Zero Waste Food, a Provaglio d’Iseo il cibo che non viene sprecato diventa solidarietà

Quasi dieci tonnellate di cibo recuperate in otto anni, invece di finire tra i rifiuti, e trasformate in un aiuto concreto per le famiglie in difficoltà. È il risultato raggiunto a Provaglio d’Iseo dal progetto “Zero Waste Food”, nato per contrastare lo spreco alimentare nelle mense scolastiche e promuovere una maggiore consapevolezza sul valore del cibo.

Il progetto è stato avviato a Provaglio d’Iseo tra il 2017 e il 2018 attraverso la collaborazione tra amministrazione comunale, scuole, servizio di ristorazione, commissione mensa, associazione 5R Zero Sprechi e volontari. L’iniziativa ha sviluppato negli anni diverse azioni per ridurre gli alimenti destinati allo smaltimento e recuperare le eccedenze ancora utilizzabili.

Dalla mensa scolastica alla solidarietà

Uno degli elementi centrali del progetto è lo scodellamento progressivo, un sistema che permette di servire inizialmente quantità più contenute di cibo e di aggiungerne altro quando necessario. L’obiettivo è evitare che porzioni eccessive finiscano nei piatti senza essere consumate.

A questo si è aggiunta la Child Box, fornita dall’amministrazione comunale, che permette agli studenti di portare a casa frutta o merendine non consumate durante il pasto.

Il progetto non si limita però a ridurre gli avanzi. Una parte delle eccedenze ancora destinabili al consumo viene recuperata e redistribuita attraverso una vera e propria “staffetta” tra le scuole e gli enti benefici del territorio.

In questo modo quello che un tempo sarebbe diventato rifiuto può trasformarsi in una risorsa per chi si trova in una situazione di difficoltà.

Quasi dieci tonnellate di cibo recuperate

Secondo i dati forniti dai promotori, dall’avvio di Zero Waste Food sono state recuperate complessivamente circa 10 tonnellate di alimenti.

Prima dell’introduzione del progetto, negli anni scolastici venivano smaltiti tra i 1.200 e i 1.500 chilogrammi di cibo all’anno. Il sistema sviluppato negli anni ha permesso di intercettare una parte significativa di queste eccedenze e di destinarla alla solidarietà.

Già nel 2021 l’associazione 5R Zero Sprechi indicava in circa 1.500 chilogrammi all’anno la quantità di cibo recuperata e donata attraverso il progetto, con una rete di volontari impegnata quotidianamente nelle attività.

Il cibo recuperato viene quindi messo a disposizione degli enti benefici locali e può raggiungere diverse famiglie che attraversano una situazione di difficoltà economica.

La “staffetta” dei volontari

Dietro il progetto c’è un lavoro quotidiano che coinvolge amministrazione, scuole, personale della mensa, commissione mensa, associazione e volontari.

Sono proprio questi ultimi a garantire la continuità della “staffetta” tra le scuole e gli enti benefici. Un’attività che richiede organizzazione e presenza costante e che permette di evitare che il cibo ancora utilizzabile venga semplicemente smaltito.

La filosofia alla base dell’iniziativa è racchiusa anche nel messaggio scelto dal gruppo di lavoro: “Se tutt facciamo poco, insieme possiamo fare molto”*.

Un principio che mette insieme la dimensione ambientale e quella sociale: meno rifiuti, maggiore attenzione alle risorse e, contemporaneamente, un sostegno concreto alle persone che ne hanno bisogno.

Monitorare per ridurre gli sprechi

Un altro elemento fondamentale di Zero Waste Food è il monitoraggio costante delle quantità di cibo consumate e delle eccedenze.

L’associazione 5R, insieme alla commissione mensa, raccoglie e analizza i dati che consentono al servizio di catering di adeguare la produzione alle reali esigenze degli studenti.

L’obiettivo non è soltanto recuperare ciò che rimane, ma soprattutto evitare che venga prodotto cibo in eccesso.

Secondo i promotori, proprio questo lavoro ha permesso di ridurre progressivamente le eccedenze, con risultati particolarmente significativi nelle scuole primarie.

Il progetto punta quindi ad agire su due fronti: da una parte il recupero e la redistribuzione degli alimenti, dall’altra la prevenzione dello spreco direttamente alla fonte.

Un modello che guarda anche a Corte Franca

L’esperienza di Provaglio d’Iseo è diventata negli anni un esempio di come una mensa scolastica possa essere organizzata con una maggiore attenzione alla sostenibilità e alla solidarietà.

Il progetto è stato inserito anche in iniziative nazionali dedicate alla prevenzione dello spreco alimentare nella ristorazione scolastica, proprio per valorizzare un modello basato sulla collaborazione tra enti pubblici, scuola, gestori del servizio e volontariato.

Dal 2024, inoltre, il percorso è in fase di estensione anche al Comune di Corte Franca, con l’obiettivo di replicare le buone pratiche sperimentate a Provaglio d’Iseo.

L’idea è quella di costruire una rete sempre più ampia, nella quale la riduzione dello spreco possa diventare una pratica quotidiana e condivisa.

Educare al valore del cibo

Zero Waste Food non è quindi soltanto un progetto di recupero degli alimenti. È anche un percorso educativo rivolto ai più giovani e alle loro famiglie.

La mensa scolastica diventa infatti un luogo nel quale imparare concretamente che il cibo non è una risorsa scontata e che ogni alimento ha un valore economico, ambientale e sociale.

Coinvolgere i bambini significa anche costruire una maggiore consapevolezza che può essere portata nelle famiglie e nella vita quotidiana, trasformando le buone pratiche sperimentate a scuola in comportamenti più attenti anche a casa.

Il risultato è un modello che mette insieme sostenibilità, educazione e solidarietà.

E il messaggio conclusivo del team Zero Waste Food e di 5R Zero Sprechi riassume l’intero percorso: “Se tutt facciamo poco, insieme possiamo fare molto”*.