Chiari, è morto don Eugenio Riva: guidava l’Istituto Salesiano San Bernardino

L’Istituto Salesiano San Bernardino di Chiari piange la scomparsa di don Eugenio Riva, direttore della casa salesiana cittadina. L’annuncio è arrivato dalla famiglia, dai confratelli e dalla Famiglia Salesiana.

“I fratelli Mario e Gianluigi, la sorella Luisa con le relative famiglie, i confratelli e tutta la Famiglia Salesiana annunciano con profonda tristezza la morte di don Eugenio Riva, Direttore dell’Istituto Salesiano San Bernardino di Chiari”. Nello stesso messaggio si legge anche: “Celebriamo nella fede il suo ritorno alla Casa del Padre, dove può finalmente godere della pace eterna. Con consapevolezza e serenità, don Eugenio completa così il suo pellegrinaggio terreno e noi lo affidiamo alla misericordia del Signore”.

Le informazioni sulla camera ardente e sulle esequie funebri verranno pubblicate sul sito dei Salesiani di Chiari.

Don Eugenio Riva era nato il 29 dicembre 1950 a Treviglio, in una famiglia di origini contadine. Era il maggiore di quattro fratelli: Mario, Gianluigi e Luisa. Il suo legame con il mondo salesiano era iniziato molto presto, attraverso l’oratorio di Treviglio e l’ambiente familiare. Nel profilo biografico diffuso dai Salesiani si ricorda che, fin da bambino, aveva conosciuto don Bosco anche grazie al padre, che proiettava sulle pareti di casa i filmati dedicati ai sogni del santo.

Il suo percorso si era intrecciato molto presto anche con Chiari, dove la madre lo aveva accompagnato all’aspirantato e dove aveva frequentato il biennio del ginnasio tra il 1961 e il 1966. In una testimonianza pubblica del 31 gennaio 2026, lo stesso don Eugenio aveva sintetizzato così quella vocazione: “Per lui c’era solo don Bosco”.

Scelta la strada salesiana, aveva compiuto il noviziato a Missaglia sotto la guida di don Vittorio Verderio e il 16 agosto 1968 aveva emesso la professione religiosa. Dopo gli studi classici a Nave, conclusi con il diploma nel 1971, aveva svolto il tirocinio prima a Varese e poi a Chiari, per poi laurearsi in Filosofia all’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano nel 1975.

Successivamente aveva intrapreso gli studi teologici alla Facoltà Teologica dell’Italia Settentrionale, affiancando all’impegno accademico il servizio educativo nelle case di Milano San Domenico Savio e Milano San Carlo. Il 27 maggio 1978 era stato ordinato sacerdote a Treviglio, nella struttura polivalente dedicata al Maestro Zanovello, e quindi inviato come insegnante e animatore alle Opere Sociali di Sesto San Giovanni.

Nel 1981 era stato chiamato a guidare il nascente Centro di Studi Paolo VI di Nave, dove era rimasto fino al 1994. Da lì era iniziato un lungo percorso di responsabilità all’interno della Congregazione, che lo avrebbe visto ricoprire diversi incarichi di governo. Nel 1994 era diventato direttore del Centro don Bosco di Treviglio. Il profilo diffuso dai Salesiani sottolinea come proprio nell’esercizio dell’autorità avesse mostrato alcuni dei suoi tratti più riconoscibili: “una vita di pietà solidissima, una sensibilità straordinaria per la cura dei piccoli e dei giovani, un’apertura di cuore e di mente verso i confratelli, soprattutto quelli che più abbisognano di incoraggiamento e di tutela”.

Dal 1999 al 2005 era stato ispettore dell’ILE, poi, dopo un anno da direttore a Nave, dal 2006 al 2012 ispettore dell’INE. Aveva poi nuovamente guidato la casa di Nave tra il 2012 e il 2014, per poi diventare ispettore dell’UPS dal 2014 al 2020, affrontando in prima persona anche la fase della pandemia e le sue ricadute sul piano sanitario e organizzativo.

Negli ultimi anni era tornato nell’ispettoria di origine. Prima gli era stato affidato il compito di accompagnare la chiusura della casa salesiana di Pavia tra il 2020 e il 2021; poi era arrivato l’incarico a Chiari, dove aveva guidato una casa salesiana in una fase di rilancio e rinnovata vitalità. Proprio quest’anno, la presenza salesiana a Chiari sta celebrando il Centenario, del quale don Eugenio era stato promotore.

La sua scomparsa lascia un segno profondo in una comunità che negli ultimi anni lo aveva visto al centro della vita educativa, spirituale e istituzionale dell’Istituto San Bernardino.