Schianto mortale in Val di Ledro: perde la vita Renis Domi, 42enne di Concesio

Una gita in motocicletta si è trasformata in tragedia nel primo pomeriggio di domenica 12 luglio, lungo la strada statale 240 della Val di Ledro. Renis Domi, 42 anni, residente a Concesio e conosciuto anche a Sarezzo e in diversi Comuni della Valtrompia, ha perso la vita nel violento scontro tra la sua Yamaha R1 e una Renault Clio guidata da una donna di 67 anni.

L’incidente si è verificato poco dopo le 15 in località Santa Lucia, nel territorio di Bezzecca, lungo il tratto compreso in direzione di Tiarno. Secondo la prima ricostruzione, l’utilitaria stava effettuando una svolta a sinistra proprio mentre sopraggiungeva la motocicletta. L’urto è stato violentissimo e il quarantaduenne è stato sbalzato dalla sella, terminando a decine di metri dal punto d’impatto.

Per il motociclista non c’è stato nulla da fare nonostante il rapido intervento dei soccorritori. La conducente dell’automobile, residente nella zona, è stata invece trasportata in gravi condizioni all’ospedale Santa Chiara di Trento. La dinamica completa resta al vaglio della Polizia Stradale, intervenuta per i rilievi e per ricostruire posizione, velocità e traiettoria dei due veicoli.

L’impatto sul ponte di Santa Lucia

Lo schianto si è verificato in corrispondenza del ponte di Santa Lucia, lungo una strada molto frequentata nei fine settimana estivi da motociclisti e automobilisti diretti verso la Val di Ledro.

In base agli elementi raccolti nelle prime ore, la Renault Clio condotta dalla sessantasettenne avrebbe iniziato una manovra di svolta a sinistra mentre Renis Domi stava sopraggiungendo in sella alla Yamaha.

Il motociclista avrebbe azionato il freno nel tentativo di evitare l’impatto, senza però riuscire a fermarsi o cambiare traiettoria in tempo. Dopo la collisione è stato proiettato per circa quaranta metri, mentre la motocicletta è stata quasi completamente distrutta.

Le condizioni dei mezzi e la distanza percorsa dal corpo dopo lo scontro hanno indotto gli investigatori a valutare anche la velocità della moto. Si tratta tuttavia di un’ipotesi investigativa ancora da verificare attraverso rilievi, testimonianze ed eventuali immagini disponibili.

I soccorsi e il trasferimento della conducente

Sul posto sono arrivati il personale sanitario, i Vigili del fuoco volontari della zona e gli agenti della Polizia Stradale.

I soccorritori hanno tentato di assistere il quarantaduenne, ma le lesioni riportate nell’impatto si sono rivelate fatali. Il decesso è stato constatato sul luogo dell’incidente.

La donna alla guida della Clio è stata stabilizzata e trasferita in codice rosso al Santa Chiara di Trento. Le sue condizioni sono state definite gravi nelle prime informazioni diffuse dopo lo schianto.

La statale è rimasta interessata dalle operazioni di soccorso, dai rilievi e dalla rimozione dei veicoli. Gli accertamenti dovranno chiarire con precisione la sequenza della manovra e l’eventuale concorso di più fattori.

La compagna viaggiava poco distante

Renis Domi non era solo. La compagna stava percorrendo la stessa strada su un’altra motocicletta, a breve distanza da lui, e avrebbe assistito alle conseguenze del drammatico incidente.

Quella trascorsa in Trentino doveva essere una giornata dedicata a una delle grandi passioni del quarantaduenne. La motocicletta occupava infatti un posto importante nella sua vita, come mostrano anche le fotografie pubblicate sui social nei giorni precedenti.

L’ultima immagine condivisa lo ritraeva accanto alla sua Yamaha R1, con il paesaggio montano sullo sfondo. Aveva ripreso a utilizzare con continuità la moto verso la fine del 2025, dopo un periodo nel quale l’aveva lasciata in garage.

Una vita tra Concesio, Sarezzo e la Valtrompia

Renis Domi, di origine albanese ma da molti anni residente nel Bresciano, viveva a Concesio. In precedenza aveva abitato a lungo a Sarezzo, dove era conosciuto da numerose persone.

Per alcuni anni aveva lavorato come addetto alla sicurezza in diversi locali della Valtrompia, tra i quali la Compagnia del Caffè di Gardone Val Trompia. Un’attività che gli aveva permesso di costruire nel tempo una vasta rete di conoscenze.

Aveva lavorato anche nel settore metalmeccanico, occupandosi dell’attrezzaggio delle trance e del posizionamento degli stampi sotto le presse in un’azienda di Lumezzane.

La notizia della sua morte si è diffusa rapidamente tra Concesio, Sarezzo, Gardone e Lumezzane, suscitando incredulità e dolore tra amici, conoscenti ed ex colleghi.

Il dolore per il figlio di sei anni

A rendere ancora più drammatica la vicenda è il legame che Renis Domi aveva con il figlio di sei anni.

Chi lo conosceva lo descrive come un padre molto presente, che cercava di trascorrere con il bambino ogni momento libero. Proprio il figlio rappresentava uno dei punti centrali della sua vita.

La comunità della Valtrompia si stringe ora attorno alla famiglia, colpita da una perdita improvvisa avvenuta durante una normale uscita domenicale.

Gli accertamenti della Polizia Stradale

La Polizia Stradale dovrà ricostruire in modo definitivo la dinamica del frontale.

Saranno analizzati il punto esatto della collisione, le tracce lasciate sull’asfalto, i danni riportati dai veicoli e le dichiarazioni delle persone presenti. Potranno essere acquisiti anche eventuali filmati registrati da telecamere della zona o da altri mezzi in transito.

L’inchiesta dovrà stabilire se la svolta della Clio sia avvenuta quando la motocicletta era già visibile e a quale velocità procedesse la Yamaha. Qualunque valutazione sulle responsabilità resta quindi prematura.

La tragedia di Bezzecca aggiunge un’altra vittima al pesante bilancio degli incidenti che, anche in questa estate, stanno coinvolgendo motociclisti sulle strade del Bresciano e delle province vicine.

 

 

(Immagine di copertina: Questa è la Valtrompia | Pagina Facebook)