Euro digitale, Vivaldini: “Più autonomia per l’Europa e meno costi per imprese e commercianti”

Primo passo avanti in Europa per l’euro digitale. La Commissione ECON del Parlamento europeo ha approvato il report sul futuro della moneta digitale europea, aprendo una nuova fase del confronto istituzionale su uno dei dossier economici più strategici per l’Unione.

A commentare il voto è l’eurodeputata bresciana Mariateresa Vivaldini, membro della Commissione per i problemi economici e monetari, che parla di un passaggio importante per rafforzare l’autonomia dell’Europa sul piano strategico, economico e digitale.

“Oggi in Commissione ECON del Parlamento europeo abbiamo compiuto un passo importante verso il rafforzamento dell’autonomia strategica, economica e digitale dell’Unione Europea, approvando il report sull’euro digitale”, dichiara Vivaldini.

L’euro digitale è pensato come una forma elettronica di moneta pubblica, garantita dalla Banca centrale europea, da affiancare al contante e agli strumenti di pagamento già esistenti. Non si tratta quindi di una criptovaluta, né di uno strumento privato, ma di una possibile nuova infrastruttura europea dei pagamenti.

Sovranità digitale e pagamenti europei

Il cuore politico del progetto riguarda la sovranità europea. Oggi una parte rilevante dei pagamenti digitali passa attraverso circuiti e infrastrutture non europee. In un contesto internazionale sempre più instabile, Bruxelles guarda all’euro digitale anche come a uno strumento per rafforzare l’indipendenza dell’Unione.

“In un contesto geopolitico sempre più complesso e incerto – afferma Mariateresa Vivaldini – l’Europa deve essere in grado di contare su infrastrutture proprie e su strumenti che garantiscano indipendenza, sicurezza e competitività”.

Secondo l’eurodeputata bresciana, l’euro digitale va proprio in questa direzione.

“Rafforza la nostra sovranità e contribuisce a costruire un sistema dei pagamenti sempre più europeo”, sottolinea.

Il tema non riguarda soltanto la finanza o le grandi istituzioni. La capacità dell’Europa di avere strumenti propri nei pagamenti digitali può incidere anche sulla vita quotidiana di cittadini, famiglie, imprese e commercianti.

Il contante resta protetto

Uno dei punti più sensibili del dibattito riguarda il rapporto tra euro digitale e denaro contante. Vivaldini chiarisce che la nuova moneta digitale non nasce per sostituire banconote e monete.

“Il contante continuerà a essere protetto come moneta a corso legale. L’euro digitale non nasce per sostituirlo, ma per offrire ai cittadini uno strumento aggiuntivo, moderno e sicuro, capace di rispondere alle esigenze di un’economia sempre più digitale”, spiega.

È un passaggio importante, perché una parte dell’opinione pubblica guarda con diffidenza all’ipotesi di una moneta digitale pubblica, temendo una progressiva riduzione dell’uso del contante.

Il testo approvato in Commissione ECON ribadisce invece l’impostazione di affiancamento. L’euro digitale, nelle intenzioni europee, dovrebbe essere un’opzione in più: utilizzabile nei pagamenti quotidiani, nei trasferimenti tra persone e negli acquisti, ma senza cancellare il diritto a pagare in contanti.

Pagamenti meno costosi per piccoli esercenti e artigiani

Un altro tema centrale è quello dei costi. Commissioni e spese sui pagamenti elettronici rappresentano da anni un punto sensibile per commercianti, artigiani, professionisti e piccole attività.

Secondo Vivaldini, l’euro digitale potrebbe contribuire ad alleggerire questo peso.

“Uno degli aspetti più importanti di questa riforma riguarda i costi dei pagamenti. Oggi migliaia di piccoli commercianti, artigiani ed esercenti devono sostenere commissioni che incidono sui loro margini e sulla loro competitività”, afferma.

Il possibile impatto sulle piccole attività economiche è uno degli elementi più rilevanti del dossier. Se il nuovo sistema riuscisse davvero a ridurre i costi delle transazioni, potrebbe diventare uno strumento utile soprattutto per negozi di vicinato, microimprese e attività familiari.

“L’euro digitale può contribuire a rendere i pagamenti meno costosi, alleggerendo un peso che grava soprattutto sulle piccole attività economiche, che rappresentano il cuore del nostro tessuto produttivo”, aggiunge l’eurodeputata bresciana.

Pagamenti online, offline e tramite telefono

Tra le caratteristiche previste per l’euro digitale c’è la possibilità di effettuare pagamenti sia online sia offline.

La modalità offline è considerata particolarmente importante perché permetterebbe di effettuare pagamenti anche in assenza di connessione, in determinate condizioni e con limiti stabiliti. Questo renderebbe il sistema più resiliente in caso di problemi tecnici, blackout, interruzioni di rete o situazioni di emergenza.

Il progetto prevede anche la possibilità di trasferire denaro in modo semplice e immediato tramite telefono, con l’obiettivo di rendere l’infrastruttura accessibile a cittadini e imprese.

L’euro digitale dovrebbe quindi funzionare come uno strumento di pagamento quotidiano: nei negozi, tra privati, online e in contesti in cui oggi si usano carte, app o altri sistemi digitali.

Resta però una fase di lavoro ancora aperta. Il via libera in Commissione ECON non equivale all’approvazione definitiva. Serviranno ulteriori passaggi, negoziati e decisioni tra Parlamento, Consiglio e istituzioni europee prima dell’eventuale introduzione operativa.

Una riforma tra opportunità e garanzie

Il dossier sull’euro digitale è al centro di un confronto complesso. Da una parte ci sono le opportunità: autonomia strategica, pagamenti più efficienti, minori costi, maggiore resilienza del sistema e strumenti più moderni per cittadini e imprese.

Dall’altra restano temi da gestire con attenzione: privacy, sicurezza dei dati, limiti di utilizzo, rapporto con il sistema bancario, costi di implementazione e tutela della libertà di scelta dei cittadini.

Proprio per questo il percorso europeo procede per tappe. L’obiettivo è costruire uno strumento che non sia percepito come un’imposizione, ma come un servizio aggiuntivo e utile.

“L’Europa sarà davvero forte non quando imporrà nuove regole ai cittadini, ma quando saprà offrire strumenti concreti che migliorino la vita delle persone, sostengano le imprese e rafforzino la competitività del nostro sistema economico”, conclude Mariateresa Vivaldini.

Per l’eurodeputata bresciana, l’euro digitale rappresenta “un tassello importante di questa visione”.

Il peso per il territorio produttivo bresciano

Il tema riguarda anche il Bresciano, territorio ad alta densità di piccole e medie imprese, artigianato, commercio, manifattura e servizi.

La riduzione dei costi sui pagamenti, la semplificazione delle transazioni e una maggiore autonomia europea nelle infrastrutture digitali possono avere effetti concreti su un tessuto produttivo che ogni giorno si confronta con margini ridotti, burocrazia, concorrenza e trasformazione tecnologica.

Per negozianti, esercenti e artigiani, la questione non è teorica. Ogni commissione sui pagamenti incide sui conti, soprattutto quando gli importi sono piccoli e le transazioni frequenti.

L’euro digitale, se costruito con garanzie adeguate e con costi realmente sostenibili, potrebbe diventare uno degli strumenti della nuova economia europea.

La strada non è ancora conclusa, ma il voto in Commissione ECON segna un passaggio politico rilevante. Ora il confronto si sposterà sui prossimi passaggi istituzionali, dove si capirà quale forma avrà davvero la moneta digitale europea.