Valle Camonica Capitale Italiana della Cultura 2029: 40 Comuni uniti per costruire il futuro
La Valle Camonica lancia ufficialmente la propria sfida per diventare Capitale Italiana della Cultura 2029. La candidatura è stata presentata oggi, lunedì 14 settembre, nella Sala Pirelli del Grattacielo Pirelli a Milano, con un progetto che punta a trasformare una storia lunga millenni in una piattaforma di sviluppo per il futuro.
Il claim scelto per accompagnare il percorso è “10.000 anni di futuro”: una sintesi che vuole mettere insieme l’eredità culturale della Valle e le grandi sfide del presente, dalla sostenibilità alla mobilità, dall’accessibilità al turismo, dalla ricerca alle nuove tecnologie, fino alle opportunità per i giovani.
La candidatura ha una caratteristica precisa: non è quella di un singolo Comune. Tutti i 40 Comuni della Valle Camonica hanno scelto di presentarsi insieme, come una capitale diffusa, con l’obiettivo di mettere in rete patrimonio, comunità, imprese, istituzioni e competenze.
La Valle Camonica è ufficialmente tra le 17 realtà che hanno manifestato interesse per il titolo di Capitale Italiana della Cultura 2029. Il percorso nazionale prevede ora la presentazione del dossier entro il 23 settembre, quindi la selezione delle finaliste da parte di una Giuria di sette esperti.
“Una sfida che può generare sviluppo e occupazione”
A sostenere il progetto c’è anche Regione Lombardia. Per Diego Invernici, consigliere regionale, la candidatura rappresenta molto più di una vetrina per il territorio.
“Sostenere e accompagnare la candidatura della Valcamonica a Capitale Italiana della Cultura 2029 – sottolinea Invernici – è un impegno che ho assunto fin dal primo momento, portando la voce e le esigenze del nostro territorio al centro dell’agenda di Regione Lombardia”.
Il consigliere regionale evidenzia soprattutto la scelta dei 40 Comuni di superare i confini amministrativi: “Stiamo accreditando un modello di sviluppo unico in Italia, dove 40 Comuni superano i confini individuali per presentarsi come un’unica comunità coesa”.
E guarda agli effetti che il progetto potrebbe produrre anche sul piano economico e occupazionale: “La nostra sfida dimostra che la cultura e l’identità montana sono motori concreti di economia, occupazione per i giovani e visione per il futuro dell’intero Paese”.
La candidatura, quindi, viene presentata come un investimento che va oltre il 2029: l’obiettivo è utilizzare la cultura per rafforzare le comunità, attrarre competenze e investimenti e migliorare la qualità della vita di chi vive e lavora in Valle.
Ziliani: “La Valle ha dimostrato un grande entusiasmo”
A costruire il percorso sul territorio è stata Priscilla Ziliani, assessore alla Cultura della Comunità Montana di Valle Camonica.
“In questi mesi abbiamo fatto insieme un percorso intenso – ha dichiarato – abbiamo incontrato associazioni, operatori culturali ed economici, forze politiche ed istituzionali, e tutto il territorio ha dimostrato un grande entusiasmo partecipando alla progettazione dei contenuti del dossier”.
Per Ziliani la forza del progetto sta proprio nella partecipazione: “Se l’energia è quella dimostrata finora, la Valle Camonica saprà essere all’altezza di questa sfida nazionale”.
L’assessore ha quindi ringraziato Regione Lombardia, i consiglieri regionali bresciani e gli amministratori dei Comuni camuni, sottolineando come la candidatura sia stata costruita come un’alleanza territoriale.
Il patrimonio UNESCO come punto di partenza
La candidatura può contare su un patrimonio culturale di straordinario rilievo. L’Arte Rupestre della Valcamonica è stata iscritta nel 1979 nella Lista del Patrimonio Mondiale UNESCO, diventando il primo sito italiano a ottenere il riconoscimento. Nel 2029 ricorreranno quindi i cinquant’anni dall’iscrizione.
È un patrimonio che comprende migliaia di incisioni e testimonianze distribuite lungo la Valle, ma che si affianca a parchi archeologici, testimonianze romane, castelli, arte sacra, borghi storici, memoria del lavoro e produzione culturale contemporanea.
A questa eredità si aggiunge la dimensione ambientale. La Valle Camonica-Alto Sebino è Riserva della Biosfera UNESCO e presenta una straordinaria varietà di paesaggi, dal Lago d’Iseo alle montagne dell’Adamello, con un dislivello che arriva fino ai 3.539 metri della vetta dell’Adamello.
Non solo memoria: infrastrutture, musei e nuovi spazi
Il progetto punta a trasformare il patrimonio in un sistema culturale più accessibile e contemporaneo.
Tra gli interventi indicati figurano l’apertura al pubblico del santuario megalitico di Pat a Ossimo e programmi di recupero e adeguamento di spazi culturali. Tra questi la Chiesa di Sant’Antonio a Breno, con gli affreschi di Girolamo Romanino, il Castello medievale di Cimbergo e la Cittadella della Cultura di Capo di Ponte, sede del Centro Camuno di Studi Preistorici.
Sono previsti inoltre il nuovo museo dedicato all’artista camuna Franca Ghitti a Darfo Boario Terme, un centro di documentazione a Ponte di Legno dedicato allo scultore e medaglista Ettore Calvelli e un collegamento accessibile tra il Castello medievale e il centro storico di Breno.
Tra gli interventi già programmati figurano anche un nuovo hub culturale e museale interattivo a Ceto dedicato alla Valle dei Segni, progettato dallo studio di Michele De Lucchi, il nuovo Visitor Centre di Capo di Ponte con il riallestimento del MuPre e il campus universitario di Edolo destinato agli studenti fuori sede e internazionali di UNIMONT.
Un programma costruito dal territorio
Il programma culturale non nasce esclusivamente dalle istituzioni, ma da un percorso di ascolto e progettazione partecipata che ha coinvolto Comuni, scuole, giovani, associazioni, terzo settore, imprese, università, centri di ricerca e operatori culturali.
I tavoli tematici hanno messo al centro questioni che vanno oltre la semplice programmazione degli eventi: turismo, mobilità, accessibilità, lavoro, welfare, ambiente, cambiamento climatico, innovazione e nuove tecnologie.
La candidatura punta infatti a fare della cultura uno strumento concreto di trasformazione. Ricerca, archeologia, scienza e tecnologie digitali dovranno servire anche a rileggere e rendere più accessibile il patrimonio.
Un ruolo particolare sarà affidato ai giovani. Nel percorso è nata una Consulta dei Giovani, chiamata a partecipare alla costruzione delle iniziative e non semplicemente a esserne destinataria.
Cultura e impresa, insieme per il 2029
Anche il mondo economico è coinvolto attraverso un Comitato dei Sostenitori che riunisce realtà del sistema produttivo e associativo, tra cui Confindustria, Assocamuna, Confartigianato, SolCo Camunia, imprese, fondazioni bancarie e altri soggetti privati.
Un’attenzione particolare è riservata alla mobilità. Il confronto coinvolge gli operatori del trasporto, tra cui il sistema FNM-Trenord, con l’obiettivo di rafforzare i collegamenti tra la linea Brescia-Iseo-Edolo, il trasporto locale, le valli laterali e i principali luoghi della cultura.
Sul fronte turistico si lavora invece a un modello di ospitalità diffuso e sostenibile, coerente con le caratteristiche della Valle.
L’idea è creare una rete stabile tra amministrazioni, imprese, università, cultura, giovani e comunità: una delle eredità più importanti che la candidatura vorrebbe lasciare anche nel caso in cui il titolo non arrivasse.
Sabato la presentazione ufficiale a Capo di Ponte
Il prossimo appuntamento è fissato per sabato 19 settembre alle 17, al Museo Nazionale della Preistoria della Valle Camonica di Capo di Ponte.
Per trasformare l’evento in una festa condivisa è stato organizzato un treno speciale gratuito. La partenza è prevista dalla stazione di Pisogne alle 16, con ritrovo alle 15.30. Dopo la cerimonia, il treno ripartirà alle 18.40 verso Edolo, dove sono previsti gli interventi delle associazioni culturali e una degustazione di prodotti locali.
La partecipazione è gratuita, ma è necessaria la prenotazione fino a esaurimento dei posti. Il termine indicato per le prenotazioni è martedì 15 settembre.
La candidatura entra così nella fase decisiva. Il Ministero della Cultura ha previsto per il 2029 una selezione nazionale: dopo la manifestazione di interesse, i territori devono presentare il dossier progettuale; una Giuria di sette esperti selezionerà fino a dieci finaliste e la vincitrice riceverà un contributo di un milione di euro.
La Valle Camonica parte dunque dalla propria storia, ma prova a giocare la partita del futuro. “10.000 anni di futuro” è il messaggio: non soltanto celebrare ciò che è stato, ma utilizzare quel patrimonio per costruire nuove opportunità, soprattutto per le generazioni che verranno.
