle nuove piantumazioni e degli interventi di manutenzione, compresa la potatura di piante invadenti, rampicanti o infestanti.

Il progetto si muove quindi su più livelli: recupero del paesaggio, tutela della biodiversità, educazione ambientale, agricoltura sostenibile e valorizzazione del patrimonio collinare.

Per Brescia è un modo concreto per trasformare un’area fragile in un luogo di apprendimento, cura e partecipazione. Un vigneto non solo da coltivare, ma da leggere, osservare e raccontare.

(Immagine di copertina: Comune di Brescia)