Incendio alla Valli di Lonato, nuova ordinanza: finestre riaperte ma restano le precauzioni
La fase più critica dell’incendio alla Valli Spa di Castel Venzago, nel territorio di Lonato del Garda, è conclusa. Il Comune ha quindi aggiornato le misure precauzionali introdotte dopo il rogo divampato domenica 12 luglio nel capannone destinato allo stoccaggio di materiale plastico.
Con la nuova ordinanza sindacale non è più necessario tenere chiuse le finestre delle abitazioni. Restano però alcune raccomandazioni e limitazioni rivolte in particolare ai residenti e alle attività situati entro un raggio di un chilometro dallo stabilimento.
La decisione è stata assunta dopo il tavolo tecnico di mercoledì 15 luglio tra l’Amministrazione comunale e gli enti impegnati nella gestione dell’evento. Gli organismi coinvolti hanno confermato la conclusione della fase acuta e definito la situazione «sotto controllo e non emergenziale», pur mantenendo attivi i monitoraggi ambientali.
Finestre aperte, consigliata la pulizia dei filtri
La principale novità riguarda la possibilità di riaprire le finestre. Il provvedimento adottato nelle ore dell’incendio, quando la nube di fumo si era estesa nell’area circostante, non viene più ritenuto necessario.
Il Comune consiglia però di pulire i filtri degli impianti di condizionamento e dei sistemi utilizzati per il trattamento dell’aria. La raccomandazione interessa soprattutto le abitazioni e le attività che si trovano nel raggio di un chilometro dalla Valli Spa.
Restano inoltre in vigore alcune cautele legate agli alimenti e agli animali, in attesa che i successivi monitoraggi consentano di completare il quadro sugli effetti del rogo.
Stop al consumo dei prodotti raccolti negli orti
In via precauzionale, il Comune raccomanda di non consumare frutta e verdura provenienti da orti e campi situati nell’area interessata.
L’indicazione riguarda anche gli alimenti e l’acqua rimasti all’aperto e potenzialmente esposti alla ricaduta di cenere, particolato o altri residui prodotti dalla combustione.
Le scorte alimentari destinate alle persone o agli animali devono essere conservate e protette in modo da evitare il contatto con eventuali depositi provenienti dall’esterno.
Le disposizioni resteranno valide fino alla diffusione di ulteriori aggiornamenti da parte degli enti tecnici competenti.
Animali da cortile ancora al chiuso
L’ordinanza mantiene anche la prescrizione di tenere al chiuso gli animali da cortile, con particolare attenzione alle specie avicole.
Galline e altri animali non devono essere lasciati razzolare all’aperto nelle zone comprese entro il raggio indicato, per evitare il contatto con terreno, vegetazione o alimenti eventualmente interessati dalle ricadute.
Non sono invece previste limitazioni specifiche per gli animali d’affezione, come cani e gatti. Gli esperti coinvolti nel tavolo tecnico non hanno ritenuto necessarie misure particolari per la loro gestione.
I primi risultati delle analisi di Arpa
La revisione delle misure è arrivata dopo la diffusione dei primi dati raccolti da Arpa Lombardia attraverso il campionatore ad alto volume posizionato nell’area.
Nei primi due campioni sono state rilevate concentrazioni di diossine e furani pari rispettivamente a 4,15 e 15,31 picogrammi WHO-TEQ per metro cubo d’aria. Arpa ha parlato di una significativa alterazione rispetto ai livelli ordinariamente riscontrabili, compatibile con le emissioni prodotte dall’incendio e dalla combustione dei materiali plastici.
L’Agenzia ha però precisato che il valore richiamato nella letteratura scientifica per valutare la presenza di una sorgente emissiva locale non costituisce né un limite normativo sulla qualità dell’aria né una soglia sanitaria direttamente applicabile alla valutazione dell’esposizione umana.
Il benzo(a)pirene, unico idrocarburo policiclico aromatico per il quale la normativa stabilisce un valore obiettivo, è risultato invece inferiore al limite di quantificazione del metodo analitico.
«Situazione sotto controllo e non emergenziale»
«Comprendo le preoccupazioni che questa situazione ha generato nella nostra comunità», ha dichiarato il sindaco di Lonato del Garda, Nicola Bianchi.
«L’esito dell’incontro che si è svolto ieri pomeriggio ha delineato il quadro di una situazione sotto controllo e non emergenziale».
Il Comune continuerà ad aggiornare la popolazione non appena saranno disponibili nuovi risultati, adottando le decisioni sulla base delle valutazioni degli organismi tecnici.
Acque di spegnimento trattenute nello stabilimento
Durante il tavolo tecnico è stato fatto il punto anche sulle operazioni di spegnimento.
Secondo quanto comunicato dal Comune, le attività sono state condotte con l’obiettivo di limitare il più possibile la dispersione delle sostanze nell’aria. Le acque utilizzate per domare le fiamme sono state trattenute all’interno dello stabilimento, evitando che fuoriuscissero nell’ambiente circostante.
I monitoraggi proseguiranno per valutare con maggiore precisione le conseguenze dell’incendio e verificare l’evoluzione della qualità dell’aria.
Fino alla pubblicazione dei prossimi risultati resta quindi valido un principio di prudenza: finestre nuovamente aperte, ma attenzione ai prodotti coltivati, agli alimenti lasciati all’esterno e agli animali da cortile.
(Immagine di copertina: Vigili del Fuoco)
