Stefano Delbarba completa il Tor des Glaciers: 181 ore per la ricerca sulle malattie rare

Stefano Delbarba ha completato il Tor des Glaciers 2026, portando al traguardo di Courmayeur una sfida sportiva legata ancora una volta alla raccolta fondi per la ricerca sulle malattie rare. L’ultrarunner di Torbiato di Adro ha concluso la prova dopo circa 181 ore, nove prima del limite massimo previsto dal regolamento.

Il TOR450 era partito da Courmayeur alle 20 di venerdì 11 settembre. Il percorso ufficiale prevede 450 chilometri e 32mila metri di dislivello positivo lungo le Alte Vie 3 e 4 della Valle d’Aosta, con un tempo massimo di 190 ore. Nel racconto dell’atleta, la distanza effettivamente percorsa durante la prova ha sfiorato i 500 chilometri.

Per Delbarba è stata una prova diversa anche rispetto alle altre ultradistanze già affrontate. «Ora che sono arrivato al traguardo posso dire che è in assoluto la gara più dura mai fatta», ha raccontato. Secondo l’atleta, nell’intera competizione ha dormito soltanto sei ore.

Il momento più complicato è arrivato attorno al quattrocentesimo chilometro, quando la privazione del sonno gli ha fatto perdere lucidità. Delbarba ha spiegato di avere pensato di non riuscire a proseguire. Poi ha raggiunto un rifugio, ha dormito per circa un’ora ed è ripartito. Anche i messaggi ricevuti attraverso i social, ha raccontato, hanno contribuito a sostenerlo nella fase più difficile.

Stefano Delbarba, dal Tor des Glaciers nuovi fondi per la ricerca

La prestazione sportiva era legata a una raccolta fondi per Cistinosi Italia e Angeli per la Vita, associazioni sostenute da Delbarba nelle sue iniziative dedicate alla ricerca sulle malattie rare. Radio Bruno Brescia aveva raccontato la preparazione alla sfida già ad agosto, quando l’atleta aveva spiegato come la finalità solidale avesse assunto negli anni un peso sempre maggiore nelle sue imprese.

Per questa edizione gli sponsor avevano previsto una donazione collegata ai chilometri percorsi e al dislivello affrontato. Era stato inoltre annunciato un contributo aggiuntivo in caso di piazzamento tra i primi cinquanta. Delbarba ha concluso al 75esimo posto, ma ha riferito che anche quest’ultima somma verrà comunque riconosciuta.

Il legame tra le sue ultramaratone e la solidarietà ha già prodotto risultati concreti: secondo quanto riportato dal Giornale di Brescia, in cinque anni le iniziative hanno raccolto complessivamente circa 20mila euro a sostegno della ricerca scientifica sulle malattie rare pediatriche.

Delbarba ha raccontato anche le condizioni affrontate in Valle d’Aosta: quattro giornate di sole, seguite da un temporale con grandine. Al termine ha ringraziato chi lo ha accompagnato nella preparazione e nella raccolta fondi, dalla famiglia ai professionisti che lo seguono, fino al Rosa Running Team e alle due associazioni beneficiarie.

Per l’atleta di Torbiato il calendario sportivo proseguirà con un cambio netto di distanza e scenario: tra i prossimi impegni indicati dallo stesso Delbarba c’è la Maratona di New York, che affronterà con il Rosa Running Team.

(Immagine di copertina: Stefano Delbarba | Facebook)