Obesità, via libera in Commissione Sanità al progetto di legge regionale: in Lombardia oltre 880mila adulti colpiti
Riconoscere l’obesità come una patologia cronica e costruire una rete regionale capace di affrontarla con prevenzione, diagnosi precoce, cure multidisciplinari e presa in carico continuativa. È questo l’obiettivo del progetto di legge “Disposizioni per il riconoscimento della rilevanza sociale dell’obesità”, approvato all’unanimità dalla Commissione Sanità del Consiglio regionale della Lombardia, presieduta da Patrizia Baffi.
Il testo, composto da otto articoli, punta a rafforzare il sistema sanitario regionale di fronte a una condizione che non può più essere letta soltanto come un problema individuale o legato agli stili di vita, ma come una vera emergenza sanitaria e sociale.
I numeri descrivono un quadro significativo: in Lombardia oltre 2,6 milioni di persone sono in sovrappeso e più di 880mila adulti risultano affetti da obesità. Complessivamente, il 43% della popolazione adulta presenta un eccesso ponderale. Anche tra i più piccoli il dato preoccupa: tra i bambini dagli 8 ai 10 anni, più di uno su quattro è in sovrappeso o obeso.
Gallera: “Una patologia complessa, servono risposte integrate”
Il relatore del provvedimento, Giulio Gallera di Forza Italia, sottolinea il valore culturale e organizzativo del progetto di legge.
“Con questo Progetto di legge vogliamo riconoscere l’obesità per ciò che è: una patologia complessa che richiede risposte integrate e continuative”, ha dichiarato Gallera.
Secondo il consigliere regionale, il testo introduce un cambio di prospettiva nella gestione della malattia. Non solo interventi episodici, ma un percorso strutturato capace di mettere insieme prevenzione, cure, territorio e innovazione organizzativa.
“Gli elementi strategici per rispondere a questa emergenza sanitaria e sociale sono prevenzione, innovazione organizzativa e accesso alle Case di Comunità per la presa in carico multidisciplinare del paziente obeso”, ha aggiunto Gallera.
Il progetto punta quindi a inserire l’obesità dentro una rete di servizi più vicina ai cittadini, con il coinvolgimento delle Case di Comunità, dei medici di medicina generale, dei pediatri, degli specialisti e dei servizi socio-sanitari territoriali.
“Questo testo normativo rappresenta un passaggio innovativo e un salto culturale con l’obiettivo di migliorare la qualità della vita dei cittadini e garantire la sostenibilità del nostro sistema sanitario”, ha concluso Gallera.
Rete regionale, PPDTA e Tavolo permanente
Il provvedimento prevede l’istituzione di un Percorso preventivo diagnostico-terapeutico assistenziale, il PPDTA, pensato per garantire una presa in carico multidisciplinare e integrata delle persone affette da obesità.
L’obiettivo è evitare risposte frammentate e costruire percorsi omogenei su tutto il territorio regionale, collegando ospedali, strutture territoriali, Case di Comunità e servizi specialistici.
Il progetto di legge istituisce anche una Rete regionale dell’obesità e un Tavolo regionale permanente. Quest’ultimo avrà funzioni di coordinamento, monitoraggio epidemiologico della patologia, aggiornamento delle strategie sanitarie e promozione di buone pratiche.
La rete dovrà favorire diagnosi più tempestive, continuità assistenziale e un approccio che tenga conto non solo degli aspetti clinici, ma anche di quelli psicologici, sociali, educativi e familiari.
Farmaci, prevenzione e palestre della salute
Tra le misure previste c’è anche un intervento regionale per consentire l’accesso gratuito o a prezzo calmierato alle terapie farmacologiche per alcune categorie di pazienti affetti da obesità e in condizioni di elevata fragilità sociale ed economica.
Ampio spazio viene dedicato alla prevenzione. Il testo prevede iniziative di screening per individuare i soggetti a rischio e attivare tempestivamente percorsi di cura. Sono previste anche campagne di informazione rivolte soprattutto alle categorie più esposte, oltre a programmi educativi con il coinvolgimento di medici di base, pediatri e farmacisti.
Il progetto promuove inoltre programmi strutturati di attività fisica per la prevenzione e la gestione dell’obesità, favorendo lo sviluppo delle cosiddette “palestre della salute”. L’obiettivo è integrare il movimento nei percorsi di cura, rendendolo parte di una strategia sanitaria e non solo di una scelta individuale.
Il provvedimento prevede anche un sistema di monitoraggio e valutazione degli interventi, con una relazione biennale al Consiglio regionale.
Baffi: “La Lombardia può diventare un modello nazionale”
La presidente della Commissione Sanità, Patrizia Baffi, evidenzia la portata del progetto e il suo possibile impatto sulla sostenibilità del sistema sanitario.
“Investire nella prevenzione, nella diagnosi precoce e nella presa in carico multidisciplinare significa migliorare la qualità della vita di centinaia di migliaia di cittadini e rendere più sostenibile il nostro sistema sanitario regionale”, ha spiegato Baffi.
Secondo la presidente, uno degli elementi centrali è la necessità di garantire percorsi omogenei su tutto il territorio lombardo.
“L’obiettivo è garantire percorsi omogenei in tutta la Lombardia, favorendo diagnosi precoci, continuità assistenziale e un approccio che coinvolga specialisti, medici di medicina generale, pediatri e servizi socio-sanitari”, ha aggiunto.
“La Lombardia può diventare un modello nazionale nella lotta a questa emergenza sanitaria e sociale”, ha concluso Baffi.
Risorse per 3,3 milioni nel triennio 2026-2028
Il progetto di legge prevede un finanziamento complessivo di 3,3 milioni di euro nel triennio 2026-2028.
Le risorse saranno suddivise in due principali linee di intervento: 900mila euro per campagne di prevenzione e informazione e 2 milioni e 400mila euro per il rafforzamento dei servizi.
Il voto bipartisan in Commissione Sanità conferma la volontà di affrontare il tema con un approccio condiviso. L’obesità viene così inserita tra le priorità sanitarie e sociali della Lombardia, con l’obiettivo di superare stigma, frammentazione dei percorsi e difficoltà di accesso alle cure.
Il passaggio in Commissione rappresenta un tassello importante di un percorso normativo che punta a dare alla Regione strumenti più chiari per prevenire, curare e accompagnare una patologia che riguarda già centinaia di migliaia di cittadini lombardi.
