Sonico e Vione, la pioggia fa paura ma la Val Rabbia e il Vallaro restano fermi: continua il monitoraggio
Nella notte precipitazioni deboli e senza nuovi movimenti. A Edolo caduti circa 4,6 millimetri contro i 140 del 20 agosto. A Rino presidio della Protezione civile 24 ore su 24. A Stadolina arrivati i tecnici dell’Utr per programmare gli interventi urgenti
Una notte di pioggia, ma senza nuovi movimenti dei due fronti che da una settimana tengono con il fiato sospeso l’alta Valle Camonica. A Rino di Sonico e Stadolina di Vione la situazione resta sotto stretta osservazione dopo il devastante dissesto di giovedì 20 agosto, quando le colate della Val Rabbia e l’esondazione del Vallaro hanno trascinato a valle enormi quantità di fango, acqua e detriti, provocando danni pesantissimi a infrastrutture e viabilità. La Prefettura di Brescia aveva già evidenziato come le principali criticità avessero interessato Sonico, con il crollo del ponte di Rino, e Vione, dove il Vallaro era uscito dal proprio alveo.
La pioggia tornata a cadere nella notte tra martedì e mercoledì non ha fortunatamente provocato nuovi segnali di movimento. Le precipitazioni sono rimaste contenute e non sono stati registrati temporali particolarmente intensi. Alla stazione meteorologica di Edolo l’accumulo è stato di circa 4,6 millimetri, una quantità molto lontana dai valori registrati il 20 agosto, quando in alta Valle Camonica erano stati misurati accumuli nell’ordine dei 140 millimetri.
La Val Rabbia resta sotto osservazione
A Rino l’attenzione resta concentrata soprattutto sulla parte finale della Val Rabbia, teatro della colata che il 20 agosto ha travolto il ponte e raggiunto il fondovalle. La struttura che collegava Rino a Sonico è crollata sotto la forza della massa di acqua e detriti, mentre il materiale accumulato alla confluenza con l’Oglio aveva contribuito all’esondazione del fiume e all’interruzione della Statale 42.
Durante la notte una potente torre faro ha illuminato la forra soprastante Rino, mentre i volontari della Protezione civile hanno continuato a controllare il corso d’acqua. Particolare attenzione viene riservata all’area della passerella pedonale, presidiata senza interruzioni, 24 ore su 24.
L’allerta resta al momento verde, ma questo non significa che la situazione sia considerata definitivamente risolta. Il monitoraggio prosegue proprio perché eventuali nuove precipitazioni intense potrebbero modificare rapidamente il quadro. E c’è una conseguenza precisa già stabilita nei protocolli di sicurezza: qualora il livello di rischio dovesse salire oltre la soglia prevista, la Statale 42 del Tonale verrebbe chiusa immediatamente.
Gli escavatori continuano a lavorare
Intanto prosegue il lavoro sul terreno. Nella zona di Mollo, a Sonico, martedì mattina la circolazione sulla Statale 42 è stata regolata per circa due ore a senso unico alternato. Gli operai hanno lavorato alla pulizia di un canale di scolo e di uno scarico verso il fiume, liberandoli dalla fanghiglia accumulata dopo l’ondata di maltempo.
Gli escavatori continuano inoltre a rimuovere il materiale depositato negli alvei della Rabbia e dell’Oglio. È un lavoro necessario sia per ripristinare la funzionalità dei corsi d’acqua sia per aumentare i margini di sicurezza nel caso di nuove piogge.
Il problema, però, non si esaurisce con la rimozione dei detriti. In Val Rabbia rimane infatti una quantità molto importante di materiale instabile e il tema ora è quello degli interventi strutturali. Tra le ipotesi allo studio c’è anche la realizzazione di un vallo a protezione della Statale 42, una soluzione che dovrebbe contribuire a proteggere la viabilità da eventuali nuove colate.
La gravità dell’evento del 20 agosto è stata particolarmente evidente proprio a Sonico: la colata ha distrutto il ponte di Rino, ricostruito nel 2014 dopo il precedente dissesto del 2012.
A Vione si lavora sulle opere urgenti
Situazione delicata anche a Stadolina, frazione di Vione, dove il torrente Vallaro aveva esondato durante l’ondata di maltempo del 20 agosto, rendendo necessaria l’evacuazione di circa 70 persone. Il sindaco Stefano Tomasi aveva sottolineato come gli interventi realizzati negli ultimi anni, compresa la pulizia delle briglie, avessero contribuito a evitare conseguenze ancora più gravi.
Nelle ultime ore sono arrivati in zona i funzionari dell’Utr di Brescia, l’Ufficio territoriale regionale, che hanno incontrato il sindaco per fare il punto sulle opere più urgenti e sulle priorità da finanziare.
A disposizione del territorio ci sono circa 700mila euro messi a disposizione da Regione Lombardia attraverso i fondi di pronto intervento. Risorse importanti, ma che dovranno essere indirizzate agli interventi considerati più urgenti per mettere in sicurezza il territorio.
Il quadro emerso nei giorni scorsi, del resto, racconta di una situazione che richiederà interventi ben più ampi nel medio e lungo periodo. Un sopralluogo effettuato a Vione aveva evidenziato la presenza in quota di circa due milioni di metri cubi di materiale, una parte del quale ancora instabile. Il vascone di laminazione aveva retto l’urto della colata, riempiendosi per circa 60mila metri cubi, e sono già iniziate le operazioni per recuperare parte della sua capacità.
Una settimana dopo, l’emergenza non è finita
Il quadro, quindi, resta caratterizzato da una doppia esigenza: da una parte mantenere un controllo costante sui torrenti e sulle aree maggiormente esposte, dall’altra accelerare gli interventi di ripristino e di messa in sicurezza.
Il 20 agosto l’evento aveva provocato conseguenze eccezionali: la colata della Val Rabbia aveva raggiunto la Statale 42, il ponte di Rino era crollato e il collegamento tra alta e bassa Valle Camonica era stato fortemente compromesso. A Vione, contemporaneamente, il Vallaro aveva superato gli argini.
La notte appena trascorsa ha dunque portato una buona notizia, ma non ancora la fine dell’emergenza. Nessun nuovo movimento, precipitazioni contenute e torrenti sotto controllo. Ma a Rino, Sonico, Stadolina e Vione il livello di attenzione rimane massimo.
La parola d’ordine, in questa fase, resta prudenza: monitorare, liberare gli alvei dal materiale accumulato e preparare gli interventi strutturali necessari per evitare che una nuova ondata di maltempo possa trasformarsi nuovamente in un’emergenza.
