Carta dei diritti del paesaggio, a Desenzano la prima edizione del documento

Desenzano del Garda ospita giovedì 5 giugno la presentazione della prima edizione della “Carta dei diritti del paesaggio”. L’incontro si svolgerà dalle 18.30 alle 20 nella Sala delle Muse, all’interno del Festival della Sostenibilità sul Garda, promosso dall’associazione L.A.C.U.S. con il patrocinio del Comune.

Il documento nasce da un percorso partecipativo che ha coinvolto cittadini, scuole, artisti, architetti, paesaggisti, archeologi, attivisti ambientali e operatori culturali. L’idea di fondo è ribaltare il punto di vista: non parlare soltanto del paesaggio come oggetto da tutelare, ma provare a immaginarlo come soggetto con propri diritti.

Il paesaggio visto come soggetto

La “Carta dei diritti del paesaggio” propone una riflessione sul rapporto tra essere umano, natura, cultura, memoria e territorio. Il paesaggio viene letto come una porzione di territorio generata dalla coesistenza, nel tempo, di sistemi viventi diversi.

Da questa convivenza nascono caratteristiche ambientali, visive, estetiche e culturali che definiscono l’identità dei luoghi. In questo equilibrio entra anche la presenza umana, che ha trasformato e continua a trasformare il territorio.

Il percorso chiede quindi ai cittadini di uscire da una visione puramente utilitaristica. Il paesaggio non è soltanto uno sfondo, né una risorsa da consumare. È un sistema complesso, fatto di relazioni, storia, biodiversità e comunità.

Il percorso partecipativo

Il progetto è stato ideato e curato da Francesca Conchieri, Mauro Cossu e Giulio Zanella per l’Associazione Post Industriale Ruralità. Il lavoro si è sviluppato in più tappe.

La prima fase ha previsto la distribuzione di taccuini a operatori specializzati: artisti, antropologi, architetti, archeologi, paesaggisti, attivisti ambientali e ricercatori. Quei contributi sono poi diventati materiale di confronto pubblico.

Il percorso ha attraversato diversi luoghi, tra cui la Biblioteca UAU di Brescia, il Centro 3T di Sellero, Villa Bettoni a Gargnano, Villa Cernigliaro a Sordevolo, Maremosso a Brescia e Casa Panzerini a Cedegolo.

Sono stati coinvolti anche studenti di diversi istituti scolastici della Valle Camonica, con laboratori nei plessi di Esine, Pianborno, Sacca, Cedegolo e Berzo Demo.

Il confronto a Desenzano

Una tappa centrale si è svolta il 22 maggio a Desenzano del Garda, nella Sala Brunelli, in occasione della Giornata mondiale della biodiversità. Il world café ha chiamato i cittadini a confrontarsi su produzione, spazi di comunità, rigenerazione di luoghi abbandonati e uso del digitale nella gestione del paesaggio.

I partecipanti hanno lavorato in tavoli di discussione brevi, affrontando domande concrete: quali porzioni di paesaggio produttivo vorrebbero conoscere meglio, quali spazi servono alla comunità, quali luoghi in disuso andrebbero rigenerati e come le tecnologie digitali potrebbero migliorare la fruizione del territorio.

Da questo lavoro è nata una comunità di pratica composta da progettisti, artisti, geografi, amministratori, docenti, attivisti e rappresentanti di associazioni. Il gruppo ha lavorato sui temi emersi durante l’anno e sulla prima bozza della Carta.

Un documento tra cultura, ambiente e cittadinanza

La presentazione del 5 giugno porterà al pubblico un progetto editoriale che raccoglie la prima bozza della “Carta dei diritti del paesaggio”. Il documento non chiude il percorso, ma apre una fase successiva di confronto.

Il progetto è promosso dall’Associazione Post Industriale Ruralità, nata a Sellero nel 2012 per valorizzare il patrimonio di archeologia industriale e culturale del territorio. Tra i partner figurano il Comune di Sellero, Fondazione della Comunità Bresciana, L.A.C.U.S., Maremosso, Casa Panzerini, Biblioteca UAU, Associazione Italiana Architettura del Paesaggio e altre realtà culturali e sociali.

L’appuntamento di Desenzano inserisce il tema del paesaggio dentro una cornice più ampia: quella della sostenibilità, della partecipazione e della responsabilità dei territori. Una riflessione che riguarda il Garda, ma anche molte altre aree bresciane dove ambiente, memoria, produzione e comunità convivono nello stesso spazio.

 

 

(Immagine di copertina: Associazione post industriale ruralità)