F*CK WAR, 28 artisti contro la guerra: al Garda l’arte si confronta con l’orrore dei conflitti

Ventotto artisti, linguaggi differenti e un unico tema: la guerra. Si intitola “F*CK WAR” la nuova mostra collettiva che dal 26 settembre al 24 ottobre 2026 sarà ospitata negli spazi della Fondazione Raffaele Cominelli di San Felice del Benaco, sul Lago di Garda.

Il progetto riunisce per la prima volta 28 artisti contemporanei chiamati a confrontarsi con uno dei temi più drammatici e urgenti del presente: la guerra e tutto ciò che porta con sé, dall’orrore alla violenza, dalla perdita alla paura. L’esposizione è curata da Michele Serini, nasce da un’idea e su incarico della Fondazione Cominelli ed è organizzata dalla Pro Loco di San Felice del Benaco, con il sostegno dell’Amministrazione comunale.

Ventotto artisti, ventotto sguardi

Pittura, scultura, installazioni e linguaggi differenti saranno messi in dialogo all’interno del percorso espositivo. L’obiettivo non è uniformare le opere, ma lasciare che ogni artista affronti il tema della guerra attraverso il proprio percorso e la propria sensibilità.

Il progetto nasce dalla volontà della Fondazione Cominelli di trasformare gli spazi del Palazzo e dei suoi giardini in un luogo di confronto. Le opere diventano così testimonianze, domande e prese di posizione davanti a un presente segnato da conflitti e tensioni internazionali.

Al centro della mostra c’è una parola che fa da contraltare al titolo volutamente diretto e provocatorio: pace. La Fondazione presenta infatti l’esposizione come un’occasione di riflessione sul rifiuto della guerra e sulla necessità di riportare il dialogo e la diplomazia al centro della gestione dei conflitti.

“Un atto di dissenso”

Il curatore Michele Serini definisce il progetto in termini molto netti: «F*CK WAR non è una semplice mostra, ma un atto di dissenso, un’indagine sull’orrore della guerra per scuotere le coscienze».

Serini sottolinea anche il rischio che la ripetizione quotidiana delle immagini provenienti dalle zone di conflitto finisca per produrre assuefazione: «La guerra è morte ma oggi, filtrata dai media, rischia di arrivare fino a noi in modo ovattato, fino a diventare parte del rumore quotidiano e consumarsi nell’indifferenza».

Da qui la scelta di riunire artisti con storie e linguaggi diversi. «Non volevamo soltanto ospitare un progetto di grande valore artistico, ma dare spazio a un messaggio forte, a una presa di posizione che oggi non può più essere rimandata», spiega il curatore.

Dalla Fondazione Cominelli al territorio

La mostra nasce da un’idea del Consiglio di Amministrazione della Fondazione Cominelli, presieduto da Anna Dolci, e dalla collaborazione con Michele Serini e la Pro Loco di San Felice del Benaco.

Per la Pro Loco, l’iniziativa rappresenta anche un modo di utilizzare la cultura per aprire uno spazio di discussione su un tema che va oltre la dimensione strettamente artistica. «Il nostro compito non sia solo programmare momenti festosi, ma anche promuovere cultura e creare occasioni di riflessione», ha spiegato Serini, ricordando il ruolo dell’organizzazione nella realizzazione del progetto.

La mostra viene quindi presentata come un percorso che mette in relazione arte, memoria, attualità e riflessione, affidando agli artisti la possibilità di interpretare le conseguenze dei conflitti senza rinunciare alle caratteristiche dei rispettivi linguaggi.

Il vernissage il 26 settembre

L’apertura ufficiale è prevista per sabato 26 settembre alle ore 18, con il vernissage alla Fondazione Cominelli.

La mostra resterà aperta fino al 24 ottobre 2026, il sabato e la domenica dalle 9 alle 13 e dalle 15 alle 19. Sono inoltre previste aperture infrasettimanali dedicate a scolaresche e gruppi, su appuntamento.

La Fondazione Cominelli si trova in via Padre Francesco Santabona 9, a San Felice del Benaco.

I 28 artisti

Sono Agostino Arrivabene, Alessia Gatti, Anna Ghilardi, Antonio Marchetti Lamera, Dario Tironi, Elena Monzo, Fidia, Filippo Dobrilla, Francesco De Molfetta, Gianfranco Gentile, Giuseppina Fontana, Harry Greb, Imma Parenti, Luca Bray, Luis Perlanera, Marco Bertin, Margherita Martinelli, Massimo Mariano, Michelangelo Galliani, Nicola Vinci, Pierluca Cetera, Rosario Fossati, Silvia Sangaletti, Silvia Trappa, Uber, Vanni Cuoghi, Vincenzo Pagliuca e Wlady Sacchi.

Ventotto presenze, dunque, per un unico percorso corale che sceglie un titolo esplicito e un messaggio altrettanto diretto: utilizzare l’arte per interrogarsi sulla guerra e riportare al centro la parola pace.