“Ogni dono è un nodo”, AIL Brescia porta al Calini la cultura del volontariato e della donazione
Un percorso scuola-lavoro per parlare ai ragazzi di volontariato, salute, solidarietà e dono. Al Liceo Scientifico Annibale Calini di Brescia è arrivato il progetto “Ogni dono è un nodo”, promosso da AIL Brescia OdV nell’ambito dei percorsi di formazione scuola-lavoro, con l’obiettivo di avvicinare gli studenti alla cultura della donazione di sangue e midollo osseo e al valore concreto dell’impegno civile.
Il progetto, già raccontato anche da alcune testate locali, nasce da un’idea semplice e forte: ogni gesto di dono crea un legame. Un “nodo”, appunto, capace di unire chi dona, chi riceve, chi cura e chi sceglie di mettersi a disposizione degli altri. La tappa bresciana si inserisce nel percorso nazionale promosso da AIL nelle scuole superiori, rivolto in particolare agli studenti degli ultimi anni.
L’iniziativa è stata pensata non come una lezione frontale, ma come un percorso educativo in cui i ragazzi diventano protagonisti. AIL descrive infatti “Ogni dono è un nodo” come un progetto di educazione alla salute e alla cultura del volontariato, basato anche sulla peer education, cioè il coinvolgimento diretto degli studenti nel trasmettere ai coetanei messaggi, conoscenze e consapevolezze.
Dal volontariato alla donazione: il senso del progetto
Il cuore dell’iniziativa è la sensibilizzazione alla donazione di sangue e midollo osseo. Il percorso nazionale prevede due fasi principali: una campagna di comunicazione per diffondere la cultura del dono e incontri formativi nelle scuole, condotti da operatori specializzati formati da AIL, con il coinvolgimento di insegnanti, tutor d’aula e psicologi.
Secondo quanto riportato da ANSA nella presentazione del progetto nazionale, “Ogni dono è un nodo” punta a promuovere volontariato, donazione di sangue e midollo e una maggiore consapevolezza sui propri atteggiamenti e stili di vita. La fase scolastica ha coinvolto istituti di diverse province italiane, tra cui anche Brescia, con l’obiettivo di potenziare la cultura della solidarietà tra i più giovani.
Nel percorso sono centrali anche le cosiddette life skills, competenze emotive, relazionali e comunicative utili nella vita quotidiana. Non si parla quindi soltanto di salute in senso stretto, ma anche di responsabilità, ascolto, fiducia, capacità di scegliere e disponibilità verso gli altri.
Gli studenti come protagonisti
Uno degli elementi più importanti del progetto è il ruolo attivo degli studenti. Il modello prevede la formazione di ragazzi e ragazze che, dopo aver seguito il percorso, diventano a loro volta punti di riferimento per i compagni. In questo modo il messaggio non resta confinato all’incontro con gli esperti, ma continua a circolare nella scuola attraverso il linguaggio dei giovani.
Il programma nazionale di AIL indica tra gli obiettivi il dialogo tra scuola, medicina, biologia, psicologia e volontariato, oltre alla conoscenza delle malattie onco-ematologiche e delle loro implicazioni psicologiche, sociali ed emotive. Il progetto punta anche a far conoscere il contesto operativo dell’associazione e le figure professionali coinvolte: medici, biologi, psicologi, educatori, insegnanti e volontari.
AIL ha comunicato che il progetto ha già raggiunto numeri significativi a livello nazionale: 6,7 milioni di personeattraverso la campagna di sensibilizzazione, 12 scuole coinvolte in 10 città italiane, 3.000 ragazzi raggiunti direttamente negli istituti e centinaia di potenziali donatori sensibilizzati grazie al lavoro degli studenti.
AIL Brescia e il Calini: scuola, salute e cittadinanza attiva
La presenza del progetto al Liceo Calini assume un valore particolare anche per il territorio bresciano. Il Calini è una delle scuole storiche della città e il coinvolgimento degli studenti in un percorso di questo tipo porta dentro l’ambiente scolastico temi che spesso restano lontani dalla quotidianità dei ragazzi: la malattia, il bisogno di cure, la donazione, il ruolo delle associazioni e il valore del volontariato.
AIL Brescia, attraverso il progetto, porta in classe una domanda concreta: che cosa significa aiutare? La risposta passa dalla conoscenza, dalla formazione e dalla possibilità di trasformare la sensibilità in azione. Donare sangue o midollo non è solo un gesto sanitario, ma un atto di responsabilità verso una comunità più ampia.
La formula scelta dal progetto, riassunta nel titolo “Ogni dono è un nodo”, restituisce bene il senso dell’iniziativa. Ogni contributo può diventare parte di una rete. Ogni studente coinvolto può diventare un punto di passaggio di informazioni, consapevolezza e solidarietà. Ogni scelta responsabile può aiutare a costruire legami più forti tra scuola, volontariato e territorio.
(Immagine di copertina: AIL Brescia)
