Salò, ordigno della Grande Guerra riaffiora dal Garda: area delimitata in attesa degli artificieri

Il residuato bellico è stato individuato lungo la costa di via Tavine, davanti al parcheggio del cimitero. In base a una prima analisi potrebbe trattarsi di una granata d’artiglieria della Prima guerra mondiale. Martedì mattina l’intervento del Genio Guastatori di Cremona.

Un pezzo della storia bellica del Novecento è tornato a riaffiorare dalle acque del lago di Garda, questa volta a Salò. Un ordigno è stato individuato nei giorni scorsi lungo la costa in zona via Tavine, proprio davanti all’ingresso del parcheggio situato nei pressi del cimitero.

La segnalazione è arrivata ai Carabinieri, che hanno immediatamente interessato le autorità competenti. A una prima valutazione, il reperto potrebbe essere una granata d’artiglieria risalente alla Prima guerra mondiale, ma si tratta ancora di un’ipotesi: saranno gli specialisti a stabilire con precisione la natura e le condizioni dell’ordigno.

La presenza del manufatto non è passata inosservata perché il reperto si trova a pochissima distanza dalla riva. Il movimento delle acque e le caratteristiche del fondale ne hanno favorito l’emersione e la visibilità.

Area delimitata e massima cautela

Dopo la segnalazione, la zona interessata è stata delimitata e messa in sicurezza, in attesa dell’intervento degli artificieri.

Si tratta di un tratto di costa particolare: secondo le ricostruzioni, non è una vera e propria spiaggia attrezzata, ma una stretta fascia di battigia, di poco più di un metro, situata sotto il muro di contenimento della strada e del parcheggio e senza un vero accesso diretto.

La precauzione resta comunque fondamentale. Un ordigno rimasto per decenni sul fondo del lago può infatti conservare una potenziale pericolosità, nonostante il lungo periodo trascorso sott’acqua.

Per questo sono state attivate le procedure previste in questi casi, con l’intervento delle forze dell’ordine e l’attesa del personale militare specializzato.

Arrivano gli artificieri del Genio di Cremona

L’intervento è programmato per la mattina di martedì 18 agosto. Sul posto sono attesi gli artificieri del Genio di Cremona, che dovranno esaminare il reperto e stabilire come procedere.

La prima fase sarà quella di valutazione delle condizioni dell’ordigno. In base agli accertamenti verranno quindi definite le modalità per la messa in sicurezza e l’eventuale rimozione. Al momento non è dunque possibile stabilire con certezza se il manufatto verrà semplicemente recuperato oppure se sarà necessario procedere a una successiva neutralizzazione.

L’indicazione è quindi quella di non avvicinarsi all’area delimitata e di rispettare le disposizioni impartite dalle autorità fino al termine delle operazioni.

Non è il primo ordigno ritrovato a via Tavine

Il ritrovamento riporta alla memoria altri episodi simili avvenuti proprio nella stessa zona. Il 23 dicembre 2014, gli artificieri, affiancati dal Nucleo SDAI della Marina Militare, erano intervenuti per recuperare una bomba a mano individuata sul fondale davanti alla spiaggia di via Tavine da alcuni subacquei. Anche in quel caso l’ordigno era stato successivamente fatto brillare.

Il Garda continua del resto a restituire, a distanza di decenni, residuati bellici dei due conflitti mondiali. Nel gennaio 2025, ad esempio, tre granate d’artiglieria furono individuate davanti alla costa di Tignale, tra il Prà de la Fam e il porto, e successivamente recuperate e fatte brillare in una cava.

Anche sulle colline di Salò recenti ritrovamenti

Non ci sono soltanto le acque del lago a conservare tracce della storia bellica del territorio. Nel maggio 2026, sulle colline tra Salò e Roè Volciano, nella zona dove sorgeva una polveriera militare della Prima guerra mondiale, erano state trovate due bombe a mano, poi fatte brillare dagli specialisti.

Il Comune di Salò aveva adottato un’ordinanza per interdire le aree interessate, dopo il ritrovamento di residuati bellici e l’intervento del 10° Reggimento Genio Guastatori di Cremona. La documentazione comunale ricorda inoltre la presenza storica, nella zona, di una polveriera poi distrutta da un bombardamento nel novembre 1944, circostanza che potrebbe spiegare la presenza di ulteriori residuati bellici nel territorio.

La prudenza prima di tutto

Il nuovo ritrovamento di via Tavine conferma dunque quanto sia ancora importante prestare attenzione alla presenza di residuati bellici, anche a distanza di oltre un secolo dalla Prima guerra mondiale.

L’ordigno individuato a Salò sarà ora affidato alla valutazione degli specialisti. Saranno gli artificieri a stabilire le modalità più sicure per la sua gestione, mentre l’area resta delimitata per evitare che cittadini e frequentatori del lago possano avvicinarsi.

Un reperto riemerso dal Garda dopo decenni, dunque, ma soprattutto un intervento che richiede massima prudenza e procedure specialistiche prima di poter dichiarare l’area nuovamente sicura.