Spedali Civili di Brescia, primo centro pubblico lombardo per il trattamento delle patologie dell’aorta

L’ospedale bresciano entra nel Gruppo A della nuova Rete regionale di Chirurgia Vascolare. In media 137 interventi l’anno sulla casistica aortica considerata dalla Regione. Un modello multidisciplinare che arriva a gestire circa 330 casi complessivi ogni anno, con chirurgia, tecniche endovascolari e procedure ibride.

Gli Spedali Civili di Brescia conquistano un ruolo di primo piano nella nuova organizzazione della chirurgia vascolare lombarda. L’ospedale bresciano è infatti il primo centro pubblico della Lombardia per volume medio di attività nel trattamento della patologia aortica, secondo i dati utilizzati da Regione Lombardia per la costituzione della nuova Rete regionale di Chirurgia Vascolare.

La rilevazione regionale, relativa al triennio 2023-2025, attribuisce agli Spedali Civili una media di 137 interventi all’anno nella casistica presa in considerazione dal provvedimento. Un volume che, insieme alle competenze specialistiche e alla disponibilità di tecnologie avanzate, ha portato l’ospedale di Brescia all’interno del Gruppo A, la fascia dei centri chiamati a gestire l’intero spettro delle patologie dell’aorta.

Il riconoscimento si inserisce in un percorso di crescente specializzazione della struttura bresciana. L’attività scientifica della Divisione di Chirurgia Vascolare dell’Università e ASST Spedali Civili comprende infatti anche procedure complesse sull’aorta toracica e toraco-addominale, con approcci endovascolari e ibridi.

Nel Gruppo A i casi più complessi

La nuova rete regionale individua 17 centri nel Gruppo A, strutture in grado di affrontare tutte le principali forme di patologia aortica: dall’aorta addominale a quella toracica e toraco-addominale, comprese le condizioni più complesse.

Per rientrare in questa categoria non è sufficiente avere elevati volumi di attività. Sono necessarie competenze specialistiche integrate e una dotazione tecnologica adeguata, insieme alla presenza di Cardiochirurgia, Terapia intensiva, diagnostica avanzata, sala ibrida ed équipe vascolare attivabile 24 ore su 24.

L’obiettivo è garantire la presa in carico anche dei pazienti che presentano condizioni particolarmente delicate e che richiedono decisioni rapide e condivise tra specialisti diversi.

L’aortic team: un’unica équipe per una patologia complessa

Le più recenti indicazioni internazionali considerano l’aorta come un unico organo, dalla radice aortica fino alle arterie iliache. Le diverse porzioni dell’aorta possono richiedere competenze differenti, ma il trattamento dei casi complessi necessita di un coordinamento stretto.

È il principio alla base dell’aortic team, il modello multidisciplinare che riunisce chirurghi vascolari, cardiochirurghi, anestesisti e rianimatori, cardiologi, radiologi e gli altri specialisti necessari in relazione al singolo paziente.

Anche a Brescia questo approccio rappresenta un elemento centrale. L’obiettivo è arrivare rapidamente a una diagnosi condivisa e stabilire il trattamento più appropriato, scegliendo tra chirurgia tradizionale, procedura endovascolare o approccio ibrido, accompagnando poi il paziente nel percorso successivo e nel follow-up.

La vocazione degli Spedali Civili per la patologia aortica complessa trova conferma anche nella produzione scientifica internazionale: la struttura bresciana è coinvolta in studi e pubblicazioni su tecniche avanzate di trattamento endovascolare degli aneurismi aortici complessi.

Circa 330 casi ogni anno lungo tutto il percorso dell’aorta

Considerando l’attività complessiva dell’aortic team, gli Spedali Civili trattano circa 330 casi ogni anno, interessando l’intero decorso dell’aorta: dalla radice e dall’aorta ascendente fino ai tratti toracici e addominali e ai vasi iliaci.

Si tratta quindi di una casistica più ampia rispetto ai soli interventi considerati nella rilevazione regionale che ha portato al riconoscimento del Gruppo A.

«Questa attività testimonia la capacità degli Spedali Civili di trattare l’intero spettro delle patologie aortiche, comprese quelle che coinvolgono più segmenti dell’aorta e richiedono l’integrazione tra Chirurgia vascolare, Cardiochirurgia e le altre specialità», ha dichiarato Luigi Cajazzo, Direttore Generale della ASST Spedali Civili di Brescia.

Per affrontare le situazioni più complesse vengono utilizzate tecniche chirurgiche, endovascolari e ibride. Tra queste ci sono anche le endoprotesi fenestrate e ramificate, dispositivi progettati per consentire il trattamento dell’aorta preservando il flusso sanguigno verso le principali arterie che si diramano da essa.

Una rete regionale per portare il paziente nel centro giusto

La nuova organizzazione lombarda punta a costruire un percorso nel quale ogni paziente venga indirizzato verso il centro più adeguato in base alla complessità della patologia.

Un modello che richiama quello già utilizzato per altre condizioni tempo-dipendenti, come infarto e ictus: concentrare i casi più complessi nei centri dotati delle competenze e delle tecnologie necessarie, garantendo allo stesso tempo tempestività e continuità assistenziale.

In questo sistema gli Spedali Civili sono chiamati dunque a svolgere un ruolo di riferimento per la chirurgia aortica ad alta complessità.

«Essere un centro ad alto volume significa anche svolgere un ruolo di primo piano nella ricerca clinica e nell’innovazione, favorendo l’accesso a nuovi materiali protesici, sistemi di imaging avanzato, strumenti di simulazione e tecnologie basate sull’intelligenza artificiale», ha aggiunto Cajazzo.

Chirurgia, università e formazione dei nuovi specialisti

Un altro elemento distintivo del centro bresciano è il rapporto con l’Università degli Studi di Brescia. La Struttura Complessa di Chirurgia Vascolare della ASST Spedali Civili, diretta dal professor Stefano Bonardelli, è infatti anche sede della Scuola di Specializzazione in Chirurgia Vascolare dell’ateneo bresciano.

La collaborazione tra ospedale e università non riguarda soltanto la formazione teorica e tecnica. Lavorare all’interno di un aortic team permette ai giovani medici di confrontarsi direttamente con casi complessi e di sviluppare una competenza che va oltre la singola procedura.

La gestione delle patologie dell’aorta richiede infatti non soltanto abilità chirurgiche e conoscenza delle tecnologie, ma anche la capacità di lavorare in squadra, condividere rapidamente le informazioni cliniche e individuare il trattamento più adatto a ogni singolo paziente.

Il riconoscimento ottenuto nella nuova rete regionale lombarda consolida così il ruolo degli Spedali Civili di Brescia come centro pubblico di riferimento per la patologia aortica, mettendo insieme volumi di attività, alta specializzazione, tecnologie avanzate, ricerca e formazione.