Rodengo Saiano, la Casa Rossa pronta a rinascere: un nuovo polo civico al posto dell’edificio dismesso

Da edificio abbandonato a futuro centro dei servizi comunali e della vita associativa. A Rodengo Saiano prende forma il progetto di recupero della storica Casa Rossa di via Brescia, immobile conosciuto per essere stato in passato sede dell’Arci e da anni inutilizzato. L’Amministrazione comunale ha avviato il percorso che porterà alla sua completa trasformazione, con un intervento che guarda ai prossimi anni.

Il primo passo è lo studio di fattibilità, affidato allo Studio Carrara di Bergamo, che prevede una scelta netta: demolizione dell’attuale edificio e ricostruzione ex novo. Al suo posto sorgerà una struttura moderna, sviluppata su tre livelli e con una superficie complessiva di circa 800 metri quadrati, pensata per ospitare funzioni pubbliche e servizi per la comunità.

Nel nuovo edificio troveranno spazio la Polizia locale, con il centro operativo della videosorveglianza, l’ufficio anagrafe, una sala polifunzionale utilizzabile per incontri, eventi e attività culturali, oltre a locali destinati alle associazioni del territorio. L’obiettivo dichiarato è quello di creare un polo civico multifunzionale, in grado di rispondere a più esigenze in un’unica sede.

L’investimento stimato è significativo: 3,3 milioni di euro, cifra che comprende progettazione, demolizione e ricostruzione. I tempi ipotizzati guardano al biennio 2027-2028, anche in funzione della possibilità di intercettare finanziamenti regionali e nazionali attraverso bandi dedicati.

La Casa Rossa era stata acquistata dal Comune nel 2024 per circa 380 mila euro, dopo anni di inutilizzo e degrado. La scelta di intervenire sull’area rappresenta, secondo la maggioranza, un’occasione per riqualificare una zona centrale del paese e restituirla alla collettività.

Non mancano però le perplessità politiche. Il gruppo di minoranza Civica Uno di noi, pur avendo votato a favore dell’acquisto dell’immobile, ha espresso riserve sulla portata dell’intervento, giudicato eccessivo rispetto alle dimensioni del Comune e alle priorità ritenute più urgenti per i cittadini.

Il progetto resta ora al centro del dibattito locale, in attesa dei prossimi passaggi amministrativi che ne definiranno tempistiche e copertura economica.